{"id":9896,"date":"2025-06-25T09:02:58","date_gmt":"2025-06-25T07:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9896"},"modified":"2025-06-16T09:04:04","modified_gmt":"2025-06-16T07:04:04","slug":"il-treno-nella-storia-il-varo-dei-ponti-ferroviari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-il-varo-dei-ponti-ferroviari\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Il varo dei ponti ferroviari"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Nel maggio 2024 dedicammo la pagina della nostra rubrica ai ponti ferroviari metallici, di cui abbiamo significativi esempi nel nodo di Genova, rimandando ad altra occasione il pi\u00f9 specifico argomento del varo dei manufatti.<\/p>\n<p>La prima distinzione riguarda il luogo di costruzione degli elementi che, una volta uniti, costituiscono il ponte: gli elementi possono essere costruiti fuori opera, e poi trasportati nel sito per l\u2019assemblaggio, oppure in opera, realizzati cio\u00e8 nel sito finale del ponte.<\/p>\n<p>Nel secondo caso, si predispone un\u2019incastellatura provvisoria di servizio, sulla quale le travate metalliche vengono direttamente realizzate mediante bullonatura, saldatura o, specialmente in passato, chiodatura. Al termine dei lavori, quando \u00e8 possibile sistemare definitivamente le travate sugli apparecchi d\u2019appoggio, l\u2019incastellatura provvisoria viene rimossa. Questa soluzione \u00e8 adatta alla realizzazione di ponti per tracciati nuovi oppure quando \u00e8 possibile deviare, per il tempo necessario, la linea ferroviaria su un tracciato provvisorio; altrimenti, per quanto semplice ed economica, essa comporta tempi troppo lunghi di interruzione del servizio.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 necessario sostituire un ponte in esercizio, si preferisce invece realizzare il manufatto fuori opera, onde limitare al minimo l\u2019interruzione della linea ferroviaria. Realizzare le travate all\u2019interno di un\u2019officina \u00e8 vantaggioso perch\u00e9 le lavorazioni avvengono in un ambiente controllato; naturalmente occorre pianificare in dettaglio il trasporto delle travate dall\u2019officina al luogo della messa in opera.<\/p>\n<p>Il varo del manufatto preassemblato pu\u00f2 essere trasversale oppure longitudinale (detto \u201cdi punta\u201d) o anche \u201cdal basso\u201d.<\/p>\n<p>Nel primo caso, a lato delle travate da sostituire si allestisce un ponte provvisorio, sul quale si posano le travate nuove, complete di binari; anche dal lato opposto si predispone una struttura di appoggio, destinata ad accogliere le travate vecchie. Dopodich\u00e9 \u00e8 sufficiente un breve intervallo nella circolazione dei treni (qualche ora, o un giorno) per spostare di lato, sul ponte di servizio, le vecchie travate e, contemporaneamente, traslare quelle nuove nel sito finale. Per lo spostamento delle due strutture si possono impiegare carrelli a rulli, azionati da argani e funi. La sistemazione degli apparecchi di appoggio definitivi pu\u00f2 anche avvenire in un secondo tempo, durante ulteriori brevi sospensioni della circolazione.<\/p>\n<p>Talora il varo trasversale non \u00e8 possibile, per mancanza di spazio libero ai due lati del ponte da sostituire, oppure \u00e8 oneroso per l\u2019entit\u00e0 del dislivello da superare o, se presenti, per il regime delle acque in cui si dovrebbero alzare le pile provvisorie. In questi casi si predispone un varo di punta, che \u00e8 di per s\u00e9 pi\u00f9 complesso e tendenzialmente evitato per i ponti a campata unica: le travate, posate sul piano di campagna di una delle due sponde, vengono fatte avanzare longitudinalmente verso il sito definitivo mediante argani e un falcone montato sulla sponda opposta. Nel settore della carpenteria, il \u201cfalcone\u201d \u00e8 un apparecchio di sollevamento utilizzato per la movimentazione di strutture pesanti. Il varo di punta richiede attenti calcoli per verificare la statica del manufatto che, nelle fasi transitorie, pu\u00f2 trovarsi con un\u2019estremit\u00e0 sospesa nel vuoto.<\/p>\n<p>Infine, quando l\u2019area sotto il ponte \u00e8 di facile accessibilit\u00e0 o addirittura, come si dice, \u201ccantierabile\u201d, si pu\u00f2 ricorrere al varo dal basso: il manufatto viene portato o assemblato sul terreno sotto il previsto tracciato e poi, con gru telescopiche o a traliccio, innalzato per la posa sulle pile gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>Nella foto, il nuovo ponte ferroviario sul torrente Polcevera, della linea Genova \u2013 Savona, inaugurato nel 2011 e costituito da due campate metalliche da 80 metri e una da 25; esso segue in parte un tracciato leggermente discosto da quello originale, perci\u00f2 una porzione della vecchia sede risulta ancora visibile. Infatti nell\u2019immagine si osservano sia una pila nuova sia, in secondo piano, una di quelle vecchie, in mattoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Nel maggio 2024 dedicammo la pagina della nostra rubrica ai ponti ferroviari metallici, di cui abbiamo significativi esempi nel nodo di Genova, rimandando ad altra occasione il pi\u00f9 specifico argomento del varo dei manufatti. 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