{"id":4751,"date":"2017-11-09T17:19:39","date_gmt":"2017-11-09T16:19:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=4751"},"modified":"2017-11-09T17:19:39","modified_gmt":"2017-11-09T16:19:39","slug":"il-treno-nella-storia-binari-lungo-il-bisagno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-binari-lungo-il-bisagno\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Binari lungo il Bisagno"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Oltre a quello di <a href=\"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/2017\/05\/22\/il-treno-nella-storia-treni-e-tram-a-multedo\/\"><strong>Multedo<\/strong><\/a>, \u00e8 esistito a Genova almeno un altro attraversamento fra rotaie tranviarie e rotaie ferroviarie, situato lungo via Piacenza in localit\u00e0 Gavette, tra Staglieno e Molassana. Qui, rispetto all\u2019attraversamento di Multedo, la priorit\u00e0 storica \u00e8 invertita: prima arrivarono le rotaie del tram, della linea 12, e in un secondo tempo quelle del treno.<\/p>\n<p>Oggi <strong>la Val Bisagno \u00e8 l\u2019unica grande direttrice dell\u2019espansione urbana genovese<\/strong> <strong>priva di trasporto su ferro<\/strong>: vi sarebbe passata la ferrovia Genova \u2013 Piacenza, i cui progetti, sviluppati tra l\u2019ultimo Ottocento e il primo Novecento, rimasero per\u00f2 sulla carta. Dopo lo smantellamento delle tranvie urbane, completatosi proprio con la linea 12 alla fine del 1965, nessuna delle varie proposte a favore del ritorno delle rotaie \u00e8 stata finora attuata.<\/p>\n<p>Ma, in un passato non troppo lontano, <strong>lungo le sponde del Bisagno correva una linea ferroviaria<\/strong>, sia pure breve e limitata al servizio merci.<\/p>\n<p>Genova si caratterizza, rispetto alle altre grandi citt\u00e0 italiane, per una pi\u00f9 marcata diversit\u00e0 tra i vari quartieri, in termini di prevalente destinazione d\u2019uso delle aree, di scelte urbanistiche e di paesaggio. In buona parte, le basi di questa eterogeneit\u00e0 vanno cercate nelle politiche di sviluppo urbano perseguite dopo l\u2019annessione dei sei \u201ccomuni orientali\u201d decisa nel 1873: per approfondire l\u2019argomento si legga, ad esempio, il testo [1]. Nella visione ottocentesca della citt\u00e0, la Val Bisagno veniva destinata, oltre alla ovvia funzione abitativa, peraltro sotto la pressione di un forte aumento della popolazione, <strong>a ospitare servizi di pubblica utilit\u00e0<\/strong>: non casualmente vi troveranno posto il mercato ortofrutticolo (in corso Sardegna, recentemente spostato a Bolzaneto), lo stadio, il carcere, il cimitero monumentale, i macelli e le officine del gas.<\/p>\n<p>Tutte queste installazioni, cui vanno aggiunti insediamenti industriali piccoli e medi, originavano una domanda di trasporto di merci che si pens\u00f2 di soddisfare con l\u2019impianto di una ferrovia. <strong>Questa si dipartiva dallo scalo FS di Terralba, attraversava piazza Giusti e percorreva il corso Sardegna<\/strong>, per poi seguire la sponda orografica sinistra del torrente Bisagno fino all\u2019odierno piazzale Bligny, per una lunghezza di circa 4800 m. All\u2019altezza della localit\u00e0 Gavette era situata una diramazione che, grazie a un ponte oggi scomparso, attraversava il Bisagno e raggiungeva le Officine del Gas dell\u2019AMGA, le quali, utilizzando il carbone per la produzione del cosiddetto \u201cgas di citt\u00e0\u201d, generavano la maggior parte del traffico. Una descrizione pi\u00f9 dettagliata del percorso si trova nella pubblicazione [2].<\/p>\n<p><strong>Costruita nel 1925, la ferrovia fu in esercizio per quarant\u2019anni<\/strong>. Infatti, cessata la produzione del \u201cgas di citt\u00e0\u201d con la conversione degli impianti alla distribuzione del metano, venne meno la necessit\u00e0 del trasporto di carbone, principale motivo di sussistenza della nostra linea. Conseguentemente, la \u201cFerrovia delle Gavette\u201d fu chiusa nel 1965.<\/p>\n<p>Peraltro, con l\u2019aumento del traffico stradale, l\u2019esercizio del binario nel tratto in sede promiscua avrebbe causato <strong>crescenti problemi di viabilit\u00e0<\/strong>. Anche in altre citt\u00e0 italiane, vari raccordi ferroviari che utilizzavano tratti pi\u00f9 o meno lunghi di sede stradale furono chiusi nei decenni scorsi. A Genova e dintorni, non pochi sono i binari industriali abbandonati dal dopoguerra a oggi, soprattutto a Ponente, nella zona del porto e lungo il Polcevera. Alcuni hanno lasciato tracce sul territorio, altri sono difficili da ricostruire.<\/p>\n<p>Della \u201c<strong>Ferrovia delle Gavette<\/strong>\u201d restano ben pochi segni. Il sito industriale dell\u2019AMGA esiste ancora e non sappiamo se al suo interno sopravviva qualche rotaia. All\u2019esterno, lungo la via Piacenza, si osserva una costruzione abbandonata che ha l\u2019aspetto di un casello ferroviario (si veda la foto) e che, sul fronte, reca la scritta \u201cN. 1\u201d, leggibile sebbene assai sbiadita. Tuttavia, secondo la ricostruzione del tracciato contenuta nel sito Internet [3], la \u201cFerrovia delle Gavette\u201d non avrebbe toccato il luogo dell\u2019edificio in questione. Quindi, si tratter\u00e0 davvero di un ex-casello ferroviario? <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Invitiamo i lettori di questa rubrica in possesso di informazioni a comunicarle presso la nostra redazione.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] E. Poleggi, P. Cevini, \u201cLe citt\u00e0 nella storia d\u2019Italia \u2013 Genova\u201d, Laterza 1992.<\/p>\n<p>[2] Alessandro Sasso, Claudio Serra, \u201cLa Ferrovia delle Gavette\u201d, Rivista Mondo Ferroviario, n. 154, aprile 1999.<\/p>\n<p>[3] sito Wikipedia <em>Binario_industriale_della_val_Bisagno<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Oltre a quello di Multedo, \u00e8 esistito a Genova almeno un altro attraversamento fra rotaie tranviarie e rotaie ferroviarie, situato lungo via Piacenza in localit\u00e0 Gavette, tra Staglieno e Molassana. 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