{"id":4921,"date":"2017-12-18T00:23:25","date_gmt":"2017-12-17T23:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=4921"},"modified":"2017-12-20T21:14:38","modified_gmt":"2017-12-20T20:14:38","slug":"un-libro-per-natale-3-consigli-per-regalare-un-libro-a-un-lettore-incallito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/un-libro-per-natale-3-consigli-per-regalare-un-libro-a-un-lettore-incallito\/","title":{"rendered":"Un libro per Natale: 3 consigli per regalare un libro a un lettore incallito"},"content":{"rendered":"<p><em>di Simone Farello<\/em><\/p>\n<p>Un\u2019altra cosa da evitare, quando bighellonate nella libreria della stazione giusto per farlo e non perch\u00e9 siate proprio degli amanti della lettura, \u00e8 <strong>provare a indovinare i gusti di un lettore che non conoscete molto ma molto bene<\/strong>. Per i lettori ricevere in regalo un libro pu\u00f2 essere molto doloroso. &nbsp;<\/p>\n<p>Spesso questi libri <strong>non verranno letti<\/strong>, e saranno nascosti dal lettore dove non li pu\u00f2 nemmeno vedere, in modo che non gli ricordino quello che considerano uno spreco e un\u2019occasione perduta. Non solo non sono felici del regalo ma ne provano vergogna, desiderando solo dimenticare. Prima o poi questi doni reietti subiranno uno dei seguenti destini: saranno venduti al mercato dei remainder e dell\u2019usato, finendo per languire per sempre su qualche bancarella, esposti alle intemperie e con poche speranze di trovare qualcuno che li apprezzi; verranno <strong>riciclati<\/strong> come regalo a qualcun altro proprio come l\u2019orribile soprammobile di vostra suocera; saranno abbandonati durante un trasloco come un bambino indesiderato lasciato di soppiatto davanti a un convento (alcuni lo definiscono <strong><em>book crossing<\/em><\/strong>, come se un lettore fosse davvero capace di abbandonare per strada un libro che gli piace. Del resto le biblioteche sono l\u00ec apposta, il primo esempio di share economy mai realizzato, alla faccia dei guru che provano a dare un nome a cose terribili per fingere che siano sopportabili).<\/p>\n<p>In pi\u00f9 il lettore deluso, che appartiene a una specie umana che potremmo tranquillamente definire gentaglia, former\u00e0 su di voi uno spietato giudizio morale, covando nei vostri confronti <strong>un silenzioso ma incolmabile risentimento<\/strong>, che difficilmente sar\u00e0 rimediabile. Ne vale la pena? Evidentemente no: troppo rumore per nulla, e la vita \u00e8 gi\u00e0 sufficientemente difficile da guastare anche il Natale con un regalo sbagliato, compromettendo addirittura i Natali futuri.<\/p>\n<p>Ma se avete deciso che volete andare sino in fondo attenetevi almeno ad alcune prescrizioni:<\/p>\n<p><span class=\"dropcap dropcap3\" style=\"color: #ff0000;\">1<\/span><strong>Evitate le ultime novit\u00e0<\/strong>. Il mercato editoriale e i librai conoscono il loro mestiere, e come tutti i commercianti sono pronti ad abusare della vostra ingenuit\u00e0. Non lo fanno per cattiveria: danno lavoro a molta gente in un ambiente altamente competitivo e se potranno approfittare di voi lo faranno senza alcun rimorso. Come i gestori delle sale cinematografiche che proiettano il cine panettone, non sono loro i responsabili del vostro dubbio gusto, con cui vanno a nozze. Inizieranno ai primi di dicembre ad esibire nelle vetrine edizioni brossurate dalla confezione impeccabile, sfruttando pi\u00f9 la notoriet\u00e0 degli autori (talora immeritata) che il loro contenuto. Sono libri che non solo i vostri amici lettori non comprerebbero mai, ma che considerano alla stregua di un\u2019epidemia di vaiolo o di una piaga d\u2019Egitto.<\/p>\n<p><span class=\"dropcap dropcap3\" style=\"color: #ff0000;\">2<\/span> Tenetevi <strong>alla larga dai best seller ad altissima tiratura<\/strong>. In apparenza vi sembrer\u00e0 di andare sul sicuro ma i pericoli sono numerosi. Innanzitutto i lettori sono degli inguaribili diffidenti verso la cultura di massa, anche quando ostentano un atteggiamento pop o post moderno. Di fronte a uno smodato successo editoriale sospettano subito una bassa qualit\u00e0 letteraria. In secondo luogo \u00e8 bene che sappiate che <strong>i libri pi\u00f9 venduti sono molto spesso i libri meno letti<\/strong>. In parte proprio perch\u00e9 vengono regalati dai non lettori ai lettori, che li destineranno agli smaltimenti di cui sopra; in parte perch\u00e9 molti di coloro che non resistono alla tentazione di comprarli convinti dal successo e dal battage pubblicitario finiscono per non leggerli e a limitarsi ad esibirle in librerie pensate pi\u00f9 per l\u2019ostentazione che per la fruizione. Infine dovete mettere in conto che<strong> molti