{"id":4806,"date":"2017-11-28T12:00:03","date_gmt":"2017-11-28T11:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=4806"},"modified":"2017-11-28T12:20:00","modified_gmt":"2017-11-28T11:20:00","slug":"il-treno-nella-storia-treni-nelle-antiche-stampe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-treni-nelle-antiche-stampe\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia: treni nelle antiche stampe \u00a0"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Lo scorso 7 novembre si \u00e8 aperta al pubblico, negli eleganti locali della Biblioteca Universitaria di Genova, ex Hotel Colombia, di fronte all\u2019ingresso principale della stazione di Genova Piazza Principe, la mostra<strong> \u201cSulle strade ferrate: Torino \u2013 Genova 1853 nelle vedute di Carlo Bossoli\u201d<\/strong>. Ivi era esposta una serie di litografie a colori raffigurante vari scorci della ferrovia Torino \u2013 Genova, ripresi nell\u2019anno dell\u2019inaugurazione. Si potevano inoltre vedere documenti, libri e carte geografiche, relativi a studi e progetti che a met\u00e0 dell\u2019Ottocento e nei decenni successivi furono sviluppati con l\u2019obiettivo di realizzare un efficiente sistema di trasporti nel Regno di Sardegna e nelle regioni confinanti.<\/p>\n<p><strong>Carlo Bossoli<\/strong> (Lugano 1815 \u2013 Torino 1884) fu un pittore che viaggi\u00f2 a lungo fra i Paesi europei, Asia Minore e Marocco, come \u201cvedutista reporter\u201d, acquistando una buona fama, soprattutto in Inghilterra, grazie alle raffigurazioni di panorami e scene di guerra, nelle quali l\u2019esattezza dei particolari si univa a una percezione tardo-romantica dei paesaggi naturali. Dal ministro Paleocapa del Regno Sabaudo ricevette l\u2019incarico di immortalare in sedici tavole la costruzione della ferrovia Torino \u2013 Genova che, per il piccolo Stato subalpino, era un\u2019opera di grande rilevanza. Bossoli produsse una serie di sedici dipinti a tempera da cui furono ricavate litografie edite la prima volta a Londra nel 1853, sotto il titolo sotto il titolo Views of the railway between Turin and Genoa.<\/p>\n<p>Le vedute ritraggono alcuni <strong>ponti ferroviari<\/strong>, come quello sul Po presso Moncalieri, quello sul Tanaro poco fuori Alessandria e quello stupendo di Prarolo, sullo Scrivia, nonch\u00e9 l\u2019ingresso di alcune gallerie (Giovi, Villavecchia), stazioni, come quella di Novi Ligure, e altri punti caratteristici del percorso.<\/p>\n<p>In generale, <strong>gli aspetti pi\u00f9 propriamente tecnici degli impianti ferroviari vi sono rappresentati con precisione<\/strong> mentre il contorno paesaggistico \u00e8 interpretato con maggiore libert\u00e0: lo possiamo constatare prendendo ad esempio le due tavole di ambientazione genovese.<\/p>\n<p>La \u201cVeduta di Sampierdarena dalla strada per la Coronata, con la ferrovia Genova \u2013 Torino\u201d (Collezione topografica del Comune di Genova, inv. n. 1424) mostra il primitivo tracciato dei binari lungo il Polcevera, la \u201cLinea Bastioni\u201d, lungo il quale non si scorge la stazione di Sampierdarena; l\u2019imbocco della galleria sotto le Mura degli Angeli (oggi galleria San Lazzaro Alta) \u00e8 riconoscibile ma pare al culmine di un tratto in salita che non corrisponde alla realt\u00e0. Nella \u201cVeduta della ferrovia Genova \u2013 Torino all\u2019altezza di villa Rosazza\u201d (Collezione topografica del Comune di Genova, inv. n. 1423) sono riprodotti con esattezza i binari in uscita dalla galleria San Lazzaro in direzione di Piazza Principe e gli edifici ai lati, in parte riconoscibili e ancor oggi esistenti, ma le montagne sullo sfondo sono di fantasia. Queste vedute sono pubblicate pure nel volume [1].