{"id":9591,"date":"2024-12-20T13:00:42","date_gmt":"2024-12-20T12:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9591"},"modified":"2024-12-20T13:00:42","modified_gmt":"2024-12-20T12:00:42","slug":"il-treno-nella-storia-comodita-sul-treno-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-comodita-sul-treno-storico\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Comodit\u00e0 sul treno storico"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La foto riprende il treno storico che ha circolato sulla linea Genova \u2013 Ovada il 6 ottobre 2024. Nell\u2019occasione, alcuni appassionati sono rimasti dispiaciuti per l\u2019assenza delle carrozze \u201cCentoporte\u201d, tipiche dei treni storici in tutta la Penisola. Ma le carrozze utilizzate per il treno qui ricordato, con i loro divanetti imbottiti, avranno certamente offerto ai viaggiatori un livello maggiore di comodit\u00e0 rispetto alle panche di legno delle \u201cCentoporte\u201d e poi anch\u2019esse hanno ormai la loro importanza storica.<\/p>\n<p>Si tratta di carrozze tipo 1959, costruite dal 1960 al \u201866 in circa 1200 unit\u00e0, nelle versioni di prima classe (numerazione d\u2019origine Az 23.000), seconda (Bz 45.000), miste di prima e seconda classe (ABz 64.000) e a cuccette (Bcz 33.000 e AcBcz 64.000) [1]. Sebbene condividessero alcune soluzioni tecniche con le precedenti carrozze tipo 1955\/57, come l\u2019impianto generale, l\u2019estetica della cassa e i finestrini Klein, caratteristici per essere apribili a met\u00e0 e per le vistose cornici, le \u201ctipo 1959\u201d hanno una maggiore rilevanza storica, derivante in prima istanza dall\u2019elevato numero di esemplari prodotti, che hanno fornito un importante contributo al rinnovamento dei treni viaggiatori FS, e in pi\u00f9 da altri fattori contingenti [2].<\/p>\n<p>A colpo d\u2019occhio, le \u201ctipo 1959\u201d si distinguono dalle pur simili carrozze precedenti per avere, sul tetto, un aeratore per ogni scompartimento. Nella storia evolutiva delle carrozze italiane, le \u201ctipo 1959\u201d occupano un ruolo significativo, e anche di transizione, per varie ragioni. Esse costituiscono, in ordine di tempo, l\u2019ultimo tipo di carrozza per treni importanti e a lunga percorrenza costruito in grande serie sulla base di un progetto FS, cio\u00e8 propriamente nazionale. Infatti, a parte rinnovi e ricostruzioni, le carrozze della generazione immediatamente successiva, le \u201ctipo Y\u201d, costruite in poco pi\u00f9 di una ventina di esemplari fra il 1963 e il \u201966, seguono gi\u00e0 uno standard di unificazione europeo, seppur costruite in Italia, e anticipano di poco le \u201ctipo X\u201d, il modello europeo di carrozza ferroviaria probabilmente pi\u00f9 diffuso e importante del secondo Novecento.<\/p>\n<p>In quegli anni, in cui era pressante la necessit\u00e0 di sostituire le vecchie carrozze con cassa di legno e di affrontare contemporaneamente la crescita della domanda di trasporto e la concorrenza della modalit\u00e0 stradale, l\u2019evoluzione e la produzione delle carrozze avvennero a ritmi notevoli, quasi insuperati e in ogni caso lontani dalla dinamica odierna; si osservi che la costruzione delle \u201ctipo 1959\u201d prosegu\u00ec pure negli anni in cui comparivano le \u201ctipo Y\u201d ed erano in cantiere le prime \u201cX\u201d.<\/p>\n<p>Le \u201ctipo 1959\u201d equipaggiate con i carrelli 24 Au erano ammesse alla velocit\u00e0 di 160 km\/h, contrariamente a quelle equipaggiate con i carrelli 24 A oppure 24 B, limitate a 140 km\/h, e quindi potevano entrare in composizione ai treni pi\u00f9 veloci e prestigiosi dell\u2019epoca, anche accoppiate alle carrozze di concezione pi\u00f9 moderna dei tipi Y e, soprattutto, X. Queste ultime, man mano che furono immesse in servizio, divennero poi le preferite dai viaggiatori per il maggiore spazio a disposizione, dal momento che gli scompartimenti delle carrozze X ospitavano sei posti a sedere anzich\u00e9 otto, distribuiti su quattro divanetti a due posti ciascuno, caratteristici dei modelli precedenti.<\/p>\n<p>La carriera delle carrozze tipo 1959 sui binari italiani fu un poco pi\u00f9 breve rispetto a quella di altri rotabili, poich\u00e9 le ultime unit\u00e0 cessarono il servizio regolare nel 2001, con l\u2019eccezione della versione a cuccette che ebbe una vita utile leggermente pi\u00f9 lunga, arrestata tuttavia dalla soppressione dei treni espressi notturni. Nelle regioni a noi vicine, le ricordiamo nelle ultime corse in brevi composizioni, trainate da locomotive E.424, fra Alessandria e Piacenza.<\/p>\n<p>In quanto alla livrea, inizialmente le carrozze tipo 1959 uscirono di fabbrica verniciate in castano, che era all\u2019epoca la coloritura adottata dalle FS per il materiale ordinario viaggiatori, ma siccome la costruzione della serie si protrasse per pi\u00f9 anni, le unit\u00e0 pi\u00f9 recenti furono immesse in servizio gi\u00e0 verniciate in grigio ardesia, cui gradualmente vennero convertite le precedenti.<\/p>\n<p>Negli anni Ottanta, la nuova livrea grigio beige \u2013 rosso fegato, che ebbe la sua pi\u00f9 importante applicazione sulle carrozze X, venne estesa alle \u201ctipo 1959\u201d, in una versione semplificata, senza i filetti sotto i finestrini, e con questa livrea le nostre carrozze giunsero alla fine della carriera. Non arrivarono, infatti, all\u2019applicazione della livrea XMPR, con l\u2019eccezione delle unit\u00e0 a cuccette che ricevettero la nuova coloritura in blu scuro (\u201cTreno Notte\u201d) come le carrozze X.<\/p>\n<p>Sulle superstiti unit\u00e0 impiegate da Fondazione FS per i treni storici \u00e8 stata giustamente ripristinata la coloritura in grigio ardesia, che ha caratterizzato queste carrozze per pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RINGRAZIAMENTI<\/p>\n<p>Ringrazio Angelo Malaspina, autore della fotografia qui acclusa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] F. Cherubini, \u201cCarrozze FS 1983\u201d, Edizioni Elledi, 1983<\/p>\n<p>[2] M. Mingari, \u201cLe carrozze di trent\u2019anni fa\u201d, Rivista I Treni Oggi, n. 112, ETR, febbraio 1991<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA &nbsp; La foto riprende il treno storico che ha circolato sulla linea Genova \u2013 Ovada il 6 ottobre 2024. 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