lettori adorano i grandi best seller ma non lo ammetterebbero mai<\/strong>, nemmeno se sottoposti alle pi\u00f9 brutali torture. Se vogliono leggere \u2018Il nome della Rosa\u2019 lo faranno: di nascosto; nella versione in latino antico; solo per dire che \u201c\u00e8 meglio del film\u201d. &nbsp;<br \/>\nIl mondo \u00e8 pieno di persone che parlano di libri che non hanno mai letto; ma <strong>\u00e8 zeppo anche di persone che non parlano di libri che non solo hanno letto, ma addirittura divorato ed amato<\/strong>. Un po\u2019 lo fanno per gelosia, un po\u2019 perch\u00e9 come ormai dovrebbe essere chiaro sono parecchio strambi. &nbsp;Oltre alla possibilit\u00e0 di cadere di nuovo nella trappola del doppione non avrete quindi mai la soddisfazione di vedere il vostro amico soddisfatto, anzi: vi considerer\u00e0 come quelli che hanno scoperto la loro debolezza pi\u00f9 intima. A cosa serve aver capito una persona se lei non condivider\u00e0 mai con voi la sua gioia? Sappiamo che sembra tutto contorto, e lo \u00e8. Del resto se un lettore non fosse contorto non sarebbe uno che a Natale invece che addormentarsi satollo di maccheroni di Natale e canditi sprofonda di soppiatto in una poltrona per sbirciare la ristampa dei racconti di sport di <strong>Francis Scott Fitzgerald<\/strong> appena ristampati da 66thand2nd (si intitola <strong>\u2018Fuori dai Giochi\u2019<\/strong> e contiene l\u2019autentico gioiello \u2018Lo Yale Bowl\u2019).<\/p>\n<p><span class=\"dropcap dropcap3\" style=\"color: #ff0000;\">3<\/span> Non leggete le quarte di copertina e tantomeno le fascette promozionali. <strong>Ne avete mai vista una che dica: \u201cpeccato, la pessima opera di un grande autore\u201d oppure \u201cnon leggetelo, noi lo abbiamo fatto e vi possiamo dire che non ne vale la pena\u201d?<\/strong>&nbsp;Le stesse quarte di copertina, all\u2019apparenza frutto di un lavoro professionale, quasi un servizio offerto a chi acquista, sono, come \u00e8 normale, degli spot pi\u00f9 raffinati e tra loro e le fascette la differenza \u00e8 quella che corre tra uno slogan ad effetto e il dentifricio consigliato dal tuo dentista. Il vostro dentista non va in televisione, e se davvero la pasta con cui ci si lava i denti prevenisse la carie i dentisti non farebbero che organizzare una lobby per eliminarla dal commercio per sempre. Recentemente va molto di moda riportare sulla retrocopertina dei libri le recensioni di autorevoli quotidiani o riviste letterarie. Sono le uniche con un minimo, proprio un minimo di affidabilit\u00e0: almeno riportano il giudizio di qualche esperto. Ma state attenti: <strong>quando gli elogi riportati riguardano genericamente l\u2019autore e non l\u2019opera che state acquistando lo stratagemma \u00e8 quasi invisibile<\/strong>, nella sua subdola semplicit\u00e0. Se a un critico \u00e8 piaciuto un libro si pronuncer\u00e0 su quel libro, e non ricorrer\u00e0 a frasi come \u201cla nuova opera di X che con il suo YZ ha incantato milioni di lettori, se non per sottintendere che l\u2019ultimo romano di X non \u00e8 proprio questo capolavoro.<\/p>\n<p>Sappiamo cosa state pensando, ma abbiamo il dovere di essere spietati: <strong>s\u00ec, il mercato editoriale \u00e8 un mercato come tutti gli altri<\/strong>, ed anche se si occupa di una cosa che, anche se non sfogliate una pagina dai tempi delle superiori, siete abituati a considerare \u201ccultura\u201d, non c\u2019\u00e8 alcuna differenza tra il cibo per i gatti e i libri in termini di marketing, segmenti di clientela, infimi stratagemmi per vendere e cos\u00ec via. Insomma, anche nelle librerie della vostra stazione vi aspettano migliaia di libri pessimi, scritti male, senza trama, noiosi, addirittura pieni di errori di ortografia e sintassi. Per muoversi all\u2019interno di questo magma indistinto dove la qualit\u00e0 \u00e8 rara esattamente come in qualunque altro settore, dai pullover alle pirofile da forno, le semplici accortezze che vi abbiamo appena sottoposto non basteranno per superare la prova dell\u2019assaggio di un palato fine come quello del vostro amico lettore. Ci vuole uno come lui, proprio come quello l\u00ec nell\u2019angolo pi\u00f9 lontano, che sta sfogliando <strong>\u2018Leggenda privata\u2019 di Michele Mari<\/strong> con l\u2019espressione un po\u2019 cos\u00ec di chi si sta entusiasmando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simone Farello Un\u2019altra cosa da evitare, quando bighellonate nella libreria della stazione giusto per farlo e non perch\u00e9 siate proprio degli amanti della lettura, \u00e8 provare a indovinare i gusti di un lettore che non conoscete molto ma molto bene. 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