{"id":7798,"date":"2021-01-27T21:26:12","date_gmt":"2021-01-27T20:26:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=7798"},"modified":"2021-01-27T21:27:10","modified_gmt":"2021-01-27T20:27:10","slug":"il-treno-nella-storia-sigle-che-cambiano-col-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-sigle-che-cambiano-col-tempo\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Sigle che cambiano col tempo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><i>di Marco Galaverna<\/i><\/p>\n<p class=\"p1\">I mezzi di trazione FS hanno una matricola identificativa, ovvero un <strong>numero di targa<\/strong>, che, da pi\u00f9 d\u2019un secolo, presenta una parte numerica e, con l\u2019eccezione delle locomotive a vapore e degli automotori da manovra, una parte letterale.<\/p>\n<p class=\"p1\">Quest\u2019ultima indica il tipo del mezzo di trazione: ad esempio, la sigla \u201cE.\u201d indica una locomotiva elettrica, la sigla \u201cD.\u201d una locomotiva Diesel e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nella maggior parte dei casi, un mezzo di trazione conserva la propria numerazione per tutta la sua carriera. Qualche cambio di numerazione tuttavia \u00e8 sempre avvenuto, per interi Gruppi, in un passato ormai lontano, o per singole unit\u00e0, per lo pi\u00f9 in seguito a modifiche tecniche. Nei primi anni Duemila, ricordiamo che alcune locomotive E.656 furono riclassificate E.655 dopo una modifica al rapporto di trasmissione, che, riducendone la velocit\u00e0 da 150 a 120 km\/h, le aveva rese specializzate per il trasporto merci. Analogamente, intorno al 1987, alcune \u201cTartarughe\u201d E.444, in seguito a un \u201callungamento\u201d del rapporto di trasmissione, pensato per i treni pi\u00f9 veloci, erano diventate E.447.<\/p>\n<p class=\"p1\">Non in tutte le aziende ferroviarie la matricola dei mezzi di trazione contiene una parte letterale. Essa, ad esempio, nelle ferrovie tedesche (DB) \u00e8 stata cancellata da decenni e sostituita dalla prima cifra del numero di Gruppo: \u201c1\u201d per le locomotive elettriche, come nel famoso Gruppo 120 (prime locomotive europee di serie a <i>inverter<\/i> elettronico), \u201c2\u201d per le locomotive Diesel, come nel Gruppo 216, e cos\u00ec via. Lo stesso principio \u00e8 stato seguito poi dalle ferrovie francesi (SNCF) nonch\u00e9 dalla <i>marcatura numerica uniforme<\/i>, numero a 12 cifre introdotto a livello europeo dopo il 2009. Essa \u00e8 riportata pure dai mezzi di trazione FS, i quali hanno per\u00f2 conservato anche la marcatura tradizionale, ancora indicata nelle targhe.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le sigle letterali hanno riflesso<strong> l\u2019evoluzione tecnica dei mezzi di trazione<\/strong>. Le sigle ALb e ALv, che portavano rispettivamente le automotrici a benzina (o a metano) e quelle a vapore, sono scomparse da tre quarti di secolo, seguendo il tramonto degli stessi mezzi a cui esse erano applicate.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le sigle ALn e ALe, per automotrici a nafta ed elettriche, hanno avuto nel Novecento una grandissima diffusione ma ora sono in declino e, mezzi storici a parte, potrebbero ridursi al lumicino in un futuro non lontano. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che da decenni le FS non hanno pi\u00f9 ordinato automotrici singole, adatte cio\u00e8 a combinarsi variamente per formare convogli pi\u00f9 o meno lunghi ma anche a viaggiare da sole, bens\u00ec treni a pi\u00f9 casse, a composizione bloccata, seguendo peraltro la tendenza dei produttori europei.<\/p>\n<p class=\"p1\">Questi vengono immatricolati con la sigla ATR se a trazione Diesel, come i treni <i>Swing<\/i>, o ETR se a trazione elettrica, come i <i>Jazz<\/i>, i <i>Pop<\/i> e i <i>Rock<\/i>. Con l\u2019accantonamento dei mezzi pi\u00f9 anziani, sui binari italiani vediamo quindi sempre meno ALn e ALe, e sempre pi\u00f9 ATR ed ETR. I treni <i>Minuetto<\/i> costituiscono una curiosa anomalia in quanto, pur essendo a composizione bloccata, sono immatricolati ALn\/ALe anzich\u00e9 ATR\/ETR come dovrebbero, forse per un\u2019incertezza delle stesse FS riguardo a treni che, al loro apparire, per il trasporto regionale erano piuttosto innovativi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Se, nel secolo scorso, la sigla ETR si poteva interpretare come \u201cElettrotreno Rapido\u201d, perch\u00e9 in effetti era esclusiva dei veloci treni di lusso, oggi va interpretata diversamente, vista la sua diffusione nel trasporto regionale. In quanto alla sigla ATR, essa risale ai treni Diesel a composizione bloccata di tre casse del 1940, gli ATR.100 costruiti dalla FIAT, e in origine significava \u201cAutotreno\u201d, denominazione coniata allora per un tipo di rotabile che sulle ferrovie italiane non aveva precedenti e di cui non si ebbero, per molto tempo, realizzazioni consimili [1].<\/p>\n<p class=\"p1\">La foto ritrae una coppia di ALn 990 ad Alessandria nel 1975, epoca in cui la fitta rete piemontese di linee non elettrificate era giornalmente percorsa da una grande quantit\u00e0 di automotrici, ben pi\u00f9 numerose di oggi. Bench\u00e9 al centro di quella rete, il Deposito Locomotive di Alessandria non possedeva automotrici Diesel, le quali vi arrivavano invece dai Depositi di Cuneo, Asti, Pavia e Novara. <strong>Un mondo scomparso<\/strong>: molte di quelle linee sono ormai chiuse e quasi tutti quei Depositi non esistono pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"p3\">[1] N. Molino, S. Pautasso, \u201c<i>Le automotrici della prima generazione<\/i>\u201d, Elledi, 1983.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna I mezzi di trazione FS hanno una matricola identificativa, ovvero un numero di targa, che, da pi\u00f9 d\u2019un secolo, presenta una parte numerica e, con l\u2019eccezione delle locomotive a vapore e degli automotori da manovra, una parte letterale. 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