DI ELISABETTA SPITALERI

“LA FRECCIA AZZURRA”, 1996, REGIA DI ENZO D’ALO’

“Un giorno molto speciale, secondo la tradizione, succede che una grande calma cala sulla terra e comincia a nevicare… È la notte di Natale, la notte in cui Babbo Natale porta i regali a tutti i bambini del mondo. Ma i bambini più fortunati di tutti sono quelli italiani perché, se sono stati buoni, nella notte dell’Epifania ricevono degli altri regali. Questi doni li porta la Befana che vola di casa in casa a cavallo di una scopa. Un’Epifania di tanti anni fa però, i bambini italiani rischiarono di non ricevere nessun regalo…”. Così la voce narrante ci introduce nel magico mondo di questo splendido film d’animazione ispirato all’omonimo racconto di Gianni Rodari del 1954.

Cosa poteva essere successo? La Befana, che durante tutto l’anno riceve nel suo negozio ordinazioni e lettere dei bambini, si è improvvisamente ammalata di una strana influenza provocata dal veleno somministratole dal suo perfido aiutante Scarafoni. Questo essere cinico e malvagio ha messo in atto un piano diabolico per accettare ordinazioni a pagamento per cui verranno consegnati solo i giocattoli pagati profumatamente in anticipo.

E Francesco, che desidera ardentemente un trenino detto “la Freccia Azzurra” simile a quello su cui prestava servizio suo padre prima di morire, rischia come tanti altri bambini poveri di non ricevere nulla a differenza di quelli ricchi come Carlo Alberto e Filippo Maria. Interessante come verso la fine del film, quando parecchi clienti protestano per la mancata consegna dei giocattoli pagati e misteriosamente scomparsi dal negozio, i due ragazzini certamente privilegiati si chiedono: “…e se le masse si fossero ribellate?” Ma una ribellione c’è stata, non delle masse ma dei giocattoli che si rifiutano di finire nelle mani di bambini viziati che si stufano subito e li buttano in un angolo dimenticandosi presto di loro. Vogliono essere amati e per questo iniziano una fuga rocambolesca alla ricerca del povero Francesco, scacciato via malamente dal negozio da Scarafoni. Così La Freccia Azzurra con i suoi conducenti, il Capitano Mezza Barba, il cane di peluche Spicciola, il pilota con il suo aereo, il gran capo Penna d’Argento, la papera di legno e molti altri incluso il pupazzo Mago che cercherò di tradirli, cominciano un pericoloso viaggio alla ricerca non solo di Francesco ma anche di bimbi che rischierebbero di rimanere senza doni in quella notte magica. Scarafoni li insegue volando in modo goffo sulla scopa della Befana ma riescono a scappare anche con la collaborazione della statua della piazza principale. Con l’aiuto del taccuino della Befana risalgono agli indirizzi di alcuni bambini. Intanto Francesco alla fine del turno al cinema presso cui lavora la sera, viene rapito da due banditi che vogliono impadronirsi del denaro accumulato da Scarafoni e custodito nella cassaforte del negozio. Viene accusato di complicità ma fortunatamente entra in azione la Befana che lo scagiona e rendendosi conto del tradimento del suo assistente, dopo aver ritirato i nuovi giocattoli da Mastro Simone parte a razzo per poter accontentare tutti i bambini. La festa è salva, Francesco non riceverà il trenino perché il giocattolo e il suo equipaggio decidono di donarsi a Roberto, figlio di un Ferroviere, per premiare il suo coraggio nello sventare un incidente ferroviario rischiando la vita. Francesco invece terrà con sé Spicciola che in quella notte magica in cui è capitato di tutto si è trasformato in un cane vero. E, cosa molto importante diventa il nuovo aiutante della Befana.

“La Freccia azzurra” è dedicato ai bambini ma anche agli adulti per la sua morale semplice ma diretta, una riflessione sul consumismo sfrenato, una lezione che non dovremmo mai dimenticare di impartire ai nostri figli. La sceneggiatura di questo pluripremiato e originale film d’animazione, il primo lungometraggio dello studio di animazione Lanterna Magica costato quasi quattro anni di lavoro, è stata scritta dal regista con Umberto Marino, Paolo Conte ha scritto le musiche. Fra coloro che hanno dato voce ai personaggi ricordiamo Dario Fo (Scarafoni) e Lella Costa (la Befana). Nel 1997 con alcune variazioni nella trama, il film venne esportato negli Stati Uniti e fu distribuito in direct-to-video con il titolo How the Toys Saved Christmas (Come i giocattoli salvarono il Natale), è ambientato alla vigilia di Natale e la Befana diventa “Granny Rose” (Nonna Rosa), l’aiutante di Babbo Natale.