{"id":9084,"date":"2023-12-10T16:07:48","date_gmt":"2023-12-10T15:07:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=9084"},"modified":"2023-10-26T16:09:01","modified_gmt":"2023-10-26T14:09:01","slug":"ciak-in-carrozza-il-treno-di-john-frankenheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/ciak-in-carrozza-il-treno-di-john-frankenheimer\/","title":{"rendered":"Ciak&#8230; in carrozza! &#8211; &#8220;Il treno&#8221; di John Frankenheimer"},"content":{"rendered":"<p><em>di Elisabetta Spitaleri<\/em><\/p>\n<p>Siamo nell\u2019estate del 1944 a Parigi. In previsione della liberazione della citt\u00e0 da parte degli Americani, il colonnello Von Waldheim (Paul Scofield), grande appassionato d\u2019arte, tenta di spedire in Germania un treno carico di opere d\u2019arte conservate al \u201cJeu de Paume\u201d, museo che, come poi si sapr\u00e0, gi\u00e0 da anni fungeva da magazzino e centro di smistamento per le migliaia di opere trafugate dai nazisti. Non \u00e8 un mistero che Hitler avesse una vera ossessione per l\u2019arte (quella che si adattasse correttamente all\u2019immagine del regime, \u00e8 ovvio) e da tempo aveva cominciato a progettare il suo F\u0171hrermuseum a Linz, inizialmente per raccogliere solo le opere tedesche sparse in altre nazioni e poi, nel suo delirio di onnipotenza, per ospitare anche opere straniere e renderlo il museo pi\u00f9 grande del mondo. Un altro famelico collezionista fu Herman G\u0151ring. Questa passione iniziata con l\u2019acquisto regolare delle opere in tempo di pace si tramut\u00f2 in una vera e propria razzia nei territori conquistati.&nbsp; La direttrice del museo M.lle Villard (Susanne Flon) non si rassegna ad assecondare il progetto e si rivolge alla resistenza francese perch\u00e9 impedisca questa spedizione. La burocrazia tedesca aveva gi\u00e0 ritardato e bloccato la partenza del treno in quanto un convoglio ferroviario sarebbe stato pi\u00f9 utile per il trasporto di truppe ed armamenti ma Von Waldheim riesce a convincere il generale Von Lubitz dell\u2019utilit\u00e0 economica del tesoro rappresentato da quelle opere d\u2019arte. Nonostante l\u2019iniziale ritrosia, Paul Labiche (interpretato da Burt Lancaster), ispettore ferroviario apparentemente in buoni rapporti con i tedeschi ma in realt\u00e0 membro della Resistenza e responsabile di molti sabotaggi, accetta di occuparsi di questa pericolosa impresa. La fucilazione del vecchio macchinista Papa Boule (Michel Simon) che aveva cercato ingenuamente di ritardare il treno, cancella ogni esitazione e comincia un piano complesso per deviare il treno a partire da Metz, camuffando addirittura le successive stazioni per ingannare i soldati di guardia sul percorso effettuato. In realt\u00e0 il treno viene fatto tornare indietro per scontrarsi con una locomotiva e tamponato da un\u2019altra. La liberazione ritarda ma giunge ordine che il treno non deve essere distrutto e il contenuto preservato ad ogni costo. Molti ferrovieri e civili verranno fucilati nel corso di questa operazione. Labiche ed alcuni compagni tinteggiano di bianco il tetto dei vagoni per evitare che gli Alleati li bombardino, fanno saltare tratti di binari ma nel frattempo la disfatta dei nazisti \u00e8 finalmente compiuta e sono in fuga. Von Waldheim rimane sul treno per non separarsi dai quadri e Labiche lo affronta un\u2019ultima volta per ucciderlo. Tutto il film \u00e8 stato girato con grande realismo secondo la volont\u00e0 del regista, preferito in seconda battuta ad Arthur Penn che avrebbe voluto fare un film pi\u00f9 intimo che indagasse sul ruolo giocato dall\u2019arte sui personaggi e sul perch\u00e9 avrebbero dovuto proteggerla dai nazisti rischiando la vita. La produzione e Burt Lancaster furono di altro avviso. Ed allora l\u2019incidente del locomotore che deraglia \u00e8 autentico, organizzato nella citt\u00e0 di Acquigny con grandi misure di sicurezza: sette macchine da presa per un solo ciak possibile. Con lo stesso realismo le esplosioni dei binari con la dinamite furono effettuate su vari tratti di strada ferrata in rifacimento previo accordo con le ferrovie francesi. Le musiche originali del film sono del compositore francese Maurice Jarre. La sceneggiatura di questo grande classico del cinema americano \u00e8 tratta dal romanzo \u201cLe front de l\u2019art: d\u00e9fense des collections fran\u00e7aises, 1939-1945\u201d di Rose Valland (1898-1980) storica dell\u2019arte e assistente presso la Galleria nazionale Jeu de Paume durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo coraggio e la sua tenacia nel compilare, in segreto e rischiando la vita, la lista in centinaia di volumi delle opere saccheggiate dai nazisti soprattutto a migliaia di famiglie ebree hanno portato al recupero di ben 60mila opere delle 100mila trafugate e spedite in Germania. Rose Valland partecip\u00f2 anche alla promozione del film e riconobbe che per esigenze cinematografiche tante tematiche non potessero essere trattate in un solo film e qualche particolare doveva essere cambiato. La sua impresa fu a lungo dimenticata e nel dopo guerra non ricevette in patria dal mondo accademico (in prevalenza maschile) quei riconoscimenti o avanzamento di carriera che la sua competenza avrebbe meritato.&nbsp;<\/p>\n<p>In un altro film hollywoodiano pi\u00f9 recente (Monuments Men del 2014 diretto da George Clooney) l\u2019esperta d\u2019arte Claire Sim\u00f2ne, interpretata da Cate Blanchett, rievoca il personaggio della vera Rose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elisabetta Spitaleri Siamo nell\u2019estate del 1944 a Parigi. 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