DI MARCO GALAVERNA

Ciò che pareva impossibile è avvenuto: vedere muoversi sulle proprie ruote due locomotive italiane trifasi. L’evento ha avuto come primo scenario la stazione di Alessandria, lo scorso 23 maggio, con l’arrivo di un treno speciale da Milano, trainato dalla locomotiva E.656.093. La stessa ha manovrato le due locomotive trifasi E.431.027 ed E.432.031, in precedenza giunte dal Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, inquadrandole in testa alle carrozze. Il convoglio così composto ha poi viaggiato fino ad Acqui Terme, sede della manifestazione organizzata per il cinquantesimo anniversario della cessazione del sistema di trazione elettrica trifase sulla rete ferroviaria italiana [1].

Tutto è stato reso possibile da Fondazione FS Italiane, il cui Direttore Generale ing. Luigi Cantamessa ha presenziato l’incontro. Ad Acqui, la E.656 è stata sganciata e si è allontanata: così, come si vede nella mia foto, il treno sembrava arrivato al traino delle macchine trifasi, ripetendo la scena del 25 maggio 1976, quando la conversione in corrente continua delle linee Alessandria – S. Giuseppe di Cairo e Acqui – Asti chiudeva per sempre l’epoca del trifase italiano.

Per i lettori che hanno meno familiarità con l’elettrotecnica, chiariamo che le vecchie locomotive trifasi non possono più circolare autonomamente sulla nostra rete ferroviaria, perché esse richiedevano un’alimentazione in corrente alternata da due fili aerei, mentre i treni attuali ricevono l’energia elettrica da un unico filo alimentato in corrente continua.

La folla che ha animato l’evento di Acqui testimonia il grande interesse che la trazione trifase continua a destare, anche tra giovanissimi che nel 1976 non erano nati. Mi è stato chiesto perché tale sistema sia stato abbandonato e se sia possibile ripristinarlo per una ferrovia turistica. Debbo, purtroppo, far prevalere il realismo sui nostalgici entusiasmi.

Già intorno al 1930 risultava evidente che, tra i vari sistemi di trazione elettrica, quello trifase a doppio filo era il meno vantaggioso, per la complessità degli impianti, per la necessità di generare energia elettrica alla frequenza speciale di 16,7 Hz, per l’impossibilità di superare la velocità d’esercizio di 100 km/h a causa della difficile captazione della corrente dai fili aerei. Dopo il 1932 nessuna nuova locomotiva trifase fu costruita per le FS e quindi già da allora si poteva capire che il sistema era destinato all’estinzione; esso, negli anni successivi, fu tuttavia esteso a molte linee per ragioni di continuità ma, dal dopoguerra, rimase confinato alla pura sopravvivenza.

Risuscitare la trazione trifase nella versione italiana si scontra con la necessità di generare energia elettrica alla frequenza speciale di 16,7 Hz, che fu scelta per non montare ingranaggi riduttori sulle locomotive di allora; tecnicamente, tutto è possibile: è una questione di costi.

Nel mondo, quattro linee ferroviarie sono ancora in funzione col sistema trifase a doppio filo aereo. Le due più famose si trovano in Svizzera: la linea della Jungfrau (9,3 km) e quella del Gornergrat (9,3 km), a scartamento metrico. La terza è la ferrovia turistica della Rhune (4,2 km), nei Pirenei francesi, e la quarta è in Brasile (3,8 km) e collega Rio de Janeiro al monte Corcovado, dove si trova una famosa statua del Cristo Redentore.

Le particolari situazioni d’esercizio di queste linee, brevità del percorso, velocità ridotta (soprattutto a causa della presenza della cremagliera), assenza di vasti piazzali, traffico essenzialmente turistico, hanno reso sostenibile la conservazione del sistema di trazione trifase che sarebbe stato problematico su lunghe linee a traffico misto. Un’osservazione importante: sulle quattro linee ferroviarie ancora funzionanti col sistema trifase, la necessità della frequenza speciale per l’alimentazione elettrica dei treni è stata superata e infatti esse utilizzano la normale frequenza industriale a 50 oppure 60 Hz.

Per approfondire l’argomento, il testo consigliato è [2]; lo si trova ancora nel mercato dei libri usati e una copia è disponibile nella biblioteca della Scuola Politecnica di Genova.

 

[1] D. Salomone, “La trazione elettrica trifase”, GRAF, 1976

[2] G. Cornolò, M. Gut, “Ferrovie trifasi nel mondo: 1895-2000”, Albertelli, 1999.