{"id":4934,"date":"2017-12-20T21:13:26","date_gmt":"2017-12-20T20:13:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=4934"},"modified":"2017-12-20T21:16:37","modified_gmt":"2017-12-20T20:16:37","slug":"un-libro-per-natale-leggere-e-cosa-culturale-ma-e-anche-un-bellissimo-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/un-libro-per-natale-leggere-e-cosa-culturale-ma-e-anche-un-bellissimo-gioco\/","title":{"rendered":"Un libro per Natale: leggere \u00e8 cosa &#8220;culturale&#8221;, ma \u00e8 anche un bellissimo gioco"},"content":{"rendered":"<blockquote class=\"td_quote_box td_box_center\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/tag\/un-libro-per-natale\/\">Tutti gli articoli della rubrica &#8220;Un libro per Natale<\/a><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><em>di Simone Farello<\/em><\/p>\n<p>Un lettore ha imparato a scegliere i libri in <strong>anni di tentativi e sbagli colossali<\/strong>, che sono costati anche a lui acquisti che giacciono nelle sua libreria come ferite ancora sanguinati.<\/p>\n<p>Se ormai sbaglia raramente \u00e8 solo perch\u00e9 sostenuto da istinto ed esperienza e da una serie di trucchi e competenze che voi non potete nemmeno immaginare ed alla fine amano semplicemente affidarsi a \u2018L\u2019ignoto ignoto\u2019 che descrive Mark Forsyth. Il lettore vuole assistere a un\u2019epifania da scaffale, <strong>vuole credere non di scegliere un libro ma di essere stato scelto<\/strong>; come una persona romantica spera sempre di incontrare la persona della sua vita nello scompartimento di un vagone ferroviario.<\/p>\n<p>Il lettore odia le piattaforme di acquisti on line perch\u00e9 decidono loro che libri puoi scegliere, sono senza sorpresa, senza miracolo, senza meraviglia. Il lettore <strong>vuole ci\u00f2 che non sapeva di volere.<\/strong><\/p>\n<h2>Diffidare di chi vuole &#8220;insegnare a leggere&#8221;<\/h2>\n<p>I lettori diffidano di chi vuole \u201cinsegnare a leggere\u201d, anche quando fanno finta di essere dei libertari come il Daniel Pennac di \u2018Come un romanzo\u2019. Oggi molti insegnanti e alcuni genitori, forgiati nell\u2019era del culto della lettura, provano a ideare stratagemmi per sedurre o costringere alla lettura i ragazzi. Ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. Chi ama i romanzi del settecento e dell\u2019ottocento sa che c\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca in cui <strong>leggere era un atto clandestino e sovversivo<\/strong>, osteggiato dai padri delle classi popolari che vedevano nella lettura un insulto alla fatica di chi sgobbava nei campi o in fabbrica per portare a casa la pagnotta e spregiato dai padri borghesi che vedevano nella letteratura un\u2019insopportabile propensione all\u2019ozio dei loro figli, che avrebbero voluto dediti ad attivit\u00e0 pi\u00f9 redditizie. Per generazioni di ragazze e ragazzi il tempo passato a leggere \u00e8 stato considerato esattamente come il tempo passato davanti alla televisione trent\u2019anni fa; davanti ai videogiochi vent\u2019anni fa; davanti ad internet adesso.<\/p>\n<h2>Marshall McLuhan<\/h2>\n<p><strong>Marshall McLuhan<\/strong>, uno che divent\u00f2 famoso inventando la sociologia dei media e dicendo cose assai poco lusinghiere sulla televisione, intitol\u00f2 il suo libro pi\u00f9 importante \u201cGalassia Gutenberg\u201d: per lui l\u2019evento responsabile della corruzione e della decadenza delle menti occidentali era la scrittura a stampa. Ce l\u2019aveva coi libri, che identificava come i primi mass media. Oggi chi ricorda McLuhan lo fa perch\u00e9 ha inventato la definizione <strong>\u201cvillaggio globale\u201d<\/strong> e come un intellettuale critico della modernit\u00e0 e quindi lo associa ad una certa sinistra fricchettona di fine anni \u201960. McLuhan era un conservatore, un paranoico e un\u2019aspirante al ruolo di guru, tutte cose che anche oggi sarebbero molto apprezzate, come ben racconta Douglass Coupland in \u2018Marshall McLuhan di Douglass Coupland\u2019 (che per la gioia ultraterrena di McLuhan \u00e8 introvabile nelle librerie, dal momento che ad essere spirata \u00e8 la casa editrice che lo pubblic\u00f2\u2026).<\/p>\n<p>Ma <strong>McLuhan andrebbe riscoperto<\/strong>, se non altro perch\u00e9 rappresenta uno dei massimi esponenti del modo in cui i cosiddetti intellettuali si sono difesi dalla diffusione della cultura tra le masse. Presidiando la loro solitaria fortezza.<\/p>\n<h2>Gli studiosi &#8220;seri&#8221; di letteratura<\/h2>\n<p>La grande maggior parte degli studiosi seri di letteratura<strong> vogliono che noi leggiamo solo quello che vogliono loro<\/strong>. Ma in genere quello che piace a loro \u00e8 illeggibile. Se ne deduce o che sono matti o che hanno cattive intenzioni. \u00c8 vera la seconda ipotesi e la loro cattiva intenzione \u00e8 quella di evitare che la gente legga, attraverso un perverso incantesimo che li porta a separare il concetto di lettura da quello di divertimento. Con le loro librerie in mogano, davanti alle quali amano farsi riprendere nelle interviste che ancora gli concedono le trasmissioni televisive, e il loro <strong>sguardo sprezzante verso il mondo<\/strong>, sono in realt\u00e0 persone che hanno una pessima opinione del genere umano e un\u2019altissima considerazione di s\u00e9 stessi, il pi\u00f9 delle volte drammaticamente ingiustificata.