{"id":9597,"date":"2025-01-10T13:57:02","date_gmt":"2025-01-10T12:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9597"},"modified":"2025-01-10T13:57:02","modified_gmt":"2025-01-10T12:57:02","slug":"il-treno-nella-storia-memorie-savonesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-memorie-savonesi\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Memorie savonesi"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualche decennio fa, quando collaboravo con la Facolt\u00e0 di Ingegneria di Genova, mi capit\u00f2 di partecipare a una consulenza richiesta all\u2019Universit\u00e0 dall\u2019Autorit\u00e0 Portuale di Savona, allora da poco costituita (Legge n. 84\/1994). Un dirigente dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale mi parl\u00f2 delle difficolt\u00e0 incontrate dal Porto di Savona nell\u2019inoltro delle merci verso nord, per ferrovia, spiegandomi che le FS dichiaravano \u201cdi non essere in grado di far viaggiare pi\u00f9 treni\u201d.<\/p>\n<p>Questa affermazione mi lasci\u00f2 perplesso e provai a controbattere; non ebbi l\u2019occasione di trattare l\u2019argomento con responsabili FS (all\u2019epoca non esistevano operatori privati nel trasporto merci su binari RFI) e mi fu chiesto di sviluppare uno studio sulla potenzialit\u00e0 delle linee ferroviarie da Savona verso Torino e Alessandria.<\/p>\n<p>Applicando i noti metodi, grafici e matematici, per l\u2019analisi di potenzialit\u00e0, mi risult\u00f2 che le due linee fra Savona e S. Giuseppe di Cairo potevano garantire la circolazione di almeno ottanta treni al giorno per senso di marcia, da cui, detratti i treni gi\u00e0 in orario, risultava spazio libero per altre decine di convogli, senza peraltro problemi di capacit\u00e0 nella stazione di S. Giuseppe di Cairo, dotata di molti binari, n\u00e9 delle linee verso Ceva e verso Alessandria, entrambe sottoutilizzate. Quindi non compresi mai perch\u00e9, sempre che fosse vero, le FS opponessero difficolt\u00e0 all\u2019invio di ulteriori treni merci (forse carenza di personale o di mezzi di trazione, o problemi di sagoma?).<\/p>\n<p>Entrambe le linee Savona \u2013 S. Giuseppe sono a binario unico; la pi\u00f9 recente aveva due stazioni con binario d\u2019incrocio, Maschio e Altare, mentre la pi\u00f9 antica aveva altre due stazioni con binario d\u2019incrocio, Santuario e Ferrania; gi\u00e0 all\u2019epoca il regime d\u2019esercizio era il blocco elettrico contaassi e il sistema d\u2019esercizio il CTC, con telecomando dal DCO di Ferrania.<\/p>\n<p>Negli anni successivi, nelle stazioni di Maschio e di Ferrania il binario d\u2019incrocio venne rimosso, per opinabili ragioni d\u2019economia, e quindi i rispettivi impianti rimasero, come sono oggi, dotati soltanto del binario di corretto tracciato.<\/p>\n<p>Viene da pensare che se la domanda di trasporto fosse davvero stata cos\u00ec importante da richiedere pi\u00f9 treni merci, non si sarebbe giustificata la soppressione di due sedi d\u2019incrocio, che ha in qualche misura diminuita la potenzialit\u00e0 delle linee; anzi, il provvedimento sarebbe andato contro la logica. Tutta la questione rimane, almeno per me, un po\u2019 misteriosa.<\/p>\n<p>Vogliamo qui ricordare che la linea Savona \u2013 S. Giuseppe \u201cvia Ferrania\u201d (la pi\u00f9 antica, aperta nel 1874) fino a cinquant\u2019anni fa aveva una terza stazione, Sella, anch\u2019essa sede d\u2019incrocio e dotata all\u2019epoca di pi\u00f9 binari nonch\u00e9 di una Sottostazione Elettrica (S.S.E.), disattivata al tempo del passaggio dalla trazione elettrica col sistema trifase a quello in corrente continua (1973).