{"id":8959,"date":"2023-06-24T16:50:53","date_gmt":"2023-06-24T14:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=8959"},"modified":"2023-06-24T16:50:53","modified_gmt":"2023-06-24T14:50:53","slug":"il-treno-nella-storia-a-caccia-di-caimani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-a-caccia-di-caimani\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; A caccia di Caimani"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra caccia non \u00e8 un safari nello stile di Hemingway in \u201cVerdi colline d\u2019Africa\u201d: niente armi e nessuno spargimento di sangue. La nostra \u00e8 una caccia fotografica e i Caimani sono le locomotive elettriche FS E.656, che escono ormai di scena dopo essere state ritirate dagli ultimi servizi regolari.<\/p>\n<p>Costruite in 460 unit\u00e0 tra il 1975 e il 1989, le E.656 hanno avuto una carriera pi\u00f9 breve di altre macchine, penalizzate non tanto dalle prestazioni o dalle caratteristiche tecniche, tutte di buon livello, ma dall\u2019evoluzione storica del settore ferroviario nazionale, che ha modificato le esigenze delle imprese di trasporto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2016, come pubblicato da Cornol\u00f2 [1], di questo numeroso Gruppo di valide locomotive rimanevano immatricolate soltanto ventidue unit\u00e0 nella Divisione Passeggeri, distribuite fra Milano Greco e Roma Smistamento, 34 unit\u00e0 assegnate al trasporto regionale, ma in attesa di revisione tecnica o in riserva, cio\u00e8 fuori turno, e altre 23 unit\u00e0 assegnate alla Divisione Cargo.<\/p>\n<p>Con una modifica al rapporto di trasmissione, ovvero agli ingranaggi che collegano i motori di trazione alle ruote, varie locomotive E.656 furono modificate e specializzate per i servizi merci e reimmatricolate nel Gruppo E.655, caratterizzato, rispetto ai parametri originali, da una minore velocit\u00e0 massima e da una maggiore capacit\u00e0 di traino. Tuttavia, anche queste macchine modificate non ebbero pi\u00f9 lunga vita: nel 2016 ne sopravvivevano soltanto 27 unit\u00e0 nel parco FS, pi\u00f9 quattro noleggiate all\u2019Autorit\u00e0 Portuale di Savona.<\/p>\n<p>All\u2019epoca della loro immissione in servizio, le E.656 ricevettero, per lo pi\u00f9 ingiustamente, varie critiche. Queste macchine erano state progettate per una velocit\u00e0 massima di 150 km\/h, che si pens\u00f2 di aumentare a 160 km\/h sulla Direttissima Firenze \u2013 Roma, ipotesi che presto decadde. Ma, un po\u2019 dopo le prime uscite (le prime unit\u00e0 furono le 023 \u2013 025 del 1975), sulla stampa di settore si lesse di una limitazione a 120 km\/h, notizia che venne di l\u00ec a poco smentita.<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 riportare alcuni contributi dei lettori, apparsi su una rivista d\u2019epoca [2], che testimoniano le opinioni di quel periodo.<\/p>\n<p>Un dipendente FS scriveva per lamentare la minore funzionalit\u00e0 e la minore praticit\u00e0 delle E.656 rispetto alle E.646, considerate (cito dall\u2019articolo) \u201cmeno rognose\u201d. Osservazione curiosa, dal momento che le E.656 erano le locomotive pi\u00f9 potenti del parco FS e, con l\u2019avviatore automatico di cui disponevano dall\u2019origine, dovevano risultare di condotta pi\u00f9 agevole delle E.646 dotate del tradizionale \u201cmaniglione\u201d per l\u2019esclusione del reostato.<\/p>\n<p>Un altro lettore scriveva che i tergicristalli delle E.656, dopo essere stati usati due o tre volte, non funzionavano pi\u00f9 e, con una figura retorica che non possiamo condividere, concludeva che l\u2019evoluzione tecnica delle locomotive FS \u201cfaceva acqua da diversi punti\u201d.<\/p>\n<p>Generalmente, si scriveva sulla concezione antiquata delle E.656, considerate un semplice aggiornamento delle precedenti E.646 di vent\u2019anni prima, e ritenute sorpassate rispetto alle contemporanee locomotive Re 6\/6 delle SBB (Ferrovie Federali Svizzere), soprattutto per il tradizionale utilizzo del reostato nella regolazione di velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Nulla da dire sul confronto con le Re 6\/6 svizzere che, con i loro 7850 kW di potenza oraria distribuita sei assi, erano considerate le migliori locomotive elettriche europee di sempre [3]. Ma le E.656 nascevano per dare una risposta veloce alla necessit\u00e0 di potenziare il parco elettrico FS, in un momento in cui l\u2019elettronica per l\u2019alimentazione a 3000 V non dava ancora una completa affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In quanto al presunto minor rendimento energetico del reostato rispetto all\u2019azionamento elettronico, va chiarito che la dissipazione del reostato \u00e8 rilevante nei servizi con frequenti soste e avviamenti ma, in servizi con poche fermate, il reostato \u00e8 disinserito per la maggior parte del tempo, mentre il convertitore elettronico \u00e8 sempre inserito in serie ai motori, perci\u00f2 la differenza fra i due sistemi, in termini di consumi energetici, tende ad annullarsi.<\/p>\n<p>A parte le unit\u00e0 preservate da Fondazione FS per i treni storici, riportate all\u2019elegante livrea d\u2019origine, le ultime due E.656 in servizio sono state la 570 e la 586, ancora circolanti nel 2023. Nell\u2019immagine qui acclusa si vede appunto l\u2019unit\u00e0 570 in uno fra gli ultimi transiti a Genova, sulla \u201ccurva Molini\u201d a Sampierdarena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RINGRAZIAMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Ringrazio Giacomo Rossi, autore della fotografia e collaboratore nella ricerca delle fonti informative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] G. Cornol\u00f2, \u201cLocomotive elettriche \u2013 Dall\u2019E.626 all\u2019Eurostar\u201d, vol. 4, Duegi Ed., 2017<\/p>\n<p>[2] Rivista Italmodel Ferrovie, agosto\/settembre 1978, n. 218, pagg. 652 \u2013 653<\/p>\n<p>[3] Ch. Appleby, \u201cSwiss Railways \u2013 Locomotives Railcars and Trams\u201d, Platform 5, 1997<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna &nbsp; La nostra caccia non \u00e8 un safari nello stile di Hemingway in \u201cVerdi colline d\u2019Africa\u201d: niente armi e nessuno spargimento di sangue. 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