{"id":9181,"date":"2024-02-18T15:08:44","date_gmt":"2024-02-18T14:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9181"},"modified":"2024-02-18T15:09:16","modified_gmt":"2024-02-18T14:09:16","slug":"langolo-della-poesia-di-madre-in-figlia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/langolo-della-poesia-di-madre-in-figlia\/","title":{"rendered":"L&#8217;Angolo della Poesia &#8211; Di madre in figlia"},"content":{"rendered":"<p><em>DI LUANA ROSSINI &#8211; POESIE DI MARIA GIOVANNA BRAGANTINI E MATILDE BRESCIANI<\/em><\/p>\n<p>Nel terzo libro delle \u201cMetamorfosi\u201d, il grande poeta latino Ovidio racconta il mito di Eco (una delle Oreadi, le ninfe delle montagne) e del suo amore per Narciso (giovane cacciatore famoso per la sua bellezza, figlio della ninfa Liriope). Giove, notando che Eco era incline al pettegolezzo, la spinse a intrattenere sua moglie, la dea Giunone, in modo che non si concentrasse troppo sulle sue scappatelle. Quando Giunone si accorse dell\u2019inganno, pun\u00ec Eco (non il marito fedifrago ma, si sa, ubi maior), togliendole l\u2019uso della parola e condannandola a dover ripetere solo le ultime che udiva. La ninfa si innamor\u00f2 perdutamente di Narciso ma, non potendogli confessare il suo amore, riusc\u00ec solo a innervosirlo perch\u00e9, ripetendo le ultime parole che egli pronunciava, gli faceva pensare che lo stesse prendendo in giro. Narciso, stanco della ragazza, se ne and\u00f2 lasciandola sola. Eco, quindi, si mise a piangere fino a prosciugarsi e di lei non rimase che la voce che riecheggia ancora oggi per le montagne. Fu Nemesi (dea della giustizia e della vendetta e anche punitrice degli amanti crudeli) che, per vendicarla, port\u00f2 Narciso davanti a una sorgente d\u2019acqua dove, incantato dal suo aspetto, smise di mangiare e bere finch\u00e9 mor\u00ec. Per ordine di Zeus e degli d\u00e8i nacque il bellissimo fiore che porta il suo nome.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, il ritorno della metonimia di cui abbiamo parlato nell\u2019editoriale. Dal mito alla parola, dal personale all\u2019universale, da maiuscolo a minuscolo: eco, narciso, nemesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Scrivo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>(di Maria Giovanna Bragantini \u2013 RFI DOIT Verona \u2013 la mamma)<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scrivo il mio rifugio:<\/p>\n<p>granelli di sabbia lenti nel raccogliersi,<\/p>\n<p>i pensieri di carta.<\/p>\n<p>Meriggio invernale quieto,<\/p>\n<p>rassetto il presente<\/p>\n<p>frugando i ricordi.<\/p>\n<p>Ombre di vita danzano&nbsp;<\/p>\n<p>sul foglio bianco&nbsp;<\/p>\n<p>per dare un senso al giorno, opaco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A voler scandire il tempo fuggente,<\/p>\n<p>sorseggio ore calme,&nbsp;<\/p>\n<p>ch\u00e9 le parole d\u2019inchiostro trattengono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Eco<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>(di Matilde Bresciani \u2013 la figlia)<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io<\/p>\n<p>tua Eco dai giorni solitari<\/p>\n<p>gi\u00e0 maledetta in partenza<\/p>\n<p>ben prima del tuo arrivo.<\/p>\n<p>Da divinit\u00e0 a goccia d\u2019ombra<\/p>\n<p>ti seguivo come fonte di ogni mia parola<\/p>\n<p>mia ispirazione, mia musa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tu<\/p>\n<p>che risplendevi di luce tua<\/p>\n<p>mai visto alcuno se non te stesso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il nostro equilibrio:<\/p>\n<p>tu avanti ad aprire tutte le porte del mondo<\/p>\n<p>e io al seguito, da brava eco, a coprirne le tracce,<\/p>\n<p>e a farle ricordare come leggenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre l\u00ec, sempre a distanza<\/p>\n<p>mai varcavo il confine.<\/p>\n<p>Non osavo, terrorizzata dal perderti per sempre.<\/p>\n<p>Trattenevo e trattenevo<\/p>\n<p>mentre il magma accumulava<\/p>\n<p>spasimante dopo spasimante<\/p>\n<p>io l\u00ec rimanevo e guardavo<\/p>\n<p>nascosta all\u2019ombra della fresca foresta cui appartenevo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bast\u00f2 poco, un attimo sincero, un attimo di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Un errore nella verit\u00e0, un catastrofico errore.<\/p>\n<p>Chi osserva solo s\u00e9 stesso vive in un limbo di perfezione<\/p>\n<p>ove tutto \u00e8 prevedibile, nulla pericoloso.<\/p>\n<p>L\u2019immutabilit\u00e0<\/p>\n<p>da cui pure Tempo \u00e8 tenuto a prossemica distanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fortunato.<\/p>\n<p>Il limbo \u00e8 solitario<\/p>\n<p>mi escludeva a priori:<\/p>\n<p>vittima dello scorrere della vita<\/p>\n<p>vittima di Tempo.<\/p>\n<p>Io conoscevo l\u2019imprevisto: abituata ad esso<\/p>\n<p>non vi facevo pi\u00f9 caso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E fu, forse, per personale ripicca&nbsp;<\/p>\n<p>che Giustizia alla fine ti si present\u00f2<\/p>\n<p>in un impeto a me estraneo<\/p>\n<p>lontana da ogni sano pensiero<\/p>\n<p>feci quel passo in pi\u00f9<\/p>\n<p>cinta da Amore e Veritas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La risposta non si fece attendere:<\/p>\n<p>con tristezza, rabbia e delusione,&nbsp;<\/p>\n<p>mi cacciasti.<\/p>\n<p>Tradito dal mio sentimento<\/p>\n<p>che t\u2019aveva ancorato alla misera realt\u00e0.<\/p>\n<p>Alcun mio lamento serv\u00ec a restituirtela.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Potei solo osservarti da lontano,&nbsp;<\/p>\n<p>come un\u2019eco,<\/p>\n<p>dimenarti in questo mondo sconosciuto.<\/p>\n<p>Pregai<\/p>\n<p>non per il cessare del mio tormento<\/p>\n<p>ma per allontanare il tuo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine<\/p>\n<p>non seppi mai se per maledizione<\/p>\n<p>stanchezza o piet\u00e0<\/p>\n<p>qualcuno ascolt\u00f2.<\/p>\n<p>Fato? O racconto ormai trascritto?<\/p>\n<p>Un riflesso di perfezione ti cattur\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E in un ultimo viaggio<\/p>\n<p>Inderogabile<\/p>\n<p>raggiungesti nuovamente te stesso e il tuo mondo&nbsp;<\/p>\n<p>un fiore incantato<\/p>\n<p>lasciandomi finalmente libera di volare altrove<\/p>\n<p>e di tornare a essere voce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI LUANA ROSSINI &#8211; POESIE DI MARIA GIOVANNA BRAGANTINI E MATILDE BRESCIANI Nel terzo libro delle \u201cMetamorfosi\u201d, il grande poeta latino Ovidio racconta il mito di Eco (una delle Oreadi, le ninfe delle montagne) e del suo amore per Narciso (giovane cacciatore famoso per la sua bellezza, figlio della ninfa Liriope). Giove, notando che Eco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1024,179],"tags":[],"class_list":["post-9181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-langolo-della-poesia","category-rubriche-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9181"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9183,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9181\/revisions\/9183"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}