Testo e foto di Valentina Bocchino

LA MOSTRA A GENOVA – E’ oggi (fino alle ore 18) l’ultimo giorno per visitare la mostra “Cesare Pozzo e il tempo del vapore”, ospitata presso la sala Spazio Incontri della Regione Liguria, in piazza De Ferrari 1 a Genova, e organizzata da Mastodonte dei Giovi Onlus e Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità, con la partecipazione della SNMS Cesare Pozzo Regione Liguria, e il patrocinio della Regione Liguria, del comune di Ronco Scrivia, della fondazione FS Italiane, e della fondazione Ansaldo.

La mostra è divisa in più parti: una dedicata alla nascita della rete ferroviaria in Italia, una alla figura di Cesare Pozzo (il primo macchinista che curò l’organizzazione dei ferrovieri), una al Mastodonte dei Giovi, una alle interviste di chi ha vissuto il “tempo del vapore”, e una al modellismo.

L’ASSOCIAZIONE MASTODONTE DEI GIOVI – Gran parte dei pannelli derivano dal lavoro di ricerca storica svolto negli anni dall’associazione del Mastodonte dei Giovi, che ha raccolto in un libro – “Quelle grandi ruote rosse” – 51 storie di vita e lavoro intorno al mondo delle ferrovie, un piccolo tesoro corredato da fotografie e documenti dell’epoca. «Ci sono anche i racconti dei viaggiatori – dice Maria Giovanna Mello, tra gli autori del libro – tra cui uno molto particolare, la testimonianza di un operaio dell’Ansaldo che, durante la seconda guerra mondiale, era stato mandato al lager di Mauthausen, con un lungo viaggio in treno».

Ma non è l’unica attività dell’associazione: accanto alla ricerca storica, c’è anche il recupero e il restauro di antichi materiali ferroviari e il ferromodellismo, con un plastico ospitato nella sede di Ronco Scrivia che riproduce in maniera incredibilmente verosimile parte della linea dei Giovi. «Molte persone vengono a vedere il nostro plastico – spiega Maria Giovanna Mello – dalle famiglie alle scolaresche. Il nostro sogno è di riprodurre la ferrovia fino a Ronco Scrivia, ma i costi dell’impresa sono alti, potrebbero occorrere fino a 50mila euro». Una cifra importante, ma dal video realizzato dai membri dell’associazione, visualizzabile in cima all’articolo, si può ben capire come il lavoro svolto finora sia molto preciso. L’obiettivo è quello di realizzare un vero e proprio ecomuseo delle Linee Ferroviarie dei Giovi.

I visitatori della mostra possono ammirare un piccolo modellino funzionante, nonché un modello in scala della Locomotiva Sampierdarena, la prima progettata e realizzata interamente in Italia, dalle officine Ansaldo.

MastodontiIL MASTODONTE – Ma cos’è, esattamente, il Mastodonte dei Giovi? Si è trattato di una particolare locomotiva a vapore doppia costruita per l’utilizzo specifico sul difficile tratto appenninico della nuova linea ferroviaria Torino-Genova inaugurata nel 1853.

La costruzione della Ferrovia dei Giovi, fortemente voluta da Cavour, che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere l’asse portante del sistema ferroviario piemontese collegando Torino alla città portuale di Genova, aveva posto il serio problema del come superare il valico dei Giovi con le sue fortissime pendenze; inizialmente si era pensato di superarlo con particolari sistemi a fune con motori idraulici tuttavia, un concorso internazionale bandito dall’Austria per la Linea del Semmering aveva portato alla ribalta altre soluzioni più idonee ad aumentare la capacità di traino in salita delle locomotive dell’epoca. Le officine Cockerill avevano studiato una soluzione che aveva incontrato un particolare favore: una locomotiva a caldaia sdoppiata, con forno e tender al centro su un unico lungo telaio, che utilizzava un macchinista e due fuochisti. Tale soluzione colpì in particolare il brillante ingegnere italiano Germain Sommeiller, che tuttavia la ritenne di difficile circolabilità sulle strette curve dei Giovi dato il lungo passo rigido. Studiò quindi una geniale soluzione: la sua macchina era composta da due locotender gemelle a 2 assi ad aderenza naturale accoppiate dal lato del forno in modo da essere snodate (e staccabili all’occorrenza in caso di guasti o manutenzioni), con le scorta di acqua e carbone poste lateralmente ed una piattaforma snodata che permetteva la guida con un solo macchinista con il supporto di un unico fuochista.

Il nome di “Mastodonti dei Giovi” che venne attribuito loro per il loro originale aspetto e per la grande, (per l’epoca), potenza venne mutuato da quello di un grande rettile fossile rinvenuto durante lo scavo della galleria di valico nei pressi di Busalla.

I mastodonti dei Giovi svolsero servizio fino alla metà degli anni 70 del XIX secolo quando vennero sostituiti dalle locomotive Beugniot a 4 assi accoppiati.

I PROSSIMI EVENTI – Il prossimo appuntamento con l’associazione del Mastodonte dei Giovi è domenica 17 maggio, dalle 9,30 alle 17, con la “Borsa Scambio dei Giovi” nella sede di viale Vittorio Veneto 1 (Ronco Scrivia), mostra-mercato di modellismo ferroviario e giocattoli da collezione. Sarà possibile anche visitare il plastico ferroviario attivo e in fase di ampliamento.