{"id":5062,"date":"2018-02-10T12:52:42","date_gmt":"2018-02-10T11:52:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=5062"},"modified":"2018-02-10T12:52:42","modified_gmt":"2018-02-10T11:52:42","slug":"un-treno-carico-libri-john-henry-festival-colson-whitehead","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/un-treno-carico-libri-john-henry-festival-colson-whitehead\/","title":{"rendered":"Un treno carico di&#8230; libri: &#8220;John Henry Festival&#8221; di Colson Whitehead"},"content":{"rendered":"<p><em>di Simone Farello<\/em><\/p>\n<p>Colson Whitehead \u00e8 uno scrittore statunitense afroamericano che sta conoscendo un momento di grande popolarit\u00e0. Il suo ultimo romanzo <strong>\u2018La ferrovia<\/strong><strong> sotteranea<\/strong>\u2019 infatti si \u00e8 aggiudicato nello stesso anno il <strong>Premio Pulitzer e il National Book Award<\/strong>, i due pi\u00f9 importanti premi letterari americani.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo a riuscire nell\u2019impresa era stato, nel 1981, John Updike, con \u2018Sei ricco, Coniglio\u2019 e le malelingue, una categoria molto frequente negli ambienti intellettuali, hanno avuto buon gioco a spacciare il sospetto che un libro sullo schiavismo, adorato da Barak Obama, sia stato gentilmente spinto dai consessi intellettuali liberal, ansiosi di fare dispetti di presidenti reazionari e sgraditi. Quindi a Donald Trump, che addirittura si vanta di appartenere alla categoria e probabilmente legge solo le pagine sportive, il meteo e i dossier dell\u2019FBI su di lui. Quello a Whitehead sarebbe quindi un riconoscimento pi\u00f9 politico che letterario.<\/p>\n<h3><strong>Una girandola di personaggi intorno alla figura di John Henry<\/strong><\/h3>\n<p>Il sospetto, sia chiaro, \u00e8 legittimo; se non fosse che l\u2019autore, alla finale del National Book Award, c\u2019era gi\u00e0 arrivato con \u2018<strong>John Henry Festival<\/strong>\u2019. Perdendo, del tutto immeritamente. L\u2019unica cosa stonata nel trionfo de \u2018La ferrovia sotteranea\u2019, che \u00e8 davvero un ottimo libro, \u00e8 che \u2018John Henry Festival\u2019 \u00e8 molto meglio, ed \u00e8 veramente una buona notizia che l\u2019editore Sur lo riproponga in libreria in una nuova edizione.<\/p>\n<p>\u2018John Henry Festival\u2019 racconta le <strong>storie di diversi personaggi<\/strong> che, nel 1996, convergono nel primo Festival dedicato &#8211; da un Comune aspirante ai flussi turistici &#8211; a <strong>una figura mitica dell\u2019immaginario folklorico americano<\/strong>: lo scavatore di gallerie nero John Henry, che nell&#8217;800 batte in una gara di velocit\u00e0 la trivella meccanica, pronta a sostituire una manodopera molto mal pagata ma comunque &#8211; per i Baroni Rapinatori delle Ferrovie &#8211; troppo costosa e troppo propensa a infortunarsi e morire nei ventri delle montagne.<\/p>\n<p>Come tutti i miti John Henry <strong>pu\u00f2 essere esistito o meno<\/strong>. Ma ci\u00f2 che conta \u00e8 che la sua leggenda si trasmette di generazione in generazione: con i racconti, le canzoni intorno al fuoco, gli oggetti di pessimo gusto per collezionisti di reliquie laiche e infine con la cultura POP, che tutto divora e trasforma in valore, in evento; in occasione per lucrare sull\u2019immaginario delle persone.<\/p>\n<p>Whitehead nel suo romanzo fa baluginare i sogni di molti e poi li spazza via, con la luce dell\u2019alba di una scrittura che ama i suoi personaggi ma non vuole ingannarli.<\/p>\n<h3><strong>Un eroe che non distrugge la macchina, ma la sconfigge<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019ordito \u00e8 raffinato, ma potente: il filo conduttore \u00e8 la leggenda di un eroe molto americano, che non distrugge la macchina, come un luddista, ma la sconfigge, dimostrando in una gara di essere pi\u00f9 forte. Un Prometeo che anzich\u00e9 gli dei sfida la tecnologia, anch\u2019essa nemica dell\u2019umanit\u00e0. Una storia che pulsa, riverbera e <strong>d\u00e0 ritmo ai tentativi dei tanti protagonisti di preservare il loro immaginario dall\u2019industria dell\u2019intrattenimento<\/strong>. Che sia lo spettacolo, il giornalismo glamour o la frontiera della digitalizzazione di qualsiasi cosa, della fine di ogni magia che si pu\u00f2 mettere in un francobollo, in un vinile o, soprattutto, nella redazione di un giornale dove un ragazzo vorrebbe imparare a raccontare la realt\u00e0 ma poi finisce a fare lo scroccone alle cene VIP, in cambio della buona recensione di una persona o un posto, su questo o quel blog. Le macchine un tempo sostituirono i muscoli dell\u2019uomo, <strong>oggi gli algoritmi sostituiscono i loro segni<\/strong>, il loro linguaggio.<\/p>\n<p>A dispetto del titolo, poi, \u2018John Henry Festival\u2019 <strong>\u00e8 un romanzo molto pi\u00f9 ferroviario<\/strong> della \u2018Ferrovia sotteranea\u2019, In quest\u2019ultimo il treno \u00e8 un allegoria, nel primo \u00e8 l\u2019epopea stessa e, soprattutto, un oggetto del desiderio che con Henry si \u00e8 riconciliato nell\u2019osservare la dissolvenza del mondo di cui facevano parte.<\/p>\n<p>Un romanzo abbandonato su un binario dimenticato e che ora ritorna. <strong>Accoglietelo nella vostra stazione libraria: \u00e8 un\u2019opera che rester\u00e0<\/strong>, perch\u00e9 parla di come sognavamo un tempo e forse non sogneremo mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simone Farello Colson Whitehead \u00e8 uno scrittore statunitense afroamericano che sta conoscendo un momento di grande popolarit\u00e0. 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