{"id":9884,"date":"2025-05-15T16:03:35","date_gmt":"2025-05-15T14:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9884"},"modified":"2025-05-15T16:03:50","modified_gmt":"2025-05-15T14:03:50","slug":"il-treno-nella-storia-acqua-per-le-locomotive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-acqua-per-le-locomotive\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Acqua per le locomotive"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Molti che si sono appassionati al mondo dei treni fin da bambini, spesso attraverso il modellismo, hanno per qualche tempo creduto che il tender delle locomotive a vapore fosse pieno di carbone, prima di scoprire che in realt\u00e0 esso \u00e8 pieno d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Dal tender l\u2019acqua raggiunge la caldaia tubolare, riscaldata dal forno, quindi si trasforma in vapore, con la necessaria pressione, e questo \u00e8 convogliato nel motore a cilindri che, mediante la trasmissione, aziona le ruote motrici.<\/p>\n<p>Sebbene i ricorrenti periodi di siccit\u00e0 abbiano da sempre costituito un problema, l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 divenuta consapevole del valore dell\u2019acqua, anche a livello culturale e politico, soltanto in epoca recente e il treno a vapore, dobbiamo riconoscerlo, abbisogna di una grande quantit\u00e0 di acqua: in condizioni medie, circa otto volte la quantit\u00e0 di carbone.<\/p>\n<p>La determinazione del consumo \u00e8 molto difficile. Esso dipende soprattutto dal lavoro di trazione, che &nbsp;\u00e8 il prodotto matematico della forza per lo spostamento oppure il prodotto della potenza per il tempo di viaggio. Delle automobili, i costruttori indicano i consumi medi di combustibile (benzina o diesel) a km percorso, valutazione relativamente pi\u00f9 facile, perch\u00e9 le automobili non trainano convogli e la resistenza al moto dovuta alle salite, per i veicoli stradali, al pi\u00f9 raddoppia rispetto alla marcia in piano mentre, per un treno in salita, pu\u00f2 aumentare di sette, otto volte.<\/p>\n<p>Il consumo di acqua di una locomotiva a vapore, riferito al km percorso, varia sensibilmente in funzione del carico trainato, cio\u00e8 il peso del convoglio, del profilo del tracciato (salite e discese) e della condotta del mezzo: per mantenere e rialzare il fuoco nel forno, i fuochisti seguono pratiche diverse e cos\u00ec fanno i macchinisti per regolare il grado d\u2019ammissione del vapore nei cilindri.<\/p>\n<p>Nel suo famoso trattato, il Corini [1] indica, per locomotive italiane, un consumo di vapore saturo da 9 a 11 kg, secondo la velocit\u00e0 delle ruote, per ogni HP \u2013 ora, che \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di misura del lavoro di trazione: un HP \u2013 ora corrisponde circa a 0,735 kWh mentre il rendimento energetico di una locomotiva a vapore pu\u00f2 scendere a valori bassissimi, sotto il dieci per cento. Se la trasformazione fosse ideale, la massa di vapore saturo equivarrebbe comunque alla quantit\u00e0 di acqua consumata.<\/p>\n<p>Le locomotive a vapore italiane dei tipi pi\u00f9 recenti (anni Dieci \u2013 Venti) furono dotate di tender unificati, con una capacit\u00e0 di 12 o 15 metri cubi d\u2019acqua, se a tre assi, ovvero di 22 o 32 metri cubi, se a carrelli. Esse, per le necessit\u00e0 di lubrificazione e manutenzione, anche con i treni rapidi, non viaggiavano mai per pi\u00f9 di 100 km senza fermarsi e raramente un servizio di linea con una stessa locomotiva a vapore superava i 200 km; ad ogni modo, un rifornitore d\u2019acqua era disponibile nelle stazioni a distanze regolari, e indicato sui Fascicoli Orario. Le locotender avevano riserve d\u2019acqua minori: ad esempio, 5,5 metri cubi per quelle del Gruppo 880 e 10 metri cubi per le macchine del Gruppo 940.<\/p>\n<p>Una pubblicazione francese stima per le locomotive d\u2019Oltralpe, notoriamente pi\u00f9 grosse e veloci delle nostre, ma agevolate da tracciati molto pi\u00f9 pianeggianti, consumi di 10 \u2013 12 tonnellate (cio\u00e8 metri cubi) d\u2019acqua ogni 100 km percorsi.<\/p>\n<p>Il vero e proprio approvvigionamento non era un serio problema in Paesi densamente popolati come l\u2019Italia, dove stazioni, villaggi e citt\u00e0, fiumi e torrenti si incontrano numerosi lungo ogni linea: forse soltanto al Sud e nelle Isole qualche localit\u00e0 fu scelta come nodo ferroviario o sede di Rimessa Locomotive proprio per la vicinanza di un corso d\u2019acqua. Ma altrove, ad esempio in America, le ferrovie attraversavano, e ci\u00f2 avviene ancor oggi, vastissimi territori disabitati e perci\u00f2 furono realizzate lungo le linee, tra le rotaie, vasche di forma allungata dalle quali le locomotive a vapore potevano rifornirsi in corsa, grazie a una presa d\u2019acqua montata sotto il telaio del tender, secondo un principio simile a quello degli aerei antincendio, soluzione che peraltro fu adottata pure da qualche ferrovia europea.<\/p>\n<p>Il riciclo dell\u2019acqua, possibile attraverso la condensazione del vapore, analogamente a quanto avviene in alcuni tipi di centrali di produzione dell\u2019energia elettrica, fu sperimentato con successo ma non si diffuse, forse per le complicazioni tecniche o forse perch\u00e9 attuato in un\u2019epoca in cui il tramonto della trazione a vapore era gi\u00e0 intravisto.<\/p>\n<p>Da ultimo, va ricordata l\u2019importanza della qualit\u00e0 dell\u2019acqua: questa deve contenere la minima quantit\u00e0 possibile di residui minerali, per evitare che le incrostazioni rendano inutilizzabili in pochi anni le parti vitali di una locomotiva; in ogni epoca \u00e8 stato quindi necessario adottare trattamenti per la decalcificazione delle \u201cacque dure\u201d.<\/p>\n<p>Nella foto di Luca Capozzi, la 746.031 nel Museo Leonardo da Vinci di Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] F. Corini, \u201cCostruzione ed esercizio delle ferrovie\u201d, UTET, 1930<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Molti che si sono appassionati al mondo dei treni fin da bambini, spesso attraverso il modellismo, hanno per qualche tempo creduto che il tender delle locomotive a vapore fosse pieno di carbone, prima di scoprire che in realt\u00e0 esso \u00e8 pieno d\u2019acqua. 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