<\/p>\n<p>Certo, vi dicono che leggere \u00e8 importante, ma il loro vero scopo \u00e8 <strong>convincervi che leggere \u00e8 una cosa cos\u00ec difficile che solo pochi eletti sono in grado di sopportarla senza soccombere<\/strong>. Quando leggono quei romanzi del settecento e dell\u2019ottocento di cui parlavamo poco fa, loro si identificano nei padri che punivano i figli che leggevano di nascosto. E sorridono, come gli infami che sono. Ma sono anche persone che nascondono una profonda solitudine. Chi fa di una passione un\u2019occupazione o una materia di studio non si accontenta mai del semplice piacere, ma sente il bisogno di impadronirsi completamente dell\u2019oggetto di quello che, alla fine, \u00e8 un desiderio. Pu\u00f2 accedere a gradi impensabili di splendore. Ma \u00e8 uno splendore terribile. Chi fa della propria passione una dimensione esistenziale prevalente finisce per odiare quello a cui dedica tutto se stesso e talvolta l\u2019unico modo che ha per sopravvivere a questo conflitto davvero lacerante tra amore ed odio \u00e8 allontanarsi dagli altri.<\/p>\n<h2>La gente quando legge vuole ancora divertirsi<\/h2>\n<p>Ma i vostri amici lettori, quelli a cui volete regalare un libro, nella maggior parte dei casi, non sono cos\u00ec. Loro quando leggono vogliono ancora divertirsi: una volta capito questo, indovinare il regalo diventa allo stesso tempo molto pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p>Il mio migliore amico, ad esempio, ha adottato questa strategia, che ho scoperto comune a molti lettori accaniti: <strong>dopo uno o due libri \u201cdifficili\u201d si dedica a un romanzo di genere o di qualche scrittore \u201cpop\u201d<\/strong>, alternando la soddisfazione che d\u00e0 la conoscenza a quella che d\u00e0 il puro abbandono a qualcosa di divertente. Perch\u00e9 leggere \u00e8 una cosa \u201cculturale\u201d, forse addirittura \u201cintellettuale\u201d, ma \u00e8 anche un bellissimo gioco. Del resto \u00e8 questo quello che ognuno di noi vuole trovare sotto l\u2019albero di Natale. Anche quando \u00e8 adulto. Soprattutto quando \u00e8 adulto. <strong>Altrimenti cosa ce ne facciamo, del Natale, se non possiamo tornare bambini.<\/strong><\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 che moltissimi scrittori, soprattutto in Italia, hanno introiettato questo pregiudizio antidivertimento che diventa alla fine un pregiudizio verso la letteratura stessa. In parte questo \u00e8 frutto di un circolo vizioso: se gli esperti parleranno bene solo di un libro<br \/>\ncomplesso, gli scrittori si sentiranno costretti a scrivere libri difficili, pi\u00f9 pensati per gli esperti che per i lettori. L\u2019unica alternativa concessa agli scrittori per diventare \u201cmaestri\u201d senza passare dall\u2019arditismo stilistico \u00e8 quello di diventare socialmente impegnati. Gli scrittori socialmente impegnati antepongono il messaggio alla letteratura e <strong>perdono qualunque interesse per le storie dedicandosi interamente a qualche forma di testimonianza o crociata<\/strong>. Di fatto sopperiscono alla debolezza della loro scrittura la forza, spesso gonfiata dai media, della loro personalit\u00e0. Questi autori appaiono spesso in televisione, scrivono molto sulle testate on line dei quotidiani nazionali e ispirano fiction si successo. Hanno una vita degna di nota e, talora, seriamente degna di ammirazione; ma non hanno molto da dire in quanto narratori.<\/p>\n<h2>Le buone storie hanno una morale?<\/h2>\n<p>Nonostante tutti gli sforzi che fanno per convincervi del contrario le buone storie non hanno una morale. Le favole, hanno una morale. Le parabole, anche.<strong> Le storie hanno il loro valore nell\u2019essere avvincenti, nello stimolare la fantasia di chi legge donando la meraviglia di possibilit\u00e0 diverse da quelle del nostro tran tran giornaliero.<\/strong> Gli scrittori impegnati possono ridursi a fare cose veramente orribili, come sorvolare Fiume per gettare dal cielo volantini di guerra (s\u00ec: D\u2019Annunzio era uno scrittore socialmente impegnato, perch\u00e9 non conta la causa a cui ci si vota ma l\u2019esibizionismo scalmanato a cui ci si dedica), o alla lunga diventano tremendamente noiosi, come tutti i moralisti, in particolare quando la loro ansia di voler \u201cdire qualcosa\u201d tracima nei loro libri e soprattutto quando <strong>la loro morale diventa una merce con cui fanno un sacco di soldi<\/strong>. In questo meglio l\u2019avanguardia: povera, ma onesta. Anche perch\u00e9 gli scrittori di avanguardia ogni tanto si riposano e magari scrivono qualcosa di semplicemente struggente come<strong> \u2018Un rude inverno\u2019 di Raymond Queneau<\/strong>, uno di quei romanzi che uno vorrebbe proprio avere la sera del 25, sul comodino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli articoli della rubrica &#8220;Un libro per Natale di Simone Farello Un lettore ha imparato a scegliere i libri in anni di tentativi e sbagli colossali, che sono costati anche a lui acquisti che giacciono nelle sua libreria come ferite ancora sanguinati. 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