<\/p>\n<p><strong>Le stampe in esposizione<\/strong>, invece, facevano parte degli arredi della villa Erizzo di Montespineto, legata al romanzo \u201cIl regalo del Mandrogno\u201d di Pierluigi ed Ettore Erizzo, e sono poi passate alla propriet\u00e0 di Roberto Almagioni; nei mesi scorsi erano gi\u00e0 state esposte presso la Biblioteca Comunale di Serravalle Scrivia. <strong>Altre copie si possono vedere all\u2019interno del palazzo di via Andrea Doria<\/strong> che ospita gli uffici ferroviari della ex Direzione Compartimentale FS.<\/p>\n<p>La mostra della Biblioteca Universitaria ha offerto altres\u00ec l\u2019occasione di trattare i temi del rapporto fra il treno, le arti figurative e la letteratura.<\/p>\n<p><strong>William Turner<\/strong> (Londra, 1775 \u2013 1851) \u00e8 forse il primo grande artista a portare sulla tela il fascino del treno, nell\u2019opera Pioggia, vapore e velocit\u00e0. Le grandi tettoie delle stazioni parigine, sotto le quali il fumo delle locomotive si confonde col grigio del cielo vivono invece nei dipinti degli impressionisti come Monet. Viene da osservare che i treni protagonisti nella pittura dell\u2019Otto e del Novecento sono tutti treni a vapore: il treno a trazione elettrica, probabilmente, non ha destato lo stesso interesse negli occhi degli artisti o si \u00e8 imposto, nell\u2019immaginario comune, in un\u2019epoca in cui la pittura figurativa aveva gi\u00e0 ceduto il passo ad altri generi. Persino i futuristi, puntando a una sintesi fra arte e progresso tecnologico, nel riprodurre il mito della velocit\u00e0 guardarono alla locomotiva a vapore e anche nella pittura metafisica di De Chirico la sagoma nera che fa capolino fra gli edifici \u00e8 quella inconfondibile di un fumaiolo.<\/p>\n<p><strong>Col cinema il treno ha un rapporto privilegiato<\/strong>, che risale al 1895 per merito dei fratelli Lumi\u00e8re. Sono rari i film in cui il mondo della ferrovia \u00e8 il vero protagonista: vengono in mente L\u2019angelo del male di Renoir (1938), tratto dal romanzo La bestia umana di Zola, Il treno di Frankenheimer (1964) e, pi\u00f9 vicino a noi, La stazione di Sergio Rubini (1990). Molte, di contro, le pellicole in cui treni e stazioni fanno da sfondo alle vicende narrate sullo schermo. Nella letteratura, allorch\u00e9 il viaggio in treno diventa nel Novecento un\u2019esperienza comune, la ferrovia \u00e8 variamente rappresentata. Nei poeti dell\u2019Ottocento, invece, il treno \u00e8 ancora un fattore di innovazione, percepito in chiave talora positiva e talora negativa, persino da uno stesso autore: emblematiche sono le interpretazioni carducciane, temi che, per brevit\u00e0, dobbiamo rimandare ad altre puntate di questa rubrica.<\/p>\n<p>[1] \u201cGenova nelle vecchie stampe\u201d, a cura della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Sagep, 1970.<\/p>\n<p><strong>Le foto dell&#8217;inaugurazione della mostra:<\/strong><\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Lo scorso 7 novembre si \u00e8 aperta al pubblico, negli eleganti locali della Biblioteca Universitaria di Genova, ex Hotel Colombia, di fronte all\u2019ingresso principale della stazione di Genova Piazza Principe, la mostra \u201cSulle strade ferrate: Torino \u2013 Genova 1853 nelle vedute di Carlo Bossoli\u201d. 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