DI ELISABETTA SPITALERI
“ORE 15:17 ATTACCO AL TRENO” (2018, REGIA DI CLINT EASTWOOD)
Nell’opera teatrale “Vita di Galileo” di cui esistono numerose versioni e revisioni (Le principali risalgono rispettivamente agli anni 1938/39, 1943-45 e 1956), Bertolt Brecht scrisse la frase “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, una delle sue affermazioni più discusse, contestate, strumentalizzate e sottoposte a svariate interpretazioni. Una visione certamente particolare e utopistica ma la storia e il periodo che stiamo vivendo, più che mai confuso e violento, ci portano a riflettere ancora di più su come piccoli o grandi eroi sono ancora la dimostrazione che non sempre viene alzata una barriera di indifferenza e ignavia e anche persone “normali” possono fare la differenza.
Clint Eastwood decide di raccontare in questo film la storia, vera, di tre ragazzi americani che il 21 agosto 2015 sventano un attacco terroristico sul treno Thalys 9364, in viaggio da Amsterdam a Parigi con più di 500 passeggeri a bordo.
Sono i veri protagonisti del fatto di cronaca ad interpretare il film: Spencer Stone, Anthony Sadler e Alek Skarlatos e la sceneggiatura è basata sulla loro biografia “The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes di Jeffrey E. Stern.”
L’attentatore, il ventiseienne marocchino Ayoub El-Khazzani, armato di fucile d’assalto, una pistola ed una bottiglia di benzina intendeva compiere una strage ma i ragazzi intervengono prontamente e riescono ad evitare il massacro. Prestano assistenza anche a Mark Moogalian, un passeggero americano che aveva tentato di intervenire per primo ed era stato gravemente ferito.
Grazie al loro gesto, Spencer, Anthony e Alek ricevono la Legion d’onore, la più alta onorificenza francese, dalle mani del presidente François Hollande.
La maggior parte del film ripercorre la storia di questi ragazzi di Sacramento dai tempi della scuola (erano studenti un po’ problematici spesso in punizione per le loro marachelle), legati da una grandissima amicizia. Amavano giocare alla guerra e due di loro desiderano ardentemente diventare soldati: Spencer si allena fisicamente e duramente per essere ammesso nel corpo militare ed Alek viene inviato in missione in Afghanistan. Spenser ha una visione “romantica” della professione militare: “Volevo andare in guerra per salvare vite”. E durante la loro vacanza in Europa per cementare la loro amicizia ci riescono senza essere necessariamente su un campo di battaglia. D’altra parte la triste cronaca di ogni giorno ci racconta come le guerre ormai siano spesso “non convenzionali”.
Clint Eastwood è stato criticato per aver di nuovo rappresentato quel modello di America “che combatte”. Che sia l’eroe solitario e infallibile di “American Sniper” del 2014, “Sully” del 2016 o i tre ragazzi di “Ore 15:17 – Attacco Al Treno” (solo per citarne alcuni) è evidente che come regista Eastwood prediliga questa tematica dell’eroe americano. Comunque la si pensi, Eastwood ha realizzato un film il più realistico possibile utilizzando attori non professionisti. Quello stesso realismo che lo ha poi indotto a ricostruire la lunghissima scena finale del treno utilizzando come attori di contorno il vero ferito, sua moglie e il loro compagno di viaggio, tutti entusiasti di far parte del cast. “Solo per la parte del terrorista abbiamo fatto ricorso a un attore, ma penso che anche lui avrebbe partecipato volentieri al film” ha scherzato Eastwood. Anche il treno non è ricostruito in un teatro di posa, come avrebbe fatto qualunque altro regista, ma è un vero treno Thalys che collega Amsterdam con Parigi (solamente preso a tratta invertita) che viaggia a trecento chilometri l’ora!