{"id":6515,"date":"2019-04-29T09:08:20","date_gmt":"2019-04-29T07:08:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=6515"},"modified":"2019-04-29T09:08:20","modified_gmt":"2019-04-29T07:08:20","slug":"il-treno-nella-storia-sfumature-di-grigio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-sfumature-di-grigio\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Sfumature di grigio"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>In un editoriale di quarant\u2019anni fa, pubblicato sulla scomparsa rivista Italmodel Ferrovie, una delle pi\u00f9 illustri firme italiane fra chi allora scriveva di treni, l\u2019ing. Mascherpa, rimarcava quanto fosse deprimente l\u2019<strong>uniforme livrea \u201cgrigio ardesia\u201d delle carrozze FS<\/strong>, se confrontata con i vivaci colori delle elettromotrici ALe 803 (giallo sabbia \u2013 rosso bordeaux).<\/p>\n<p>In quegli anni, uscivano di fabbrica le sgargianti ALe 801 con la loro inedita coloritura giallo \u2013 arancio mentre le coetanee carrozze a piano ribassato e quelle di tipo X, anch\u2019esse di nuova costruzione, continuavano a vestire di grigio [1].<\/p>\n<p>Eppure, nel tempo, non \u00e8 mancata da parte delle FS una certa attenzione al colore dei treni passeggeri. Nel dopoguerra, quando le principali amministrazioni ferroviarie europee dipingevano le proprie carrozze in un monotono verde, i treni italiani si distinguevano per una<strong> livrea a due colori<\/strong>, castano e isabella, unica nel panorama internazionale. Da quella deriv\u00f2, nel 1961, una livrea pi\u00f9 semplice ma non meno originale, in tinta unita castano estesa ai carrelli, con l\u2019imperiale in alluminio. Le prime carrozze unificate, tipo Y, costruite invero in non molti esemplari nel 1963, furono immesse in servizio dipinte in castano.<\/p>\n<p>Le celebri e numerosissime carrozze tipo X, che delle tipo Y rappresentarono l\u2019immediata evoluzione, furono le prime a uscire di fabbrica con la nuova coloritura in <strong>grigio ardesia<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019ordinazione del primo lotto di carrozze X risale al 1964; pi\u00f9 o meno dello stesso tempo fu la decisione presa dalle FS di verniciare le carrozze viaggiatori in grigio anzich\u00e9 in castano. Le carrozze X, immesse in servizio a partire dal 1966, circolarono da subito con la livrea grigia, la cui applicazione ai veicoli meno recenti, di contro, risult\u00f2 necessariamente graduale [2].<\/p>\n<p>Anche per questa ragione, tutto sommato, il periodo storico in cui i treni viaggiatori italiani si mostrarono al pubblico in quella tinta unita grigia che l\u2019ing. Mascherpa ricordava con disappunto fu relativamente breve, meno di un ventennio a cavallo degli anni Settanta. Infatti, ricordo con certezza di aver visto viaggiare \u201ccentoporte\u201d ancora <strong>in tinta castano<\/strong> verso il 1974 \u2013 \u201975 mentre gi\u00e0 nel 1980, con le carrozze a due piani di derivazione francese e le \u201cmedie distanze\u201d con vestiboli paracentrali (MDVC), si inaugurava la livrea beige con fasce arancio e viola, scelta come caratteristica del trasporto regionale, alla quale vennero adeguate pure le carrozze a piano ribassato. Negli stessi anni, nei servizi di categoria superiore la monotonia del grigio era interrotta dall\u2019elegante <strong>rosso \u2013 crema<\/strong> dei TEE, dalla fascia beige con filetti rossi dei \u201ctreni bandiera\u201d e dal vistoso arancione \u201cEurofima\u201d del primo lotto di carrozze Z.<\/p>\n<p>Il grigio puro, essendo una miscela di nero e bianco, non compare neppure in alcune classificazioni dei colori basate sulle lunghezze d\u2019onda della luce emessa o riflessa, e in effetti esso non \u00e8 presente nell\u2019arcobaleno. Tuttavia, si pu\u00f2 ottenere anche con opportune combinazioni dei colori fondamentali e per questo fatto, nei linguaggi informatici, possiede un proprio codice numerico come ogni altra tinta. Se si debba considerare il grigio un vero e proprio colore oppure no dipende quindi dai punti di vista, fermo restando che si possono avere variet\u00e0 di grigio con componenti prevalenti di blu, di verde e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Dopo essere scomparso, nella versione \u201cardesia\u201d (denominazione di una sfumatura peraltro usata anche fuori dell\u2019ambito ferroviario), dai treni italiani, sia per la radiazione di un gran numero di carrozze costruite prima degli anni Ottanta sia per il passaggio delle poche superstiti ad altre coloriture, <strong>il grigio \u00e8 riapparso sui nuovi treni del trasporto regionale<\/strong>, in forma di pellicolatura con una nuova tonalit\u00e0, detta antracite opaco. Nelle carrozze ricolorate, come le \u201cmedie distanze\u201d, l\u2019antracite \u00e8 limitato alla fascia dei finestrini. Ma nei treni Jazz, come si vede nella foto, la porzione occupata dall\u2019antracite \u00e8 considerevole e, con la prossima costruzione dei treni Pop e Rock, vedremo un gran ritorno del grigio sui binari italiani.<\/p>\n<p>[1] E. Mascherpa, \u201cIl colore dei nostri treni\u201d, Rivista Italmodel Ferrovie, n. 211, 1978<br \/>\n[2] F. Cherubini, \u201cCarrozze FS 1983\u201d, ed. Elledi, Torino, 1983.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna In un editoriale di quarant\u2019anni fa, pubblicato sulla scomparsa rivista Italmodel Ferrovie, una delle pi\u00f9 illustri firme italiane fra chi allora scriveva di treni, l\u2019ing. Mascherpa, rimarcava quanto fosse deprimente l\u2019uniforme livrea \u201cgrigio ardesia\u201d delle carrozze FS, se confrontata con i vivaci colori delle elettromotrici ALe 803 (giallo sabbia \u2013 rosso bordeaux). 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