Di V.Ficco e S. Coppellotti
Il Ciclismo negli anni 50-60 era molto seguito trattandosi all’epoca di uno sport popolarissimo e chi lo seguiva non poteva non esserne coinvolto ed amarlo poiché in quel magnifico periodo molti erano i nomi dei professionisti dalle imprese epiche. Parlando di quegli anni non si può fare a meno di menzionare chi poi diventò un vero mito: Fausto Coppi, le sue imprese che ancor oggi si ricordano, le vittorie, le sfide, i suoi antagonisti, vedi i vari episodi tra Coppi e Bartali, le sue disavventure, la tragica perdita del fratello Serse durante una gara ciclistica e la sua vita privata che, all’epoca fece scalpore, facendo parlare molto di lui.
Da anni il nostro Gruppo Ciclismo continua ad onorare il ricordo del Campionissimo cercando di raggiungere le cime dove lui scrisse la storia del ciclismo conquistandole e rendendole famose nel tempo. Se di mito dobbiamo parlare non si può fare a meno di menzionare il suo paese natale dove ha vissuto parte della sua vita e da dove iniziò ancora ragazzo ad avvicinarsi alla bicicletta. Parliamo appunto del paesino di Castellania sulle colline Tortonesi, dove oggi sorge un mausoleo in suo ricordo ed in cui è sepolto insieme al fratello Serse. Chi visita oggi questo paese per la prima volta si accorge immediatamente chi lo ha abitato, infatti ogni angolo, ogni spazio, ogni facciata di palazzina parla di lui, i muri sono affrescati con il suo ritratto o ricoperti con gigantografie che riproducono epici momenti di gloria tanto che si ha la sensazione di incontrarlo da un momento all’altro. Molto spesso questa meta viene inserita nei percorsi del Master del Gruppo Ciclismo e chi come noi, seppur ancora ragazzino, ha vissuto quegli anni ruggenti non può mancare all’appuntamento.
Il 24 luglio con il solito entusiasmo e grazie alla bellissima giornata oltre che al piacevole e fantastico percorso siamo arrivati a Castellania proprio dinanzi al mausoleo. Dopo aver scattato alcune foto ed esserci rifocillati e rinfrescati riprendendo la via del ritorno, abbiamo avuto un incontro inaspettato. Un simpatico signore che spontaneamente si è offerto di scattarci una foto con i nostri telefonini. Ci ha mostrato la casa della famiglia Coppi dove è nato e vissuto Fausto e ci ha raccontato alcuni interessanti e sconosciuti momenti della vita del Campionissimo. Da lì è iniziata un’interessante visita guidata da questo gentilissimo signore. Ci ha portati all’interno del museo mostrandoci biciclette e altri oggetti appartenuti a Fausto e dove ha voluto fotografarci con le maglie storiche di Fausto, in particolare con la maglia gialla del Tour de France del 1949, continuando a raccontarci aneddoti di vita giovanile e sportiva del Campionissimo.
Dopo circa un’ora di intrattenimento al momento di ripartire abbiamo chiesto a questo signore come sapeva tutte quelle cose ed il suo il suo nome: EGIDIO COPPI, ma allora… «Si – ha detto – sono suo cugino». Siamo ripartiti riprendendo la strada verso Villalvernia con una sensazione bella ma strana, avevamo quasi l’impressione di essere uno in più come se ci fosse anche LUI.
Rivolgiamo i nostri più cordiali saluti ed un grosso ringraziamento al Sig. Egidio Coppi, è una persona magnifica che non mancheremo di tornare a trovare.