<\/p>\n<p>Sebbene riportata, finch\u00e9 \u00e8 esistita, pure sull\u2019orario viaggiatori, la stazione di Sella ebbe pi\u00f9 che altro la funzione di posto di movimento, per far incrociare i treni, e di raccordo con un terminale funiviario per il trasporto di prodotti carboniferi [1]. Infatti \u00e8 poco probabile che qualche viaggiatore, a parte chi lavor\u00f2 sul posto, abbia mai preso il treno a Sella perch\u00e9 la localit\u00e0 non corrisponde ad alcun centro abitato e nessuna strada raggiunge la stazione. In quel punto, la ferrovia percorre, a mezza costa, il fianco sinistro della stretta valle del torrente Letimbro, quello che attraversa il centro di Savona, e in verit\u00e0, dal lato dei monti un sentiero disusato permette non senza difficolt\u00e0 di raggiungere a piedi la stazione di Sella dalla carrozzabile Cairo \u2013 Pontinvrea, che si svolge assai pi\u00f9 in alto, in zona anch\u2019essa del tutto disabitata.<\/p>\n<p>Questo tracciato mi ha appunto permesso nel 2024, in un periodo di interruzione della circolazione treni a causa di una frana, di scattare la fotografia qui inclusa, che riprende lo stato attuale dell\u2019ex-stazione di Sella, al km 13 della linea. Tranne un magazzinetto fuori inquadratura, nessuno degli edifici dell\u2019impianto \u00e8 sopravvissuto e il sito \u00e8 riconoscibile soltanto dal marciapiede dell\u2019ex-Fabbricato Viaggiatori, qui al centro della foto, e dalle mensole allungate dei sostegni per la trazione elettrica, la cui disposizione risale all\u2019epoca in cui la palificazione reggeva sia la linea di contatto del binario d\u2019incrocio, oggi scomparso, sia quella del binario di corsa.<\/p>\n<p>La demolizione di tutti gli edifici (Fabbricato Viaggiatori, S.S.E., scalo merci, ecc.) di un impianto soppresso non \u00e8 comune in ambito FS; infatti, su tutta la rete sono numerosi i fabbricati ferroviari non pi\u00f9 in uso, talora ceduti a privati e riutilizzati ma perlopi\u00f9 abbandonati e pur tuttavia ancora esistenti. Peraltro, al tempo non esisteva la tutela degli edifici pubblici con almeno 70 anni di et\u00e0, contro la demolizione, ora garantita dal D.Lgs. 42\/2004, beninteso subordinata all\u2019interesse storico da comprovare. La necessit\u00e0 di demolire tutti gli edifici di Sella, con le relative difficolt\u00e0 derivanti dall\u2019assenza di strade, resta ad ogni modo un altro piccolo mistero.<\/p>\n<p>Oltre alla rivista gi\u00e0 citata, immagini antiche della stazione di Sella si possono trovare nei libri [2] e [3].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] C. Franceri, F. Dell\u2019Amico \u201cLa stazione di Sella\u201c, Tuttotreno Storia, n. 45, aprile 2021<\/p>\n<p>[2] D. Salomone, \u201cLa trazione elettrica trifase\u201d, ed. GRAF, 1976, pag. 138<\/p>\n<p>[3] F. Rebagliati, M. Siri, F. Dell\u2019Amico, \u201cI 120 anni della linea ferroviaria Torino \u2013 Savona\u201d, DLF Savona, 1994, pagg. 263 e 314.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA &nbsp; Qualche decennio fa, quando collaboravo con la Facolt\u00e0 di Ingegneria di Genova, mi capit\u00f2 di partecipare a una consulenza richiesta all\u2019Universit\u00e0 dall\u2019Autorit\u00e0 Portuale di Savona, allora da poco costituita (Legge n. 84\/1994). 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