{"id":9257,"date":"2024-03-17T10:13:49","date_gmt":"2024-03-17T09:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9257"},"modified":"2024-03-17T10:13:49","modified_gmt":"2024-03-17T09:13:49","slug":"il-treno-nella-storia-alla-ricerca-di-cento-candeline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-alla-ricerca-di-cento-candeline\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Alla ricerca di cento candeline"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Guardando la carta ferroviaria d\u2019Italia del 1905, anno di nascita delle Ferrovie dello Stato, si pu\u00f2 vedere che la conformazione della rete era allora pi\u00f9 o meno quella di oggi: si sa che gran parte delle nostre linee ferroviarie fu costruita nell\u2019Ottocento. Nuove costruzioni si ebbero pure all\u2019inizio del Novecento. Successivamente, prevalsero le opere di raddoppiamento del binario, rettifiche di tracciato, realizzazioni di \u201cDirettissime\u201d e, in epoca pi\u00f9 recente, linee per l\u2019alta velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Le inaugurazioni in Italia di cento anni fa, quindi del 1924, non furono molte; le ricordiamo qui iniziando da quelle che consentirono il completamento di un\u2019intera linea.<\/p>\n<p>Con l\u2019apertura della tratta Verona P.N. \u2013 Isola della Scala (19 km) fu nel 1924 finalmente completata a binario singolo l\u2019importante linea Verona \u2013 Bologna, parte della direttrice del Brennero, iniziata nel 1887. Prima del \u201924, i treni da Bologna utilizzavano, per raggiungere Verona, il binario della Verona \u2013 Rovigo via Dossobuono, infine dismesso nel 1985, che intersecava appunto a Isola della Scala il nuovo tracciato.<\/p>\n<p>Sempre nel \u201924 fu inaugurata la Roma \u2013 Lido di Ostia (28 km), che ha la particolarit\u00e0 di svolgersi interamente all\u2019interno del comune capitolino, \u00e8 gestita da un\u2019azienda locale e presenta caratteristiche intermedie tra una ferrovia convenzionale e una metropolitana: in effetti, vi sono impiegati pure gli stessi treni della \u201cmetro\u201d, con cui condivide lo scartamento normale e l\u2019elettrificazione a 1500 V c.c.<\/p>\n<p>Tornando alle FS, l\u2019ultimo completamento riguarda una linea a scartamento ridotto (950 mm) della Sicilia interna, la Lercara Bassa \u2013 Magazzolo (67 km), iniziata nel 1912 e ultimata proprio nel \u201924 con la tratta da Bivona ad Alessandria della Rocca (8 km). La costruzione di una ferrovia in zone tanto impervie e prive di grossi centri abitati traeva motivo dalla necessit\u00e0 di assicurare il trasporto di prodotti minerari e agricoli in un territorio mal servito dalla viabilit\u00e0 ordinaria. Fu necessario dotare di cremagliera i tratti della ferrovia a maggior pendenza e il servizio si svolse con trazione a vapore fino all\u2019ultimo. Con l\u2019arrivo della concorrenza stradale negli anni Cinquanta, i lentissimi treni a vapore (30 km\/h) non poterono reggere il confronto con l\u2019autotrasporto e la linea fu chiusa nel 1961.<\/p>\n<p>Altre inaugurazioni avvenute nel 1924 furono parziali, nel senso che non permisero di completare un collegamento, e non appartengono all\u2019ambito FS.<\/p>\n<p>Ricordiamo in primo luogo la Gioia Tauro \u2013 Cittanova (21 km, scartamento ridotto 950 mm), tratta iniziale di una ferrovia che, superando i rilievi pi\u00f9 settentrionali del Parco dell\u2019Aspromonte, avrebbe dovuto congiungere la costa tirrenica della Calabria con quella ionica, attestandosi a Marina di Gioiosa, ma il collegamento non fu mai completato e il binario non prosegu\u00ec oltre la localit\u00e0 di Cinquefrondi, raggiunta nel \u201829. Il servizio su questa linea, gestita da un\u2019azienda locale, per non meglio precisati problemi di sicurezza \u00e8 stato sospeso nel 2011.<\/p>\n<p>Sempre in Calabria, risale al \u201924 l\u2019apertura della breve sezione da Soveria Mannelli a Decollatura (6 km, scartamento ridotto 950 mm), piccolo passo avanti nella costruzione della Cosenza \u2013 Catanzaro, ultimata dieci anni dopo. Anche su questa linea, che, ricordiamo, non fa parte delle Ferrovie dello Stato, oggi il servizio \u00e8 sospeso ma, a differenza delle linee taurensi pure della medesima azienda, pare che le amministrazioni locali qui intendano eliminare la frana che ha interrotto il binario circa a met\u00e0 percorso, ammodernare gli impianti e ripristinare il servizio viaggiatori.<\/p>\n<p>Infine, ricordiamo il tratto di 16 km da Ceglie Mess\u00e0pico a Francavilla Fontana (provincia di Brindisi), tassello che permise di ultimare nel 1925 la linea Martina Franca \u2013 Lecce, a scartamento ordinario e gestita da FSE (Ferrovie del Sud Est), azienda che possiede la pi\u00f9 estesa rete ferroviaria italiana regolarmente in funzione (470 km) non appartenente a RFI e che per\u00f2 \u00e8 stata recentemente acquisita dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per l\u2019esercizio del trasporto su rotaia.<\/p>\n<p>Come si vede, le ferrovie italiane aperte proprio cento anni fa sono poche, per lo pi\u00f9 secondarie e nel Meridione. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 un caso, perch\u00e9 la realizzazione di infrastrutture, non soltanto ferroviarie, nella storia dell\u2019Italia postunitaria ha notoriamente lasciato indietro il Mezzogiorno rispetto alle regioni settentrionali; e poi, negli anni Venti del Novecento, i collegamenti importanti erano gi\u00e0 stati realizzati da tempo sicch\u00e9 le nuove iniziative riguardarono collegamenti marginali che, un po\u2019 per la limitatezza del bacino di traffico, un po\u2019 per la difficolt\u00e0 dei tracciati, sarebbero risultati inadeguati gi\u00e0 pochi decenni dopo. Si \u00e8 quindi avuto l\u2019apparente paradosso per il quale le ferrovie di pi\u00f9 recente costruzione sono state talora quelle di pi\u00f9 precoce chiusura.<\/p>\n<p>Nella foto, una centenaria della Genova \u2013 Casella ripresa in Piazza Manin.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Guardando la carta ferroviaria d\u2019Italia del 1905, anno di nascita delle Ferrovie dello Stato, si pu\u00f2 vedere che la conformazione della rete era allora pi\u00f9 o meno quella di oggi: si sa che gran parte delle nostre linee ferroviarie fu costruita nell\u2019Ottocento. Nuove costruzioni si ebbero pure all\u2019inizio del Novecento. 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