{"id":9960,"date":"2025-09-12T09:23:17","date_gmt":"2025-09-12T07:23:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9960"},"modified":"2025-09-12T09:23:17","modified_gmt":"2025-09-12T07:23:17","slug":"il-treno-nella-storia-binari-in-sponda-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-binari-in-sponda-destra\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Binari in sponda destra"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1914 fu costruita una ferrovia che, diramata dalla linea dei Giovi a Genova Bolzaneto, attraversava una prima volta il torrente Polcevera, ne raggiungeva la sponda orografica destra, la seguiva fino alla localit\u00e0 Campi e di qui, attraversando di nuovo il Polcevera, si raccordava al Parco Forni della stazione di Sampierdarena. Lungo questa ferrovia si realizzarono le stazioni di Trasta, Fegino e Campi. Descrizioni e fotografie si possono trovare nell\u2019articolo [1].<\/p>\n<p>Nelle pubblicazioni d\u2019epoca, la nuova ferrovia era denominata \u201cbinario industriale\u201d; soltanto in un secondo tempo, forse con l\u2019applicazione del sistema d\u2019esercizio della dirigenza unica, essa fu considerata una vera e propria linea ferroviaria, ancora indicata, tuttavia, come \u201clinea industriale\u201d. Di fatto, vi si svolse soltanto il servizio merci.<\/p>\n<p>Il ponte sul Polcevera tra Campi e Sampierdarena fu chiuso gi\u00e0 nel 1927 e demolito (peraltro sarebbe stato in conflitto con la costruzione della \u201clinea Sommergibile\u201d, ultimata nel 1929) sicch\u00e9 la ferrovia rimase tronca da un lato e da allora fu denominata Bolzaneto \u2013 Campi. La linea non fu mai elettrificata: vi si utilizz\u00f2 prima la trazione a vapore e poi quella diesel, soprattutto con locomotive D.341 e D.141. Nella mia fotografia qui acclusa, ripresa nel 1978, si vede appunto un convoglio merci nella stazione di Fegino, trainato da una locomotiva D.141. All\u2019epoca della foto varie industrie erano raccordate con la ferrovia e generavano un discreto traffico: nel Fascicolo Orario FS n. 72 del 1983 erano ancora previste nove tradotte giornaliere nel senso Campi \u2013 Bolzaneto, pi\u00f9 un treno, e otto tradotte pi\u00f9 tre treni in senso inverso (la differenza fra treno e tradotta \u00e8 di tipo tecnico e regolamentare).<\/p>\n<p>Nei decenni successivi, la deindustrializzazione della zona e il graduale trasferimento del trasporto merci dalla rotaia alla strada causarono il declino della linea ferroviaria, in un primo tempo declassata ad asta di manovra di Genova Bolzaneto, con la soppressione della dirigenza unica, poi chiusa e smantellata negli anni Duemila. Della linea, oltre al ponte sul Polcevera, un casello a Campi e i superstiti fabbricati delle tre stazioni, restano poche tracce e la sede del percorso \u00e8 stata assai rimaneggiata nonch\u00e9, in parte, riutilizzata per la viabilit\u00e0 stradale.<\/p>\n<p>Al recupero della storia di questa piccola ferrovia fu dedicato un convegno [2], curato dall\u2019associazione \u201cMastodonte dei Giovi \u2013 Museo della Linea Ferroviaria dei Giovi\u201d, al quale segu\u00ec un progetto, illustrato in un sito internet con molte interessanti immagini, che merita di essere segnalato ai nostri lettori [3].<\/p>\n<p>Al tempo della costruzione della linea, si riteneva che il maggiore sviluppo residenziale e industriale della sponda sinistra del Polcevera, rispetto a quella destra, fosse legato alla presenza della ferrovia dei Giovi e all\u2019assenza di binari lungo la sponda opposta. Questo \u00e8 in parte vero ma nella questione s\u2019incrociano fattori geografici e storici d\u2019epoche lontane.<\/p>\n<p>Le eccezionali depressioni appenniniche dei Giovi (472 m slm) e della Crocetta (467 m) fanno s\u00ec che, per raggiungere Genova da nord, sia sempre stato vantaggioso seguire il corso del Polcevera e passare per Sampierdarena. Gli studi archeologici testimoniano che il fondovalle del Polcevera fu percorso in ogni tempo, da epoca preromana, lungo la sponda sinistra. Venuto meno il controllo romano, le vie di fondovalle furono in parte abbandonate nel Medioevo a favore di sentieri in quota, di crinale, ritenuti pi\u00f9 sicuri. Non a caso, i centri abitati prima del sec. XII erano sulle alture: S. Biagio, Murta, Brasile, Geminiano, Cremeno, Morego: da questi nuclei si originarono, soltanto dopo il sec. XVI, gli insediamenti di fondovalle, Rivarolo, Bolzaneto, S. Quirico e Pontedecimo (chiarissimo toponimo latino: ad pontem decimum).<\/p>\n<p>Per la ferrovia Torino \u2013 Genova, aperta nel 1853, si scelse un tracciato sulla sponda sinistra non tanto per servire questi abitati, che all\u2019epoca erano modestissimi (si possono leggere i censimenti storici dei residenti nel libro [4]), ma per evitare un ponte sul Polcevera e per seguire la via pi\u00f9 naturale, quella seguita pure dagli ingegneri napoleonici che iniziarono nel 1810 la costruzione della strada carrozzabile, completata nel 1823 durante il regno di Carlo Felice e che corrisponde, nel tratto basso, all\u2019attuale provinciale n. 35 \u201cdei Giovi\u201d.<\/p>\n<p>Il notevole sviluppo urbanistico e industriale della sponda sinistra del Polcevera, occupata ora da quartieri genovesi tra i pi\u00f9 popolosi, \u00e8 in effetti avvenuto non tanto dopo la realizzazione della strada carrozzabile ma con l\u2019apertura della ferrovia, mezzo secolo dopo. Oggi la sponda destra, pur senza binari, ospita importanti strutture destinate alla moderna distribuzione commerciale. Rimane il piccolo rimpianto di non poterla raggiungere, magari da Brignole o Principe, in un comodo treno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>[1] F. Lolli, A. Fidanza, \u201cCavalcavia ad un solo arco di m. 30 di luce\u201d, Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane, gennaio 1914<\/em><\/p>\n<p><em>[2] \u201cRiqualificazione post-industriale ed aree ferroviarie dismesse\u201d, Biblioteca Cervetto, Genova Rivarolo, 30 ottobre 2018<\/em><\/p>\n<p><em>[3] https:\/\/www.mastodontedeigiovi.com\/upload\/riqualificazione\/1548107413_progetto.pdf<\/em><\/p>\n<p><em>[4] P. Stringa, \u201cLa Valpolcevera\u201d, AGIS Editrice, 1980<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA &nbsp; Nel 1914 fu costruita una ferrovia che, diramata dalla linea dei Giovi a Genova Bolzaneto, attraversava una prima volta il torrente Polcevera, ne raggiungeva la sponda orografica destra, la seguiva fino alla localit\u00e0 Campi e di qui, attraversando di nuovo il Polcevera, si raccordava al Parco Forni della stazione di Sampierdarena. 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