DI PATRIZIA CRINITI
In occasione di questa giornata, il nostro Dopolavoro ha fortemente voluto presentare lo spettacolo teatrale diretto e, in parte, scritto da me, intitolato “Lo sapevano tutti”. È andato in scena domenica 23 novembre al Teatro Govi di Genova Bolzaneto con tantissime persone presenti malgrado il tempo infausto. Il tema centrale dello spettacolo è che quasi sempre la strada che porta al femminicidio è ricca di segnali forti e sottovalutati.
Alcuni monologhi del dramma teatrale, intercalati da canzoni, danze e video molto suggestivi, sono tratti da “Ferite a morte” di Serena Dandini e diventano testimonianza diretta di violenza; ma qui non è la violenza a vincere perché l’amore riesce a neutralizzare i sentimenti che portano un essere umano a diventare “un lupo mannaro rabbioso”. Questo per dire che l’unico mezzo per sconfiggere la violenza è l’amore, quello vero. L’amore non mendica e non muta, non bussa incessantemente a una porta che non si apre: se l’amore che si offre non trova casa, allora si deve lasciare andare, altrimenti sale l’ira che istiga ad azioni terribili e irrimediabili.
Uno dei momenti davvero emozionante è stato quello in cui Santina Spanò ha recitato:
“Insieme possiamo farcela, ascoltiamo chi è in pericolo e soprattutto proteggiamo la donna, la madre che nutre e rinnova questa terra e rende viva la vita.
Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tarpato, per tutto questo: in piedi signori, davanti a una donna!”
In quel preciso momento tutto il pubblico si è alzato in piedi con un applauso che ha suscitato un’emozione davvero intensa e scaturito una grande forza compatta contro questo terribile male sociale.
In questo lavoro, ho dato forza a un personaggio maschile che ricorre molto spesso durante varie scene e che impersona un’identità ancestrale che si mette nei panni dell’omicida per cercare di scavare dove, chi o che cosa induce un uomo a uccidere una donna. Ho invitato il pubblico a decidere se il personaggio fosse un “ispettore criminologo” oppure un “Angelo”, nome che ho scelto per lui.
Nel finale Francesca Lasalandra con il suo gruppo Cherry Blossom, ci ha omaggiato di un’emozionante coreografia che ha messo in scena tutte le attrici che, con meravigliosi costumi, rappresentavano il rispetto, la dignità di ogni tipo di donna che ha diritto e la libertà di scegliere chi vuole essere nella vita.
Non è mancato il segnale di aiuto con la proiezione di un video e, per finire durante i saluti, Gilberto Lanzarotti al termine della sua canzone dona una rosa a Giamila Zaghloul nella parte di Miss Italia.
Nel cast:
Santina Spanò, Francesco Uccheddu, Chiara Monachello, Federica Menini, Milena Lanzetta, Roberta Cutillo, Giamila Zaghloul attrice, Lucia Stagnaro, Roberta Romano, Monica Allegri, Alessia Magrì attrice, Roberto Dal Ben, Nice cantante, Franco Gianni cantante e pianista e Gilberto Lanzarotti Direttore del Teatro Govi che ha egregiamente interpretato “La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè, le ballerine Denise Uguccioni ballerina e Chiara Orrù con la coreografia di Carolina Sbrillo di Spaziodanza, danze di Francesca Lasalandra e Cherry Blossom, regia di Patrizia Criniti, assistente alla regia Federica Menini e assistente di scena Pierangela Marangoni.
Tra il pubblico, la suggestiva presentazione iniziale di Carlo Barbero che ci ha descritto in modo delicato come lui considera il rapporto con la propria donna, rispettandola e ascoltandola, condividendo con lei tutta ciò che insieme si vive nel rispetto reciproco.
Inoltre, il graditissimo intervento dell’Assessore Comunale Cristina Lodi che ci ha raccontato un suo personale episodio di stalking e l’intervento della Vicepresidente del Dlf Genova Luana Rossini.
Ringrazio il DLF che mi ha permesso di realizzare questo meraviglioso lavoro a cui tengo davvero molto insieme a tutti i partecipanti, alla loro generosa collaborazione e alla loro bravura.
L’Auser Martinetti mi ha contattato per replicare lo spettacolo al Centro Civico Buranello di Sampierdarena, mentre il 25 novembre è andato in scena il dramma teatrale “Il mostro”, che ha messo in evidenza il fatto che, a volte, è difficile riconoscere il male vicino a noi: si capisce bene dal monologo “Avevamo il mostro in casa e non ce ne siamo accorti…”.
Grazie ancora al Dopolavoro Ferroviario di Genova e ad Auser Martinetti che ci hanno messo a disposizione i loro locali per poter effettuare le prove necessarie per la realizzazione del nostro lavoro.





