{"id":9742,"date":"2025-03-05T18:26:26","date_gmt":"2025-03-05T17:26:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9742"},"modified":"2025-03-05T18:26:26","modified_gmt":"2025-03-05T17:26:26","slug":"il-treno-nella-storia-le-centenarie-del-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-le-centenarie-del-2025\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Le centenarie del 2025"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Anche dodici mesi fa dedicammo una pagina della nostra rubrica a quelle linee ferroviarie italiane che, in tutto o in parte, erano state inaugurate cento anni prima. Diciamo subito che l\u2019anno in corso non \u00e8 molto ricco di tali ricorrenze: le linee aperte nel 1925 furono poche e ancor meno sono le sopravvissute.<\/p>\n<p>In ambito FS, a prescindere da varianti di tracciato o raccordi, le uniche tratte aperte all\u2019esercizio nel 1925 furono la Pozzuoli \u2013 Napoli Piazza Garibaldi (14 km) e la Legnago \u2013 Cologna Veneta (13 km).<\/p>\n<p>La prima, di grande importanza, rappresenta il primo vero \u201cpassante ferroviario\u201d in Italia, prolungato poi verso nord fino a Villa Literno, per connettersi alla Direttissima Roma \u2013 Napoli via Formia, ultimata nel \u201927, e verso sud a Gianturco, per connettersi alla Napoli \u2013 Salerno. Elettrificata dall\u2019origine con la terza rotaia a 650 V, fu nel \u201835 convertita al sistema con linea aerea a 3 kV c.c.; oggi \u00e8 inserita nel sistema di trasporto urbano di Napoli con la denominazione \u201cLinea 2\u201d della Metropolitana ma \u00e8 di fatto un passante ferroviario RFI sul quale transitano treni di ogni tipo.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 la sezione iniziale di una lunga linea ferroviaria (116 km) concepita, soprattutto per esigenze militari, per attraversare il Veneto da Treviso a Ostiglia, localit\u00e0 in provincia di Mantova situata lungo la Verona \u2013 Bologna. Il collegamento Treviso \u2013 Ostiglia fu completato nel 1941 ed ebbe vita breve. La tratta alta fra Treviso e Grisignano di Zocco, danneggiata durante la guerra, fu chiusa negli anni \u201950 \u2013 \u201960; tra il 1965 e il \u201967 furono poi abbandonate, a sud, la tratta Ostiglia \u2013 Legnago e, a nord, la Grisignano \u2013 Cologna Veneta, sicch\u00e9 la prima tratta costruita, quella centrale, fu anche l\u2019ultima a essere chiusa, nel 1985, allorch\u00e9 da tempo era utilizzata soltanto per tradotte a servizio delle locali installazioni militari. L\u2019intero percorso \u00e8 stato di recente destinato a pista ciclabile.<\/p>\n<p>Per le altre realizzazioni dobbiamo guardare fuori dell\u2019ambito FS: le cosiddette \u201cferrovie concesse\u201d. La pi\u00f9 significativa \u00e8 la ferrovia Bribano \u2013 \u00c0gordo in provincia di Belluno, lunga 28 km, aperta appunto nel 1925 a scartamento ordinario, elettrificata fin dall\u2019origine in corrente continua a 2200 V. Questa linea, concepita soprattutto per il trasporto di pirite e di altri minerali estratti dal comprensorio della Valle Agordina, fu regolarmente percorsa anche da treni viaggiatori, che nella stazione di S\u00e8dico &#8211; Bribano trovavano coincidenza con i treni FS della linea, tuttora attiva, Padova \u2013 Calalzo. Peggior destino occorse invece alla Bribano \u2013 \u00c0gordo che, un po\u2019 per la cessazione delle attivit\u00e0 minerarie, un po\u2019 per la concorrenza stradale, venne frettolosamente chiusa nel 1955, prima dello sviluppo turistico della zona che, in tempi allora da venire, avrebbe potuto giustificarne la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Le rimanenti aperture sono soltanto parziali, riguardano cio\u00e8 sezioni di linee. Ricordiamo dapprima, anche perch\u00e9 ancora in funzione, la Ceglie Mess\u00e0pico \u2013 Martina Franca (25 km, in Puglia), tratta terminale della Lecce \u2013 Martina Franca, a scartamento ordinario e non elettrificata, assunta nel 1931 dalle Ferrovie del Sud \u2013 Est (FSE) e recentemente acquisita dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.<\/p>\n<p>Da ultimo, sempre nel 1925 fu aperta in Trentino la breve sezione Rovereto \u2013 Mori (4 km), prolungamento della ferrovia Mori \u2013 Arco \u2013 Riva del Garda ultimata gi\u00e0 nel 1891. Questa fu progettata, in un\u2019epoca in cui la regione apparteneva all\u2019Impero austro-ungarico, come collegamento fra la direttrice del Brennero e il Lago di Garda. Per il binario fu scelto lo scartamento ridotto austriaco di 760 mm e la localit\u00e0 di diramazione venne per comodit\u00e0 di tracciato individuata a Mori, stazione della linea Bolzano \u2013 Trento \u2013 Verona.<\/p>\n<p>Danneggiata nel corso della Prima Guerra Mondiale e penalizzata dalla crisi economica conseguente al conflitto, la ferrovia pass\u00f2 attraverso cambi di gestione fino a che la maggioranza delle azioni societarie entr\u00f2 in possesso del Comune di Rovereto (TN), il quale promosse la realizzazione della tratta terminale Rovereto \u2013 Mori, con l\u2019obiettivo di conseguire i vantaggi economici derivanti dalla presenza di una stazione capolinea. L\u2019iniziativa non diede i risultati sperati e l\u2019intera linea, per passivit\u00e0 d\u2019esercizio, fu chiusa gi\u00e0 nel 1936.<\/p>\n<p>Nella fotografia, alcune vestigia dell\u2019elettrificazione dei raccordi ferroviari nel porto di Genova, con sostegni e mensole risalenti all\u2019epoca del sistema trifase, compiuta appunto nel 1925 unitamente a quella della linea Genova Brignole \u2013 Sestri Levante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Anche dodici mesi fa dedicammo una pagina della nostra rubrica a quelle linee ferroviarie italiane che, in tutto o in parte, erano state inaugurate cento anni prima. 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