{"id":5202,"date":"2018-04-28T20:39:33","date_gmt":"2018-04-28T18:39:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=5202"},"modified":"2018-04-28T20:40:11","modified_gmt":"2018-04-28T18:40:11","slug":"un-treno-carico-libri-cose-nomi-stazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/un-treno-carico-libri-cose-nomi-stazioni\/","title":{"rendered":"Un treno carico di&#8230; libri &#8211; Cose, nomi e stazioni"},"content":{"rendered":"<p><em>di Simone Farello<\/em><\/p>\n<p>Paolo Nori \u00e8 uno di Parma che scrive dei libri. Lui si descriverebbe cos\u00ec, e basta. Del resto i suoi romanzi (ma anche i suoi reportage, come \u2018Baltica 9\u2019, scritto insieme a Daniele Benati; o i suoi saggi, tipo \u2018Pubblici discorsi\u2019) rappresentano una sorta di minimalismo linguistico che rendono giustizia al vero fulcro della scrittura di Nori: <strong>la lingua parlata<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Il mimimalismo<\/strong><\/h3>\n<p>Il minimalismo \u00e8 una corrente letteraria e stilistica americana, che ha come obiettivo quello di raccontare la vita delle persone comuni e la loro normalit\u00e0, riducendo, appunto al minimo, gli sperimentalismi tecnici e tematici del postmoderno. Celebri autori che si possono ricondurre al minimalismo sono Philip Roth, Jhon Updike e Richard Ford: tutti molto famosi, pluripremiati e spesso associati al Nobel per la Letteratura, anche se nessuno di loro l\u2019ha mai vinto. Spesso i loro romanzi sono davvero belli e intensi ma, prendiamo ad esempio \u2018Il Giorno dell\u2019Indipendenza\u2019 di Richard Ford, fanno pensare i personaggi in un modo del tutto inverosimile. Nessuno pensa in modo cos\u00ec articolato, dettagliato sintatticamente corretto ed evoluto:<strong> le persone pensano come parlano. E a volte stanno zitte.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Paolo Nori<\/strong><\/h3>\n<p>I personaggi di Paolo Nori, e lo stesso Nori quando scrive in prima persona come in molti dei suoi libri compresi gli ultimi, <strong>parlano la lingua che usiamo davvero quando pensiamo<\/strong>. A questa lingua che non \u00e8 n\u00e9 un dialetto n\u00e9 un argot, ma il dettato del discorso indiretto libero che frulla nelle nostre teste, Nori ancora i protagonisti assurdi di \u2018Pancetta\u2019 o quelli di uno dei migliori romanzi storici del e sul nostro dopoguerra, \u2018 Noi la farem vendetta\u2019 o, appunto, s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Nei recenti \u2018Il manuale pratico di giornalismo disinformato\u2019 e \u2018Le parole senza le cose\u2019 Nori racconta il mondo con gli occhi stralunati ma acutissimi di uno che ci capisce poco, di quello che sta succedendo: <strong>tutto cambia molto velocemente<\/strong> e quello su cui facevamo affidamento, ad esempio gli oggetti, vengono sostituiti da qualcosa di pi\u00f9 innovativo o avanzato <strong>lasciando a noi il compito di dare un senso al tempo che scorre<\/strong>. La solidit\u00e0 degli oggetti \u00e8 stato uno dei miti concreti di una certa societ\u00e0 dei consumi, dove le cose erano, come nella poesia di Jorge Luis Borges, \u201ctaciti schiavi \/ senza sguardo, stranamente segrete! \/ Dureranno pi\u00fa in l\u00e0 del nostro oblio; \/ non sapran mai che ce ne siamo andati\u201d. Oggi la tecnologia, a partire ad esempio dai telefoni, ci scorre nelle mani come sabbia e il nostro vocabolario quotidiano \u00e8 pieno di nomi che non si associano pi\u00f9 a nulla di concreto: una forma acuta di precariet\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>I nomi delle stazioni: Forlimpopoli<\/strong><\/h3>\n<p>Restano pochi appigli, e tra questi Nori, con la sua normalissima lucidit\u00e0, ci indica i nomi delle stazioni ferroviarie: Forlimpopoli, ad esempio. Nomi che non cambiano, come probabilmente non sono cambiati pi\u00f9 di troppo i luoghi che annunciano e anche se cos\u00ec fosse possiamo, quando siamo sul treno, far finta che siano sempre le stesse piccole citt\u00e0, dove non succede quasi mai niente se non<strong> i miracoli di tutti i giorni, che sono quelli che contano, che cambiano le vite vere, che minime non sono mai<\/strong>, anche se si esprimono con parole loro. Miracoli come quello raccontato nella poesia \u2018In Treno\u2019 di Raffaello Baldini, da cui Paolo Nori tira fuori Forlimpopoli. \u00c8 una poesia piena della vita come pu\u00f2 accadere davvero, e si trova nella raccolta \u2018La n\u00e0iva Furistir Ciacri\u2019 e come la prosa di Nori \u00e8 <strong>una<\/strong> <strong>ventata di delicatezza<\/strong> nella nostra letteratura cos\u00ec piena di fanfare gracchianti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simone Farello Paolo Nori \u00e8 uno di Parma che scrive dei libri. 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