{"id":9470,"date":"2024-10-09T09:47:39","date_gmt":"2024-10-09T07:47:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9470"},"modified":"2024-10-09T09:47:39","modified_gmt":"2024-10-09T07:47:39","slug":"il-treno-nella-storia-treni-e-trasformatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-treni-e-trasformatori\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Treni e trasformatori"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Gli storici fanno coincidere la seconda rivoluzione industriale col principio della distribuzione dell\u2019energia elettrica, essendo la prima rivoluzione industriale quella legata all\u2019uso del carbone per le macchine a vapore, iniziato in Inghilterra alla fine del Settecento. La distribuzione dell\u2019energia elettrica nei modi che oggi conosciamo esord\u00ec invece nell\u2019ultimo decennio dell\u2019Ottocento e fu resa possibile da un\u2019invenzione mai abbastanza ricordata: il trasformatore.<\/p>\n<p>Nelle pionieristiche elettrificazioni tranviarie e ferroviarie di fine Ottocento, in corrente continua, i conduttori di contatto (linea aerea o terza rotaia) furono alimentati direttamente da centrali di produzione attrezzate con dinamo, senza linee primarie e sottostazioni di conversione, cosa resa possibile dalla limitata lunghezza dei binari elettrificati.<\/p>\n<p>Ma non appena si speriment\u00f2 la trazione elettrica in corrente alternata e l\u2019estensione delle linee elettrificate super\u00f2 il valore di qualche decina di km, si impose la soluzione caratterizzata da linee primarie in media o alta tensione, collegate ai conduttori di contatto tramite sottostazioni equipaggiate da trasformatori abbassatori, schema che vide in Italia le sue prime applicazioni nel 1901 e che, con le varianti via via sviluppate, \u00e8 rimasto immutato fino a oggi.<\/p>\n<p>Iniziava cos\u00ec l\u2019importante presenza dei trasformatori nella trazione elettrica ferroviaria, i quali, oltre agli impianti fissi, in pochi anni sarebbero entrati a far parte anche dell\u2019equipaggiamento di bordo delle locomotive. Infatti, sebbene ancora non necessario nel sistema trifase italiano a 3400 V, nel quale i motori delle locomotive potevano essere alimentati direttamente alla tensione di rete, con l\u2019avvento del sistema a c.a. monofase a 11 o 15 kV, e poi a 25 kV, il trasformatore abbassatore a bordo dei mezzi di trazione diveniva un elemento fondamentale, la cui funzione si \u00e8 perpetuata fino alle realizzazioni attuali.<\/p>\n<p>Per conoscere la storia di questo apparecchio occorre risalire al 1882, anno in cui Lucien Gaulard (1850 \u2013 1888) propose un \u201cgeneratore secondario\u201d per modificare l\u2019ampiezza di una tensione elettrica alternata. Questa macchina di sua invenzione consisteva in due bobine di filo conduttore avvolte su uno stesso nucleo ferromagnetico a singola colonna; alimentando una bobina con una certa tensione, ai capi dell\u2019altra si otteneva una tensione di ampiezza diversa, in proporzione al numero delle spire degli avvolgimenti: era a tutti gli effetti il primo trasformatore.<\/p>\n<p>Nel 1884, Gaulard, con l\u2019aiuto del finanziatore inglese Gibbs, partecip\u00f2 con la sua macchina all\u2019Esposizione generale italiana di Torino, a cui era presente anche il grande scienziato italiano Galileo Ferraris (1847 \u2013 1897). Il Governo italiano e la citt\u00e0 di Torino avevano istituito un premio di 15000 lire dell\u2019epoca per la pi\u00f9 utile e interessante applicazione dell\u2019elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>Il francese Gaulard era pi\u00f9 un tecnico sperimentatore che uno scienziato teorico; la sua macchina funzionava ma la prima spiegazione analitica dei fenomeni elettromagnetici relativi alla macchina stessa fu elaborata da Ferraris in due fondamentali lavori del 1885, ripubblicati nel volume [1]. Nel primo sono descritti i metodi per misurare la potenza e il rendimento energetico del \u201cgeneratore secondario\u201d di Gaulard. Il secondo, nel quale \u00e8 introdotto il termine \u201ctrasformatore\u201d per la prima volta, contiene la teoria completa del funzionamento della macchina, come ancor oggi la si studia, con la valutazione delle correnti e delle tensioni primarie e secondarie e i relativi sfasamenti.<\/p>\n<p>Il genio di Galileo Ferraris da allora \u00e8 sempre stato ricordato, anche per gli importantissimi contributi sulla teoria del campo magnetico rotante, che \u00e8 alla base del funzionamento del motore asincrono, e sul metodo vettoriale per lo studio dei circuiti in corrente alternata.<\/p>\n<p>Una sorte meno felice ebbe invece Gaulard, che non ricevette i giusti riconoscimenti per la propria invenzione in Francia, dove all\u2019epoca la distribuzione di energia elettrica in corrente continua era preferita a quella in alternata. I suoi brevetti decaddero mentre in altre nazioni fu intrapresa la costruzione in serie di trasformatori (ad esempio da Westinghouse e Thompson-Houston negli USA, da Ferranti in Inghilterra, da Ganz in Ungheria).<\/p>\n<p>Vedendo non rispettati i propri meriti di inventore, Gaulard cadde in uno stato di depressione. Si tramanda che sia impazzito e che sia stato chiuso in una casa di cura a Parigi, dove si spense all\u2019et\u00e0 di appena 38 anni (secondo una fonte, per suicidio).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] A. Silvestri (a cura di), \u201cIl centenario AEI e Galileo Ferraris\u201d, AEI, 1997.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Gli storici fanno coincidere la seconda rivoluzione industriale col principio della distribuzione dell\u2019energia elettrica, essendo la prima rivoluzione industriale quella legata all\u2019uso del carbone per le macchine a vapore, iniziato in Inghilterra alla fine del Settecento. 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