{"id":9976,"date":"2025-10-13T09:11:29","date_gmt":"2025-10-13T07:11:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9976"},"modified":"2025-10-13T09:16:28","modified_gmt":"2025-10-13T07:16:28","slug":"il-treno-nella-storia-manovre-faticose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-manovre-faticose\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Manovre faticose"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La figura a corredo della presente pagina \u00e8 ricavata da una vecchia stampa francese, pi\u00f9 volte pubblicata, ad esempio nel libro [1], che ritrae l\u2019interno di una cabina sopraelevata, dalla quale i deviatori manovrano scambi e segnali.<\/p>\n<p>Vari pittori e disegnatori dell\u2019Ottocento scelsero treni e stazioni quali oggetti delle proprie opere e, com\u2019\u00e8 probabile, non essendo anche ferrovieri, se riuscivano a riprodurre correttamente i dettagli tecnici ci\u00f2 si doveva al fatto che copiavano le scene dal vivo, cio\u00e8 lavoravano, si dice, \u201cen plein air\u201d.<\/p>\n<p>Questa condizione rende interessanti le opere d\u2019arte anche dal punto di vista della testimonianza storica, poich\u00e9 alcune possono essere realistiche quasi come fotografie.<\/p>\n<p>Nella figura che ho riprodotto a mano, copiata dalla stampa, si legge capovolto il nome della cabina, \u201cLa Chapelle \u2013 Horloge\u201d, e si vede una tavola, in basso a sinistra, che porta una scritta di servizio in cui compaiono i nomi Chantilly e Pontoise. Individuare con precisione la data e il luogo della scena raffigurata non \u00e8 facile. Tuttavia, La Chapelle \u00e8 una zona di Parigi, nella quale passano binari ferroviari, e che oggi d\u00e0 il nome a due fermate delle linee metropolitane; esistono in Francia anche altre localit\u00e0 chiamate La Chapelle, ma senza stazione. Chantilly \u00e8 una cittadina raggiungibile in treno, dalla Gare du Nord di Parigi, in mezz\u2019ora di viaggio e Pointoise \u00e8 una citt\u00e0 un poco pi\u00f9 lontana, collegata alla Gare Saint-Lazare. Tanti indizi non fanno una prova per\u00f2 \u00e8 ragionevole pensare che l\u2019oggetto della figura sia proprio una cabina del grande nodo ferroviario parigino.<\/p>\n<p>Alte quasi quanto un uomo, per le loro dimensioni le quattordici leve nella sinistra dell\u2019immagine sono certamente utilizzate per il comando meccanico a distanza di deviatoi: si tratta quindi di un tipo d\u2019impianto che in Italia \u00e8 detto Apparato Centrale Meccanico (ACM), scomparso dalla rete FS ma non del tutto sulle ferrovie \u201cin concessione\u201d. Le manovelle sulla destra servono invece alla manovra dei segnali.<\/p>\n<p>Negli ACM originali, la manovra centralizzata da una cabina di tutti gli enti, cio\u00e8 deviatoi, segnali ad ala o a disco ed eventualmente passaggi a livello, avveniva con trasmissioni meccaniche, realizzate tramite catene, funi d\u2019acciaio o tiranti rigidi, senz\u2019alcun impiego dell\u2019elettricit\u00e0. Le condizioni di sicurezza erano ottenute tramite una serratura centrale in grado di vincolare opportunamente fra loro le leve. La manovra dei deviatoi era faticosa, poich\u00e9, oltre all\u2019inerzia degli aghi, il deviatore doveva, con la forza delle proprie braccia, vincere tutti gli attriti.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione tecnologica port\u00f2 in un primo tempo ad apparati, per cos\u00ec dire, ibridi, nei quali era mantenuto il comando meccanico a distanza degli scambi ma la manovra dei segnali era divenuta elettrica, cosa che agevolava il controllo dei segnali stessi, in molti casi non pi\u00f9 meccanici ma luminosi. Gli ultimi grandi impianti di questo tipo in Italia, che potei vedere ancora funzionanti negli anni \u201990, furono quelli di Milano Cadorna e di Saronno (VA), sulla rete FNM.<\/p>\n<p>Apparati Centrali Meccanici con trasmissioni flessibili, di minori dimensioni e situati non all\u2019interno di cabine ma sul marciapiedi del fabbricato viaggiatori, esistono ancora su varie linee a scartamento ridotto, 950 mm, della Sardegna e del Meridione (Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie della Calabria), e forse anche altrove, ma \u00e8 difficile determinare se ve ne siano alcuni regolarmente in funzione, perch\u00e9 queste linee sono in parte utilizzate soltanto per sporadici treni turistici, in parte chiuse in attesa di un incerto destino ed altre sospese per lavori di ammodernamento.<\/p>\n<p>In ambito FS, l\u2019ultima linea che conserv\u00f2 le stazioni attrezzate con antichi Apparati Centrali Meccanici fu la Monza \u2013 Molteno \u2013 Oggiono, che peraltro, prima di essere incorporata nella rete FS nel 1954, dalla precedente Gestione Commissariale Governativa, era stata realizzata ed esercita da societ\u00e0 private.<\/p>\n<p>Concludiamo con una digressione linguistica. La parola francese \u201caiguillage\u201d di solito, nel settore ferroviario, \u00e8 tradotta in \u201cdeviatoio\u201d ma il termine \u201caiguillage\u201d indica un\u2019azione oltre che un oggetto, perci\u00f2 si potrebbe intendere anche come \u201cmanovra di un deviatoio\u201d. Infatti, il deviatore, cio\u00e8 la persona addetta alla manovra degli scambi, in francese si dice \u201caiguilleur\u201d. Quella che da noi era denominata \u201ccabina scambi\u201d, che non sempre coincideva con un posto di blocco nelle localit\u00e0 con pi\u00f9 cabine (ad esempio, Novi San Bovo), in francese si dice \u201cposte d\u2019aiguillage\u201d, cio\u00e8 letteralmente posto da cui si manovrano i deviatoi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>[1] \u201cAu coeur des trains\u201d, Hachette Collections, 2003, pag. 97.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA &nbsp; La figura a corredo della presente pagina \u00e8 ricavata da una vecchia stampa francese, pi\u00f9 volte pubblicata, ad esempio nel libro [1], che ritrae l\u2019interno di una cabina sopraelevata, dalla quale i deviatori manovrano scambi e segnali. 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