{"id":8538,"date":"2022-08-27T19:43:48","date_gmt":"2022-08-27T17:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=8538"},"modified":"2022-08-27T19:44:01","modified_gmt":"2022-08-27T17:44:01","slug":"treni-merci-sotto-la-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/treni-merci-sotto-la-citta\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Treni merci sotto la citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I binari ferroviari nel porto di Genova raggiunsero la massima estensione nel periodo fra le due guerre mondiali. Successivamente, dal graduale spostamento del baricentro dei traffici verso il ponente della citt\u00e0 consegu\u00ec la decadenza, in termini di merci movimentate, della porzione pi\u00f9 antica del porto, quella compresa tra il Molo Vecchio e la Darsena. Poi, dagli anni Sessanta, la concentrazione dei traffici sui moli meglio attrezzati e la crescente concorrenza del trasporto stradale condussero all\u2019abbandono di gran parte dei raccordi portuali costruiti nell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Per effetto di questo processo, all\u2019indomani del crollo del ponte Morandi, il porto di Genova (a parte il terminal di Voltri \u2013 Pra\u2019) si ritrov\u00f2 senza alcun binario di collegamento verso la rete ferroviaria nazionale e, da allora, il recupero \u00e8 stato minimo, giacch\u00e9, in questo momento, \u00e8 operativo un solo semplice binario che unisce il Bacino di Sampierdarena alle ferrovie di valico (\u201clinea Sommergibile\u201d).<\/p>\n<p>Assai diversa era la situazione in passato, come testimonia pure la mia fotografia, che mostra il Bivio Santa Limbania nel 1978, quando tutti i binari che vi compaiono erano elettrificati e in esercizio, e che \u00e8 ripresa puntando verso il mare, con la via A. Cantore alle spalle.<\/p>\n<p>A sinistra, la galleria Santa Limbania, a binario unico, portava all\u2019omonimo impianto, dal quale i carri merci potevano proseguire verso il piccolo Scalo Dinegro, sotto via Adua, o verso la galleria San Tommaso e Genova Brignole. Oggi la galleria Santa Limbania \u00e8 abbandonata, disarmata, e il suo destino \u00e8 incerto; lo Scalo Dinegro non esiste pi\u00f9 e parte della sede di quell\u2019itinerario \u00e8 riutilizzata per Piazza Principe Sotterranea.<\/p>\n<p>Al centro, la linea si divideva poco oltre il fornice in due rami, entrambi a doppio binario: quello di sinistra attraverso la galleria Biagio Assereto raggiungeva il molo omonimo, che ora si trova inglobato nel Terminal Traghetti; quello di destra attraverso la galleria Molo Nuovo raggiungeva San Benigno. Lato monte, il doppio binario proveniva dallo scalo Campasso, dopo aver sottopassato con le gallerie Campasso e Sampierdarena le zone di via dei Landi e Villa Scassi.<\/p>\n<p>Tutto questo itinerario, realizzato nel 1906 \u2013 1907 [1], \u00e8 al momento privo di binari; dovrebbe essere ripristinato entro il 2024 e collegato col Terzo Valico, secondo un discusso piano che, nei mezzi d\u2019informazione (ma forse responsabili della confusione non sono soltanto questi), ha finito per presentare come la costruzione di una ferrovia nuova il semplice ritorno dei binari, sia pure con adeguamenti infrastrutturali anche importanti, dove ci sono stati per cento anni.<\/p>\n<p>Nella parte destra dell\u2019immagine, si riconosce la cabina dell\u2019apparato centrale del bivio, all\u2019epoca presenziato, per il comando dei deviatoi, di tipo idrodinamico: forse l\u2019ultimo banco a leve idrodinamico del nodo di Genova ancora funzionante al tempo della foto. L\u2019impianto, ubicato in una trincea sotto una rampa d\u2019ingresso alla strada Sopraelevata, aveva anche un accesso pedonale dalla adiacente via Carpaneto ed era pure un posto di blocco per la linea Campasso \u2013 San Benigno, attrezzata col blocco elettrico manuale.<\/p>\n<p>Ricordiamo una curiosit\u00e0 storica. Nell\u2019ambito dell\u2019ammodernamento tecnologico del nodo di Genova, si ritenne opportuno sostituire il banco a leve idrodinamico del Bivio Santa Limbania con un impianto tipo ACEI, anche se non era previsto in tempi brevi l\u2019esercizio del bivio in telecomando dal DCO di Rivarolo. Il nuovo apparato ebbe per\u00f2 un\u2019esistenza effimera. Pochi anni dopo, infatti, o per la riduzione del traffico merci o per la volont\u00e0 di semplificare gli impianti, il bivio fu soppresso e i due binari provenienti da Campasso furono resi indipendenti: quello di sinistra, riferendoci alla foto, rimase diretto a Santa Limbania, senza pi\u00f9 deviatoi, e quello di destra conserv\u00f2 la funzione di collegamento col Molo Nuovo, ridotto a binario unico e senza pi\u00f9 la diramazione per Biagio Assereto, peraltro inutilizzata da decenni.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] M. Galaverna, G. Murruni, \u201cI raccordi ferroviari nel porto di Genova\u201d, Rivista Ingegneria Ferroviaria, n. 10\/2004.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna &nbsp; I binari ferroviari nel porto di Genova raggiunsero la massima estensione nel periodo fra le due guerre mondiali. 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