{"id":7018,"date":"2019-11-19T09:40:39","date_gmt":"2019-11-19T08:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=7018"},"modified":"2019-11-19T09:41:05","modified_gmt":"2019-11-19T08:41:05","slug":"il-treno-nella-storia-una-gita-a-superga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-una-gita-a-superga\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Una gita a Superga"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Nella fotografia che scattai a fine anni Settanta in occasione di una gita a Torino, si vede<br \/>\nun\u2019elettromotrice appena partita dal capolinea di Sassi, diretta alla basilica di Superga, che appare sullo sfondo. La tranvia a cremagliera Sassi \u2013 Superga <strong>\u00e8 il pi\u00f9 antico sistema di trasporto italiano ancora funzionante<\/strong> con una terza rotaia elettrificata.<\/p>\n<p>La terza rotaia \u00e8 un conduttore di acciaio di grande sezione, fissato lateralmente al binario, dal quale tramite un contatto strisciante, detto pattino, i treni possono captare la corrente necessaria alla trazione.<\/p>\n<p>Un piccolo circuito ferroviario alimentato con una terza rotaia fu presentato gi\u00e0 all\u2019<strong>esposizione di Berlino del 1879<\/strong> e questo sistema, nel periodo pionieristico della trazione elettrica, fu considerato un\u2019interessante alternativa alla linea aerea di contatto.<\/p>\n<p>Nel campo delle ferrovie convenzionali, l\u2019impiego della terza rotaia in Italia ha avuto un decorso<br \/>\nstorico simile a quello di altri Paesi occidentali: alle sperimentazioni iniziali \u00e8 seguito un piccolo<br \/>\nnumero di applicazioni di pi\u00f9 lunga durata, terminate con l\u2019abbandono quasi totale del sistema in<br \/>\nfavore della<strong> linea aerea<\/strong>.<\/p>\n<p>La prima elettrificazione ferroviaria italiana con la terza rotaia riguard\u00f2 la linea<strong> Milano \u2013 Varese, nel 1901<\/strong>, estesa l\u2019anno dopo alla Varese \u2013 Porto Ceresio; nel 1899, con analogo sistema in Francia era stata attrezzata la linea Parigi \u2013 Orl\u00e9ans. Sempre con la terza rotaia le FS elettrificarono nel 1925 la tratta Napoli P. Garibaldi \u2013 Pozzuoli, cui s\u2019aggiunse la sezione Pozzuoli \u2013 Villa Literno nel \u201927. Mentre sulle \u201clinee varesine\u201d la terza rotaia rimase in opera fino al 1951, essa fu eliminata dalla Napoli \u2013 Villa Literno gi\u00e0 nel 1935, in occasione dell\u2019elettrificazione con filo aereo a 3000 V dell\u2019intera Roma \u2013 Napoli [1].<\/p>\n<p>Invece, il settore in cui la situazione italiana appare anomala rispetto al resto del mondo \u00e8 quello<br \/>\ndelle <strong>metropolitane<\/strong>. In tutti i continenti, le metropolitane, tradizionali o a guida automatica, sono elettrificate con la terza rotaia; di contro, da noi prevale l\u2019uso del filo aereo, come nelle linee A e B di Roma, nelle linee 2 e 3 di Milano e come a Napoli.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi della terza rotaia rispetto al filo aereo<\/strong> sono importanti. Le gallerie possono essere scavate con un\u2019altezza inferiore, cosa che soprattutto nelle metropolitane si traduce in un risparmio nei costi di costruzione; <strong>la posa e la manutenzione sono pi\u00f9 semplici<\/strong> e non richiedono mezzi d\u2019opera, data la ridotta altezza dal suolo, e la robustezza del conduttore ne consente una lunga vita tecnica.<\/p>\n<p>Si hanno per\u00f2 anche <strong>inconvenienti<\/strong> non trascurabili. Di solito, la terza rotaia \u00e8 fissata accanto il binario da un solo lato ma, in corrispondenza degli scambi, onde evitare interruzioni nell\u2019alimentazione dei treni, per brevi tratti la si deve posare su entrambi i lati. Accumuli di neve o il ghiaccio possono rendere <strong>incerta la captazione di corrente<\/strong>. Nei passaggi a livello la terza rotaia deve essere interrotta, come pure negli attraversamenti pedonali delle stazioni, problemi che non riguardano le metropolitane. Sussiste poi una limitazione puramente elettrica: in corrente alternata, le perdite e le cadute di tensione nella terza rotaia, che \u00e8 d\u2019acciaio, ridurrebbero l\u2019efficienza del sistema e non \u00e8 un caso che, nel mondo, tutte le elettrificazioni ferroviarie con terza rotaia siano avvenute in corrente continua.<\/p>\n<p>Infine, c\u2019\u00e8 la questione della potenziale pericolosit\u00e0. L\u2019idea di un conduttore nudo, in tensione a 600 \u2013 700 V, posto a pochi centimetri da terra genera timori per l\u2019incolumit\u00e0 delle persone che si trovino vicino ai binari o che li debbano attraversare. I timori sono in parte <strong>infondati<\/strong>: superiormente, la terza rotaia pu\u00f2 essere ricoperta da un involucro isolante; in mezzo secolo d\u2019esercizio della Linea 1 di Milano si \u00e8 avuto un solo caso di folgorazione mortale.<\/p>\n<p>Cautelativamente, nelle stazioni terminali della tranvia Sassi \u2013 Superga la terza rotaia \u00e8 sostituita da brevi tratti di filo aereo [2]; tale soluzione pu\u00f2 essere adottata pure nei depositi e nelle officine. In ogni caso, la sensibilit\u00e0 verso la sicurezza \u00e8 giustamente cresciuta nel tempo. Oggi stupisce leggere, nel pregevole trattato del Corini, \u00abQuando la tensione di alimentazione della terza rotaia non \u00e8 molto elevata, la piccola manutenzione alla conduttura pu\u00f2 essere<strong> eseguita sotto tensione<\/strong>, essendo sufficiente che il personale si isoli dal suolo con una tavola di legno asciutta (fig. 90)\u00bb; e, nella fig. 90 del libro, una inquietante fotografia in bianco e nero, si vede appunto un operaio che maneggia la rotaia elettrificata, probabilmente sotto tensione, nell&#8217;interbinario della Milano.<\/p>\n<p>&#8211;<\/p>\n<p>Varese, coi piedi sopra una tavola [3].<br \/>\n[1] G. Cornol\u00f2, \u201cLocomotive elettriche FS\u201d, Ermanno Albertelli Editore, 1994.<br \/>\n[2] S. Garzaro, &amp;quot;Storia e curiosit\u00e0: la tranvia di Superga&amp;quot;, Rivista I Treni n. 6, ETR, 1981.<br \/>\n[3] F. Corini, \u201cCostruzione ed esercizio delle ferrovie\u201d, UTET, 1930.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Nella fotografia che scattai a fine anni Settanta in occasione di una gita a Torino, si vede un\u2019elettromotrice appena partita dal capolinea di Sassi, diretta alla basilica di Superga, che appare sullo sfondo. 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