DI LUANA ROSSINI
Ho incontrato le sindacaliste delle segreterie regionali Liguria con sede Genova (stazione di Genova P. Principe): Andrei Laura (FILT_CGIL), Ferrara Cinzia (SLM_FAST), Piana Sandra (FIT_CISL) e Pini Serena (UILTRASPORTI) che ringrazio tantissimo per la disponibilità e per il pomeriggio passato a chiacchierare di ferrovia e di donne e, quindi, di lavoratrici. Ho posto le stesse domande a tutte e quattro:
- Che cosa ti ha spinto a fare attività sindacale?
- Cos’ha significato questa scelta per una donna e quale valore aggiunto ha apportato?
- Cosa significa, oggi, rappresentare le donne e quanto è importante la loro presenza nel sindacato?
Queste le loro risposte.

CINZIA FERRARA
Sin da giovane ho sempre dato un valore importante al sindacato, tant’è vero che, nella stessa giornata dell’assunzione, mi sono recata proprio qui negli uffici di Genova Principe per iscrivermi sia al sindacato, sia al Dopolavoro, a cui attribuisco lo stesso valore anche se in ambiti diversi. La mia assunzione era conseguente a un concorso pubblico e fu proprio grazie alla coesione sindacale, alla loro tenacia e agli scioperi che le assunzioni, che riguardavano tanti colleghi e colleghe, furono sbloccate. Il vero approccio col sindacato arrivò qualche tempo dopo, quando fui invitata a partecipare a un corso sindacale a cui partecipai soprattutto per curiosità. Fu così interessante che mi convinse a partecipare attivamente alla vita sindacale perché mi confermò un mio valore profondo: il senso di giustizia, che ho avvertito sin da bambina. Ovviamente questo valore si è arricchito col saper riconoscere le varie situazioni e il senso del possibile, mi ha dato un forte senso della realtà e, soprattutto, un arricchimento degli strumenti sociali collettivi per il raggiungimento degli obiettivi, accompagnati da tanta pazienza al fine di riconoscere i momenti più opportuni per il loro raggiungimento.
Ho iniziato per curiosità, quindi, ma è maturata sviluppandosi in un lungo cammino che mi ha fatto crescere anche come persona. Gli ostacoli ci sono stati ma sono sempre andata avanti senza demoralizzarmi. Mi preme dire che “ai miei tempi” la presenza delle donne era in percentuale molto bassa rispetto agli uomini ma, grazie ai sindacati, le donne oggi sono presenti in tutte le famiglie professionali. Ricordo che negli anni ’90 era stata introdotta la percentuale del 30% di assunzioni di genere femminile e ci fu anche l’avvio del Comitato Pari Opportunità. Insomma, anni importanti per le donne nel mondo del lavoro.
La presenza delle donne nel sindacato è importantissima perché introduce, nelle dinamiche sociali, anche del sindacato stesso, una percezione del mondo e della vita – noi donne portatrici di vita – che non esisterebbe in ambiti solo maschili. È fondamentale, quindi, che le donne stesse ricordino l’importanza di questa ricchezza e di quanto valore aggiunto ciò comporti nella vita del sindacato e nella società. Per me, rappresentare le donne è un grande onore e ringrazio Luana per aver dato parola e spazio a noi donne che partecipiamo attivamente alla vita sindacale e quanto sia significativo che questo sia concomitante con la giornata dell’8 marzo.

SERENA PINI
Quando ho deciso di entrare nel sindacato l’ho fatto per un senso di giustizia e solidarietà. Ho sempre creduto che il lavoro dovesse essere dignitoso, sicuro e giustamente retribuito e il sindacato, quindi, mi sembrava il luogo giusto per far sentire la mia voce e quella di chi non poteva parlare. Da donna, la scelta è stata anche una forma di impegno per la parità: volevo contribuire a cambiare le cose.
I valori che mi hanno spinta a partecipare attivamente alla vita sindacale sono ancora gli stessi: giustizia, equità, diritti per tutti. Nel tempo, però, ho capito che la battaglia è più complessa di quanto immaginassi: serve pazienza, mediazione e, a volte, le vittorie arrivano lentamente. Però, quando arrivano, quando vedi una persona ottenere ciò che le spetta di diritto, allora capisci che ne vale sempre la pena.
Oggi la presenza delle donne nei sindacati è ancora una sfida ma ha già prodotto cambiamenti significativi nella cultura lavorativa e nelle politiche dei diritti. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per garantire una piena parità. La presenza di una donna al sindacato aumenta l’attenzione riguardo la conciliazione fra vita e lavoro, proponendo e portando avanti politiche di cui, lo dicono i numeri, beneficiano sicuramente anche i colleghi uomini. Un esempio? L’introduzione e il mantenimento della flessibilità oraria e lo smart-working, che ha migliorato la vita a molte lavoratrici madri e, di conseguenza, anche dei padri. Inoltre, molti temi sindacali sono affrontati con una sensibilità diversa, attenta a prevenire situazioni di difficoltà fisica lavorativa o di violenza di genere.
Prossimamente, le interviste a Laura e Sandra