{"id":8073,"date":"2021-08-10T21:39:56","date_gmt":"2021-08-10T19:39:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=8073"},"modified":"2021-08-10T21:39:56","modified_gmt":"2021-08-10T19:39:56","slug":"il-treno-nella-storia-stati-e-ferrovie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-stati-e-ferrovie\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Stati e ferrovie"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>La gestione statale delle ferrovie presenta in Italia una storia pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 stabile rispetto a quanto \u00e8 avvenuto in Francia, in Gran Bretagna e anche in Germania.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, nel 1885 le linee ferroviarie allora in funzione nel Regno d\u2019Italia furono in gran parte attribuite, in regime di concessione, a tre societ\u00e0 di carattere privatistico, la Rete Mediterranea (RM), la Rete Adriatica (RA) e la Rete Sicula (RS). Le difficolt\u00e0 finanziarie in cui, vent\u2019anni dopo, si trovavano le sopra dette societ\u00e0 spinsero il Governo italiano, durante il breve dicastero Fortis, ad assumere il controllo diretto dell\u2019esercizio ferroviario nel 1905. Questo \u00e8 considerato l\u2019anno di nascita delle nostre Ferrovie dello Stato, la cui natura giuridica \u00e8 mutata pi\u00f9 volte nel corso di un secolo, da Azienda Autonoma a Ente e poi Holding, mantenendo tuttavia una propria solida identit\u00e0. Una siffatta e lunga stabilit\u00e0 di gestione, che ha superato due guerre mondiali e la transizione fra Regno e Repubblica, non \u00e8 scontata n\u00e9 comune, se osserviamo la storia ferroviaria dei maggiori Paesi a noi vicini.<\/p>\n<p>In Germania la nazionalizzazione delle ferrovie si concret\u00f2 nel 1924 con la creazione della Deutsche Reichsbahn Gesellschaft (DRG), organismo che non ebbe lunga vita poich\u00e9, dopo la sconfitta bellica del 1945, il <em>Reich<\/em> fu diviso in due aree politicamente separate e di riflesso la rete ferroviaria fu ripartita fra due nuove aziende, DB per la Germania Ovest e DR per la Germania Est, riunitesi poi nel 1994, superati i decenni del muro di Berlino e della guerra fredda, nella attuale DBAG.<\/p>\n<p>In Francia, l\u2019ente ferroviario nazionale SNCF nacque soltanto nel 1938, dalla fusione di sei grandi compagnie che si spartivano, secondo un criterio geografico, la vasta rete d\u2019Oltralpe: la <em>Nord<\/em>, l\u2019<em>Est<\/em>, l\u2019<em>Ouest \u2013 \u00c9tat<\/em>, la <em>Paris \u2013 Lyon \u2013 M\u00e9diterran\u00e9e<\/em> (PLM), la <em>Paris \u2013 Orl\u00e9ans<\/em> (PO) e la <em>Midi<\/em>. Questee avevano, a Parigi, stazioni terminali separate, situazione che in parte condiziona ancora oggi la conformazione della rete francese e che certamente non doveva agevolare gli interscambi.<\/p>\n<p>Per la variet\u00e0 dei territori attraversati, minerari e industriali le regioni a est e a nord, pi\u00f9 agricole e turistiche quelle a ovest e a sud, anche i servizi svolti dalle grandi compagnie francesi erano fra loro differenti, cosa che influenz\u00f2 la progettazione dei mezzi e degli impianti. Differivano persino i colori dei treni e ogni compagnia svilupp\u00f2 un proprio stile, nella costruzione delle locomotive come in quella degli edifici. Cos\u00ec, ancora oggi \u00e8 possibile sentire gli appassionati d\u2019Oltralpe parlare di \u201cstazioni in stile PLM\u201d, cosa che non ha un corrispondente italiano.<\/p>\n<p>Infatti, da noi, la gestione delle Reti Mediterranea, Adriatica e Sicula \u00e8 stata troppo antica e breve per lasciare segni duraturi nel panorama ferroviario e la forte spinta all\u2019unificazione e all\u2019ammodernamento impressa dalle FS gi\u00e0 dagli Venti ha in gran parte cancellato le tracce precedenti. Le locomotive ex \u2013 RM o ex \u2013 RA ancora esistenti sono pochissime e nessuna funzionante: una superstite \u00e8 la E.430.001 del Museo Leonardo da Vinci di Milano, costruita nel 1901 come RA 341 e qui fotografata. Invece, in Francia, la memoria delle locomotive progettate dalle grandi societ\u00e0 storiche \u00e8 viva fra gli appassionati e fra i modellisti, e le locomotive risalenti a quell\u2019epoca circolano ancora con i treni speciali che fanno rivivere i fasti della &nbsp;<em>Paris \u2013 Orl\u00e9ans<\/em> e delle altre compagnie.<\/p>\n<p>Nel Regno Unito, la nascita di un organismo statale per l\u2019esercizio ferroviario fu ancora pi\u00f9 tardiva: soltanto nel 1948 si costituirono le British Railways (BR), attraverso la fusione di quattro grandi aziende private che in precedenza si spartivano la rete inglese. La spiccata tendenza al liberismo economico, tanto peculiare del mondo anglosassone, ha poi caratterizzato la storia della politica dei trasporti oltre Manica, con esiti assai particolari rispetto al continente. In ogni caso, anche sui binari inglesi, e in misura persino maggiore che in Francia, viaggiano treni speciali trainati dalle splendide vaporiere, dipinte nei pi\u00f9 vari colori, che fanno rivivere l\u2019epoca delle grandi societ\u00e0, spettacolo da noi impossibile per semplici ragioni anagrafiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RINGRAZIAMENTI<\/p>\n<p>Ringrazio Luca Capozzi, autore della fotografia qui inclusa, scattata in occasione di una gita scolastica al Museo Leonardo da Vinci di Milano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna La gestione statale delle ferrovie presenta in Italia una storia pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 stabile rispetto a quanto \u00e8 avvenuto in Francia, in Gran Bretagna e anche in Germania. 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