{"id":5279,"date":"2018-05-31T16:34:07","date_gmt":"2018-05-31T14:34:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=5279"},"modified":"2018-05-31T17:14:37","modified_gmt":"2018-05-31T15:14:37","slug":"treno-nella-storia-genova-casella-nuova-vita-la2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/treno-nella-storia-genova-casella-nuova-vita-la2\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Genova-Casella: nuova vita per l&#8217;A2"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Luned\u00ec 21 maggio scorso, nella stazione di Piazza Manin, capolinea della ferrovia a scartamento metrico Genova \u2013 Casella, si \u00e8 svolta la <strong>presentazione dell\u2019elettromotrice A2<\/strong> che, recentemente restaurata, \u00e8 ora pronta a rientrare in servizio dopo una lunga assenza.<\/p>\n<p>La A2 fa parte di una piccola serie di tre elettromotrici, costruite nel 1929 da Carminati &amp; Toselli (parte meccanica) e TIBB (parte elettrica) per la <strong>ferrovia Ora \u2013 Predazzo<\/strong>, sovente indicata con la sigla FEVF (Ferrovia Elettrica Val di Fiemme).<\/p>\n<p>Questa linea di 50 km fu aperta, con trazione a vapore e scartamento di 760 mm, dagli Austriaci al principio del 1918 e pass\u00f2 all\u2019Italia con la fine della Prima Guerra Mondiale, per effetto dell\u2019annessione del Trentino al nostro Paese. Nel 1919 la gestione fu assunta dalle FS, che la mantenne fino al 1927 per poi cederla a una societ\u00e0 appositamente costituita, la gi\u00e0 citata FEVF. Nella circostanza, lo scartamento fu portato al valore di 1000 mm e fu realizzata l\u2019elettrificazione in corrente continua. Per l\u2019esercizio a trazione elettrica furono costruite nel 1929 tre elettromotrici, numerate A1, A2 e A3, e le due locomotive B51 e B52 [1].<\/p>\n<p>La Val di Fiemme e il comprensorio del Cavalese avevano e hanno una forte vocazione turistica; da Predazzo si diramano le strade per localit\u00e0 ben note agli amanti dello sci e della montagna come Moena e S. Martino di Castrozza. La FEVF avrebbe quindi potuto <strong>soddisfare un\u2019interessante domanda di trasporto legata al turismo<\/strong>, come altre ferrovie alpine. Pur tuttavia, nel 1963 questa linea ferroviaria fu chiusa e in breve tempo smantellata, nel quadro di una politica dei trasporti che oggi pare difficile giustificare e che, all\u2019epoca, fece altre vittime illustri, come la famosa Ferrovia delle Dolomiti.<\/p>\n<p>Nello stesso 1963, le tre elettromotrici e le due locomotive vennero cedute dalla FEVF alla Genova \u2013 Casella, unitamente alle sei carrozze viaggiatori C101 \u2013 C106, otto carri merci e i trasformatori delle sottostazioni [2]. Curiosamente questi rotabili mantennero, con la nuova propriet\u00e0, <strong>la vecchia numerazione<\/strong>.<\/p>\n<p>La A1, dopo molti anni di servizio con varie livree, fu ristrutturata nel 2011 e oggi si presenta con finiture moderne e la cassa ridipinta nei due colori azzurro e crema; le vistose cornici dei finestrini la allontanano dall\u2019aspetto originario ma <strong>il mezzo \u00e8 adatto all\u2019impiego quotidiano<\/strong>. La A3 fu demolita negli anni Duemila ma ne furono preservati i carrelli. La A2 era stata accantonata alla fine degli anni Novanta; qualche anno fa venne conferita per le riparazioni alla ditta De Luca spa di Cancello ed Arnone (Caserta) per poi rientrare a Casella alla fine del 2017 [3].<\/p>\n<p>Il restauro della A2 si \u00e8 svolto seguendo un duplice obiettivo: la finalit\u00e0 di <strong>restituire all\u2019esercizio un mezzo funzionante e affidabile<\/strong> si \u00e8 congiunta alla volont\u00e0 di ripristinare l\u2019aspetto, interno ed esterno, che l\u2019elettromotrice aveva all\u2019epoca del trasferimento <strong>dal Trentino alla Liguria<\/strong>. Quindi si \u00e8 recuperata l\u2019originale forma dei finestrini, si \u00e8 ricostituito il vano bagagli e sono stati rimontati sedili in legno nell\u2019ambiente di II classe e sedili ricoperti di velluto in quello di I classe. La cassa \u00e8 stata <strong>ridipinta<\/strong> in modo da replicare la coloritura del 1963.<\/p>\n<p>L\u2019equipaggiamento elettrico \u00e8 rimasto quello d\u2019origine, caratterizzato da quattro motori in c.c. eccitati in serie, per una potenza complessiva di 350 kW, con regolazione all\u2019avviamento di tipo reostatico. <strong>La A2 arricchisce pertanto il parco storico e la valenza turistica della Genova \u2013 Casella<\/strong>, ma verr\u00e0 pure inserita nei turni delle corse ordinarie, proprio come accade in alcune ferrovie estere nelle quali la circolazione del materiale d\u2019epoca non \u00e8 sporadica ed eccezionale bens\u00ec regolarmente prevista nell\u2019orario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] F. Sozzi, \u201cIl treno a Cavalese\u201d, Rivista I Treni, n. 390, marzo 2016.<\/p>\n<p>[2] C. Bozzano, R. Pastore, C. Serra, \u201cStoria illustrata della Genova \u2013 Casella\u201d, il Geko edizioni, 2016.<\/p>\n<p>[3] \u201cAttualit\u00e0 d\u2019epoca\u201d, Rivista I Treni, n. 411, febbraio 2018, pag. 10.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RINGRAZIAMENTI<\/p>\n<p>Ringrazio Angelo Malaspina per la sua fotografia, ripresa il 21 maggio, qui inclusa a corredo del testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Luned\u00ec 21 maggio scorso, nella stazione di Piazza Manin, capolinea della ferrovia a scartamento metrico Genova \u2013 Casella, si \u00e8 svolta la presentazione dell\u2019elettromotrice A2 che, recentemente restaurata, \u00e8 ora pronta a rientrare in servizio dopo una lunga assenza. 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