{"id":6696,"date":"2019-07-22T16:13:14","date_gmt":"2019-07-22T14:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=6696"},"modified":"2019-07-22T16:13:14","modified_gmt":"2019-07-22T14:13:14","slug":"il-treno-nella-storia-la-prima-littorina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-la-prima-littorina\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; La prima Littorina"},"content":{"rendered":"<p><em>&nbsp;di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il termine \u201cautomotrice\u201d non \u00e8 mai divenuto familiare ai viaggiatori italiani mentre ha avuto grande popolarit\u00e0, quanto meno fino alle soglie del Duemila, la parola \u201c<strong>Littorina<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Questa popolarit\u00e0 \u00e8 dimostrata da almeno due considerazioni. In primo luogo, l\u2019immagine di confort e velocit\u00e0 che la parola evocava ha avuto tanto successo da venire applicata, nei decenni scorsi, anche a tipi di veicoli ben diversi da quelle automotrici ferroviarie a benzina per le quali il vocabolo a suo tempo fu coniato: lo si sentiva pronunciare anche per i treni di elettromotrici, come le ALe 840. Inoltre, a Genova, erano chiamate \u201cLittorine\u201d le vetture tranviarie a carrelli della serie 900, forse per il bel profilo filante.<\/p>\n<p>In secondo luogo, osservazione di carattere linguistico e non politico, la \u201cLittorina\u201d ha superato indenne la censura generalizzata che, dopo il 1945, colp\u00ec i simboli e la terminologia creata in un <strong>ventennio dalla retorica fascista<\/strong>, e sopravvisse nell\u2019uso per oltre mezzo secolo.<\/p>\n<p>Ma in quale contesto nacque la parola? Occorre risalire al 1932, allorch\u00e9 <strong>fu fondata nell\u2019Agro Pontino<\/strong> la citt\u00e0 di Littoria, il cui nome si rifaceva al <strong><em>fascio littorio<\/em><\/strong>, insegna d\u2019origine etrusca e simbolo dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato nell\u2019antica Roma [1], alla quale s\u2019ispirava per alcuni aspetti il nazionalismo dell\u2019epoca. La citt\u00e0 fu ribattezzata Latina nel 1946.<\/p>\n<p>L\u2019Agro Pontino era attraversato dalla ferrovia <strong>\u201cDirettissima\u201d Roma \u2013 Napoli<\/strong>, in quel tratto aperta gi\u00e0 dal 1922 e ultimata nel \u201927. Lungo questa ferrovia, nel punto pi\u00f9 vicino alla nuova citt\u00e0, comunque distante 9 km, fu edificata una stazione che assunse la denominazione di Littoria. Nell\u2019autunno del \u201932 la nuova stazione fu inaugurata da Mussolini, che vi giunse a bordo di un\u2019automotrice a benzina della serie ALb 48.101 \u2013 103, appena costruita dalla FIAT. Queste non erano in assoluto le prime automotrici termiche delle FS, perch\u00e9 qualche altro prototipo aveva circolato fin dal 1924 [2], ma dalle precedenti esse differivano per la nuova concezione. Si trattava di mezzi molto leggeri e dalle piccole dimensioni, pi\u00f9 veloci (110 km\/h), privi di respingenti, di ganci e di ritirata, destinati quindi a viaggiare isolati come degli \u201cautobus su rotaia\u201d.<\/p>\n<p>Furono proprio queste tre automotrici a essere battezzate \u201cLittorine\u201d, con evidente richiamo alla nuova citt\u00e0, in un articolo di giornale dedicato all\u2019inaugurazione. Ai prototipi fece seguito, nel 1933, la costruzione di dodici unit\u00e0 di serie (ALb 48.104 &#8211; 115), con la cassa allungata di 1.800 mm per l\u2019installazione della ritirata. La fortunata denominazione di \u201cLittorina\u201d fu estesa a queste e a tutti gli ulteriori modelli di automotrici termiche sviluppati negli anni Trenta, soprattutto da FIAT e Breda.<\/p>\n<p><strong>Vediamo ora la sorte di questi pionieristici veicoli<\/strong>. I tre prototipi ALb 48.101 \u2013 103, dalle caratteristiche insolite rispetto ai mezzi tradizionali, dovettero presto risultare poco adatti all\u2019esercizio ferroviario, come le automotrici sperimentali che li avevano preceduti (ad esempio, le ALb 25), e non ebbero vita lunga. Nessuno dei tre prototipi \u00e8 sopravvissuto; possiamo affermare con certezza che quella che storicamente fu la prima \u201cLittorina\u201d oggi non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per\u00f2 le unit\u00e0 di serie (ALb 48.104 &#8211; 115) ebbero <strong>vita pi\u00f9 lunga<\/strong>. Le sette ancora esistenti nel 1954 furono demotorizzate, convertite in rimorchi e riclassificate Ln 55. Di queste, quattro unit\u00e0 (Ln 55.102 \u2013 105) erano ancora immatricolate nel parco FS nel 1979, suddivise fra i Depositi di Pisa e Treviso [3]; io potei rintracciarne e fotografarne una nel 1983, accantonata in cattivo stato a Treviso Porta Santi Quaranta, scalo periferico ormai dismesso: la si vede nell\u2019immagine.<\/p>\n<p><strong>La storia non \u00e8 ancora finita<\/strong> perch\u00e9 una di quelle rimorchiate, la Ln 55.104, costruita nel 1933 come automotrice ALb 48.105, ricevette un restauro estetico per esser esposta al Museo di Pietrarsa, dove oggi \u00e8 conservata nel Padiglione B-C, ed essa rappresenta quanto rimane di pi\u00f9 simile a quella che fu la prima \u201cLittorina\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] T. De Mauro, \u201cGrande dizionario italiano dell\u2019uso\u201d, UTET, 2004.<\/p>\n<p>[2] M. Cruciani, \u201cIl tempo delle Littorine\u201d, ETR, 1987.<\/p>\n<p>[3] F. Cherubini, &#8220;Materiale Motore F.S. Italia&#8221;, Stenvalls, 1979<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;di Marco Galaverna &nbsp; Il termine \u201cautomotrice\u201d non \u00e8 mai divenuto familiare ai viaggiatori italiani mentre ha avuto grande popolarit\u00e0, quanto meno fino alle soglie del Duemila, la parola \u201cLittorina\u201d. Questa popolarit\u00e0 \u00e8 dimostrata da almeno due considerazioni. 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