{"id":8553,"date":"2022-09-13T09:16:52","date_gmt":"2022-09-13T07:16:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=8553"},"modified":"2022-09-13T09:16:52","modified_gmt":"2022-09-13T07:16:52","slug":"il-treno-nella-storia-il-museo-di-crocetta-dorero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-il-museo-di-crocetta-dorero\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Il museo di Crocetta d\u2019Orero"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>L\u2019anno scorso \u00e8 stato inaugurato un piccolo museo, nella fermata di Crocetta d\u2019Orero della ferrovia Genova \u2013 Casella (FGC). Il sito \u00e8 la prima realizzazione di un progetto pi\u00f9 ampio, il \u201cMuseo diffuso 24 km\u201d, a cui contribuiscono la Regione Liguria, il comune di Serra Ricc\u00f2 e un finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.<\/p>\n<p>La raccolta \u00e8 ospitata in parte nel fabbricato viaggiatori della fermata e in parte all\u2019aperto, nel piazzale attiguo al binario. Gli orari di apertura del fabbricato sono ridottissimi ma le ampie vetrate permettono di vedere, da fuori, l\u2019interno dello stesso, che ospita fotografie e documenti appesi alle pareti. All\u2019esterno si trovano invece il telaio di un carro, un sollevatore a mano, una sala montata, un pantografo e un motore di un\u2019elettromotrice \u201ctipo Spoleto\u201d, il carro merci F23 e un palo CNP per la sospensione del filo di contatto.<\/p>\n<p>Il sollevatore era usato per il rialzo della cassa dei rotabili in officina. Il motore, costruito dal TIBB nel 1926, \u00e8 del tipo ancora in uso sulle due elettromotrici superstiti che l\u2019amministrazione FGC acquis\u00ec dalla ferrovia Spoleto \u2013 Norcia dopo che questa venne chiusa. Ricordiamo che ai motori delle vecchie elettromotrici furono rifatti gli avvolgimenti, allorch\u00e9 sulla Genova \u2013 Casella vennero totalmente rinnovati gli impianti della trazione elettrica, col passaggio dalla tensione continua di 2400 V a quella di 3000 V [1]. Nell\u2019occasione, per la palificazione e le condutture furono impiegati materiali analoghi a quelli FS, con la sostituzione di tutti i vecchi componenti. Il palo in mostra a Crocetta \u00e8 l\u2019unico esemplare conservato degli impianti originali, risalenti all\u2019inaugurazione della linea nel 1929. Sostegni tipo CNP furono impiegati pure dalle FS in alcune elettrificazioni degli anni Trenta; qualcuno, ma la cosa \u00e8 incerta, potrebbe essere ancora in opera. Infine, il carro F23 proviene dalla cessata ferrovia Rimini \u2013 San Marino.<\/p>\n<p>Il museo conferma la vocazione turistica e l\u2019intraprendenza della nostra ferrovia. Non ci si pensa abbastanza, giacch\u00e9 \u00e8 consueto dare per scontato ci\u00f2 che \u00e8 a portata di mano, ma il solo fatto che essa sia tuttora aperta all\u2019esercizio ha del miracoloso. I danni causati dall\u2019alluvione del 2014 avrebbero potuto determinare la chiusura definitiva della ferrovia. Dopo una sospensione del servizio durata quasi tre anni, la riapertura fu il risultato di una volont\u00e0 e un impegno straordinari da parte di tutti i soggetti coinvolti [2]. Non va dimenticato che, a seguito di frane o alluvioni paragonabili a quella citata, varie linee ferroviarie di tutta Italia rimasero chiuse per decenni e alcune lo sono ancora oggi, in attesa di lavori di ripristino che non \u00e8 dato sapere se mai verranno iniziati.<\/p>\n<p>Altro punto critico, per la sopravvivenza del \u201ctrenino\u201d, \u00e8 la domanda di trasporto. Per quanto Genova sia una grande citt\u00e0, in grado di generare notevoli spostamenti di studenti, lavoratori e turisti, Casella \u00e8 pur sempre un paese di soli 3000 residenti e la ferrovia, con l\u2019eccezione del piccolo nucleo di Sant\u2019Olcese, attraversa unicamente territori con abitazioni sparse. Si aggiunga che i non molti abitanti di Casella che utilizzano il trasporto pubblico preferiscono, per raggiungere il capoluogo, i bus extraurbani, i quali, oltre ad avere tariffe pi\u00f9 economiche, percorrendo un tratto dell\u2019autostrada A7 sono pi\u00f9 veloci del treno.<\/p>\n<p>La sopravvivenza della Genova \u2013 Casella \u00e8 da ritenersi, come prima scrivevo, miracolosa, pensando soprattutto alle numerose ferrovie italiane che sono state chiuse, in quanto considerate a scarso traffico, pur contando su un bacino potenziale di utenza assai maggiore di quello della nostra linea. Testimonianza personale: sul treno che ho preso per raggiungere Crocetta e scattare la foto qui acclusa, io ero l\u2019unico viaggiatore.<\/p>\n<p>In alcuni giorni dell\u2019anno, di contro, la presenza di turisti ed escursionisti \u00e8 importante, e premia lo sforzo di promozione che l\u2019amministrazione profonde da tempo. La valorizzazione del \u201ctrenino\u201d in tale direzione ha ancora margini di crescita. Non dimentichiamo che, senza nulla togliere alla bella e verde valle Scrivia, in Italia sono state soppresse ferrovie che avrebbero avuto un potenziale turistico di gran lunga maggiore, come quella delle Dolomiti, la Calalzo \u2013 Cortina d\u2019Ampezzo \u2013 Dobbiaco, la ferrovia di Asiago, la stessa&nbsp; Rimini \u2013 San Marino.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, quando saliamo sul nostro \u201ctrenino\u201d rosso, volgiamo un pensiero alla tenacia di tutti coloro che hanno mantenuto in vita un piccolo pezzo di storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] M.Galaverna, A.Sasso, &#8220;La ferrovia Genova-Casella. Storia e prospettive&#8221;, Rivista La Tecnica Professionale n.11\/1996 ed. CIFI<\/p>\n<p>[2] A. Martinelli, \u201cIl treno torna a Casella\u201d, Rivista I Treni, n. 394, anno 2016, ed. ETR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna L\u2019anno scorso \u00e8 stato inaugurato un piccolo museo, nella fermata di Crocetta d\u2019Orero della ferrovia Genova \u2013 Casella (FGC). 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