{"id":8799,"date":"2023-01-17T13:58:53","date_gmt":"2023-01-17T12:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=8799"},"modified":"2023-01-17T13:58:53","modified_gmt":"2023-01-17T12:58:53","slug":"il-treno-nella-storia-binari-e-templi-greci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-binari-e-templi-greci\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Binari e templi greci"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Un viaggio turistico in Sicilia, nel giugno 1980, mi condusse a visitare il tempio greco di Selinunte, oggi in provincia di Trapani. La citt\u00e0 di Selinunte fu fondata nel 629 \u2013 628 a.C. da coloni greci gi\u00e0 stanziati in Sicilia; fu distrutta dai Cartaginesi nel 409 \u2013 408, risorse solo in parte e pur tuttavia le rovine testimoniano uno sviluppo edilizio fra i pi\u00f9 cospicui dell\u2019antichit\u00e0 ellenica [1]. Peraltro \u00e8 noto che i templi greci meglio conservati oggi si trovano in Italia e non in Grecia; il principale di Selinunte si mostra eretto in gran parte della sua struttura.<\/p>\n<p>Il punto di partenza della mia escursione, ovviamente in treno, fu Castelvetrano, stazione di diramazione della Palermo \u2013 Trapani, da cui originava la linea a scartamento ridotto per Agrigento.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, all\u2019epoca del mio viaggio, era l\u2019ultima sopravvissuta della rete a scartamento ridotto (950 mm) delle FS e dal 1978 i servizi vi erano limitati a Ribera, cio\u00e8 circa a met\u00e0 percorso [2].<\/p>\n<p>Il piazzale della stazione di Castelvetrano era diviso in due fasci di binari: quello a scartamento ordinario, della linea Palermo \u2013 Trapani, ancora oggi in funzione, e quello a scartamento ridotto, pi\u00f9 lontano dal fabbricato viaggiatori. L\u2019impianto era sede di Deposito Locomotive, con binari di entrambi gli scartamenti.<\/p>\n<p>Tutto il servizio viaggiatori, sulla linea a scartamento ridotto, era svolto dalle automotrici diesel RALn 60 ma la coppia di treni merci fra Castelvetrano e Sciacca era ancora appannaggio delle locomotive tender R.302. Potei quindi vedere e fotografare l\u2019ultimo servizio merci previsto e svolto regolarmente a vapore sulla rete FS: non un treno storico o speciale, ma un treno merci ordinario a vapore, inserito come tale nell\u2019orario di servizio. Belle fotografie si possono vedere nell\u2019articolo [3], forse il pi\u00f9 recente dedicato all\u2019argomento. Il comprensorio di Sciacca generava un certo traffico di prodotti ortofrutticoli, vinicoli, dell\u2019industria del legno e del vetro, che richiedevano pure l\u2019inoltro di carri a scartamento ordinario, caricati su appositi pianali muniti di assi a scartamento ridotto.<\/p>\n<p>Nel 1983, per sostituire le locomotive a vapore R.302, di cui erano rimaste solo due unit\u00e0 efficienti, le FS misero in servizio due locomotive diesel nuove, immatricolate RD.142, le quali ebbero per\u00f2 sulla nostra linea un\u2019esistenza breve dal momento che, nel quadro di un ampio programma di dismissione di ferrovie a scarso traffico, sulla linea Castelvetrano \u2013 Ribera con l\u2019inizio del 1986 fu sospeso ogni servizio viaggiatori e merci.<\/p>\n<p>A questo riguardo va osservato che il bacino d\u2019utenza potenziale della ferrovia non sarebbe stato trascurabile; Sciacca ha una popolazione di quasi 40.000 abitanti, Castelvetrano sfiora i 30.000, Menfi e Ribera hanno tra i dieci e quindicimila abitanti e sono servite da strade provinciali interne, perci\u00f2 tortuose, senza alternative autostradali. Purtroppo, le caratteristiche del servizio offerto erano tali da scoraggiare chiunque, se non appassionato, a intraprendere uno spostamento in treno. Possiedo ancora l\u2019Orario Pozzo dell\u2019estate 1980 (all\u2019epoca le FS non stampavano un orario ufficiale per il pubblico): vi si leggono quattro coppie di treni al giorno fra Castelvetrano e Ribera, pi\u00f9 un\u2019ulteriore coppia limitata a Sciacca. Tenendo conto della coincidenza con il bus sostitutivo a Ribera, partendo alle 5.08 da Castelvetrano, l\u2019arrivo ad Agrigento era previsto alle 9.12: quattro ore di viaggio per 134 km.<\/p>\n<p>La potenzialit\u00e0 turistica della ferrovia era ignorata. Peccato, perch\u00e9 la zona archeologica di Selinunte, a poche centinaia di metri dal mare, \u00e8 vicina all\u2019omonima fermata e la viabilit\u00e0 della zona, e invero di tutta quella fascia costiera, \u00e8 modesta, perch\u00e9 i maggiori centri abitati sono nell\u2019interno.<\/p>\n<p>Le ipotesi di ripristino di un servizio ferroviario fra Castelvetrano e Agrigento sono utopistiche, anche perch\u00e9 le proposte avanzate si polarizzano intorno a due visioni contrastanti.<\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 chi propone di riaprire all\u2019esercizio turistico la sola tratta iniziale fino a Porto Palo (frazione di Menfi), mantenendo lo scartamento ridotto e il tracciato d\u2019origine, tortuoso e accidentato, con pendenze fino al 25 per mille. Qui un intervento di Fondazione FS non sarebbe impossibile; la sede ferroviaria, pare almeno fino a Selinunte, \u00e8 riutilizzabile senza grosse difficolt\u00e0 e forse il maggior ostacolo sarebbe il reperimento di adeguati rotabili a scartamento ridotto, che nel parco FS non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<p>Dal lato opposto, c\u2019\u00e8 invece chi punta su un servizio ferroviario regolare ed efficiente fra Castelvetrano e Agrigento. Ma ci\u00f2 \u00e8 incompatibile col tracciato d\u2019origine e quindi occorrerebbe costruire un\u2019infrastruttura nuova, ovviamente a scartamento ordinario, su un tracciato in parte diverso e con notevoli costi, data la natura accidentata dei luoghi, nonch\u00e9 prevedibili difficolt\u00e0 di inserimento nei centri abitati.<\/p>\n<p>Naturalmente, ogni problema d\u2019ingegneria con la volont\u00e0 politica e le risorse adeguate si supera; la questione insomma si sposta sul piano delle priorit\u00e0 negli interventi al sistema nazionale dei trasporti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] E. Pais, \u201cStoria della Sicilia antica\u201d, Edizioni Librarie Siciliane, s.d., pagg. 47 \u2013 48<\/p>\n<p>[2] N. Molino,&nbsp;\u201cLa rete FS a scartamento ridotto della Sicilia\u201d, Torino, Edizioni elledi, 1985<\/p>\n<p>[3] F. Santonocito, \u201cIl merci a vapore Castelvetrano \u2013 Sciacca\u201d, Rivista I Treni, n. 442, dic. 2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Un viaggio turistico in Sicilia, nel giugno 1980, mi condusse a visitare il tempio greco di Selinunte, oggi in provincia di Trapani. 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