{"id":99,"date":"2015-01-21T00:40:09","date_gmt":"2015-01-20T23:40:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=99"},"modified":"2015-01-21T00:41:49","modified_gmt":"2015-01-20T23:41:49","slug":"il-dlf-ha-90-anni-ma-non-li-dimostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-dlf-ha-90-anni-ma-non-li-dimostra\/","title":{"rendered":"Il DLF ha 90 anni ma non li dimostra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Editoriale Superba gennaio-febbraio 2015<\/strong><\/p>\n<p><em>di Alessandro Cabella<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Indagando sulle origini del \u201c<em>Dopolavoro\u201d<\/em> risulta che la dicitura \u00e8 nata nel 1924 in Liguria dalla proposta-progetto dell\u2019ingegnere Mario Giani che lavorava presso la Westinghouse Italiana a Vado Ligure e cre\u00f2 un\u2019associazione chiamata: <em>\u201cDopolavoro Italiano\u201d<\/em>. Nello stesso anno l\u2019associazione partecip\u00f2 alla <em>Conferenza Internazionale del Lavoro<\/em> tenutasi a Ginevra.<\/p>\n<p>Nel 1925 con <strong>Regio Decreto N\u00b0 1908 del 25 ottobre <\/strong>venne costituita l\u2019<strong>Opera Nazionale Dopolavoro Ferroviario<\/strong> dipendente da un Ufficio Centrale facente parte delle Ferrovie dello Stato. Il proponimento era tendente ad un sano e proficuo impegno delle ore libere dei ferrovieri con una sana ricreazione adatta ad elevare fisicamente, intellettualmente e moralmente i lavoratori. Offrire dei servizi e dare la possibilit\u00e0 di frequentare, a prezzi ragionevoli, varie attivit\u00e0: sportive, culturali, ricreative e turistiche; inoltre creare coesione e stimolare lo spirito di appartenenza.<\/p>\n<p>Prima del 1940 il Dopolavoro Ferroviario aveva circa 250 sedi, distribuite su tutto il territorio nazionale, alle quali aderivano 130.000 Soci. Molte strutture immobiliari venivano assegnate ai Dopolavori, anche aree scoperte che con il lavoro di volontariato dei Soci furono adattate e rese migliori. Il servizio di volontariato era ed \u00e8 tutt\u2019oggi disponibile ed efficiente anche fuori dall\u2019ambiente ferroviario, per interventi assistenziali e problemi nazionali di rilevante importanza.<\/p>\n<p>Lo <strong><em>Stato Giuridico<\/em><\/strong> del <strong><em>Personale<\/em><\/strong> <strong><em>delle Ferrovie dello Stato<\/em><\/strong>, emanato con legge 425 di marzo 1958, rappresentava notevoli cambiamenti; dedicava un intero capitolo al Dopolavoro Ferroviario. Il citato Stato Giuridico esponeva interessanti disposizioni legislative in armonia con i principi propri dello <strong>Stato Democratico <\/strong>e con i precetti sanciti dalla <strong>Costituzione.<\/strong><\/p>\n<p>In pieno \u201cboom economico\u201d il DLF rappresentava il punto di riferimento per i ferrovieri e le rispettive famiglie per l\u2019offerta di colonie, stabilimenti balneari, impianti sportivi, alberghi, palestre, soggiorni montani e marini, turismo e viaggi in comitiva anche all\u2019estero; ci\u00f2 contribuiva a rinsaldare vincoli di amicizia fra ferrovieri d\u2019Europa. L\u2019azienda Ferrovie faceva fronte, tramite l\u2019Ufficio Centrale con cospicui finanziamenti, a speciali concessioni e agevolazioni di vario genere.<\/p>\n<p>Con l\u2019applicazione della legge 668 del 1967 venivano consegnati fabbricati e superfici delle Ferrovie dello Stato in comodato d\u2019uso ai vari Dopolavori gi\u00e0 organizzati con ordinamento associativo. La successiva riforma del 1972 precisava e fissava uno Statuto concordato con le Ferrovie.<\/p>\n<p>Il 10 maggio 1995, dopo la riforma dell\u2019Ente Ferrovie dello Stato a Ferrovie S.p.a., in accordo con le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, si procedeva a costituire l\u2019attuale <strong>\u201cAssociazione Nazionale Dopolavoro Ferroviario\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Le Associazioni subalterne sul territorio avevano gi\u00e0 realizzato la nuova situazione.<\/p>\n<p>Attualmente l\u2019Associazione Dopolavoro Ferroviario non ha pi\u00f9 in comodato d\u2019uso le strutture immobiliari ferroviarie ma paga una regolare pigione: Contratto Nazionale di affitto, sublocato alle varie Associazioni territoriali che in applicazione alla legge 460\/97 erano in totale 110 Associazioni delle quali fanno parte Soci effettivi (ferrovieri in servizio e in pensione) e Soci frequentatori (famigliari ed esterni).<\/p>\n<p>Il Dopolavoro Ferroviario ha costituito una societ\u00e0: <strong>\u201cPatrimonio DLF S.r.l.\u201d<\/strong> che gestisce un complesso di beni immobiliari che fanno parte di un consistente patrimonio fatto di strutture alberghiere, impianti sportivi e spazi per attivit\u00e0 ricreative diverse; l\u2019acquisizione di questo patrimonio \u00e8 oggetto di un confronto paritario e rispettoso fra l\u2019Associazione e il Gruppo F.S.<\/p>\n<p>Oggi nel 2015 sono in corso importanti cambiamenti: ci sono proposte di modifica per quanto riguarda lo statuto del <strong>DLF<\/strong>; per ragioni economiche e di gestione verranno effettuati degli accorpamenti, l\u2019obiettivo \u00e8 il <em>rinnovamento<\/em>. Il DLF uscir\u00e0 fuori da questa situazione in forma ridotta ma pi\u00f9 adeguata alle esigenze del terzo millennio, pi\u00f9 efficiente e ringiovanito nell\u2019aspetto e nel vigore in modo da poter mostrare chiaramente che il <strong>Dopolavoro Ferroviario ha novant\u2019anni ma non li dimostra.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Editoriale Superba gennaio-febbraio 2015 di Alessandro Cabella \u00a0 Indagando sulle origini del \u201cDopolavoro\u201d risulta che la dicitura \u00e8 nata nel 1924 in Liguria dalla proposta-progetto dell\u2019ingegnere Mario Giani che lavorava presso la Westinghouse Italiana a Vado Ligure e cre\u00f2 un\u2019associazione chiamata: \u201cDopolavoro Italiano\u201d. 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