{"id":4464,"date":"2017-09-05T10:02:13","date_gmt":"2017-09-05T08:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=4464"},"modified":"2017-09-12T09:31:21","modified_gmt":"2017-09-12T07:31:21","slug":"dlf-running-team-ccc-valle-daosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/dlf-running-team-ccc-valle-daosta\/","title":{"rendered":"Il DLF Running Team alla CCC in Valle d&#8217;Aosta: finisher! Il racconto degli atleti (FOTO)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;Ultra Trail Du Mont Blanc \u00e8 una corsa internazionale che si svolge sui <strong>tre versanti (italiano, francese, svizzero) del Monte Bianco<\/strong>, \u00e8 l&#8217;evento trail da non mancare per i trailers di tutto il mondo. Correre intorno al Monte Bianco significa vivere un&#8217;avventura interiore, un&#8217;esperienza unica durante la quale ogni partecipante respinge i propri limiti fisici e mentali per arrivare fino al traguardo.<\/p>\n<p>Sono <strong>5 le gare che compongono l&#8217;evento<\/strong>, con distanze e dislivelli che vanno dai 56 ai 171 km e da 3200 a 10000 metri di dislivello positivo.&nbsp;Quella scelta dai trailer dell&#8217;Asd DLF Running Team \u00e8 stata la <strong>CCC<\/strong>, cifra (quasi) tonda, 101km e 6100 metri di dislivello positivo.&nbsp;<\/p>\n<p>La CCC (Courmayeur, Champex, Chamonix), \u00e8 passata dall&#8217;essere la sorella minore dell&#8217;UTMB ad <strong>una corsa unica nel suo genere e tra le pi\u00f9 prestigiose al mondo<\/strong>. La partenza dal centro di Courmayeur \u00e8 ricca di quell&#8217;atmosfera che solo gli italiani sanno creare ed \u00e8 allo stesso tempo un momento di rara emozione vissuto al suono della musica di Vangelis. I primi chilometri portano velocemente a pi\u00f9 di 2500 mt di quota di fronte ad uno dei pi\u00f9 bei panorami che si possano immaginare, con l&#8217;occhio che spazia dal Monte Bianco fino alle Grandes Jorasses. Il passaggio al Gran Col Ferret segna l&#8217;ingresso in Svizzera, si attraversano i paesini di La Fouly, Champex e Trient. Oramai in Francia si raggiunge Vallorcine prima di scoprire, al termine di un&#8217;ultima terribile salita, il vallone di Cheserys, un vero angolo di paradiso con una vista grandiosa sul massiccio del Monte Bianco. Ed \u00e8 il momento di raggiungere il traguardo nel cuore di Chamonix.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli atleti Stefano Taverna, Pietro Campione e Diana Barbieri hanno portato a termine questa gara impegnativa<\/strong>, mettendo tutto il loro impegno e la loro concentrazione per tagliare il traguardo.<\/p>\n<h2><strong>Ecco l&#8217;impresa raccontata direttamente da loro:<\/strong><\/h2>\n<p>Il sogno di tre anni si avvera alle 9.15 di venerdi 1\/9, da Courmayeur parte la CCC, &nbsp;io Diana e Pietro siamo della partita.<\/p>\n<p>Il tempo di <strong>qualche lacrima di emozione all&#8217;inno ufficiale,&nbsp;<\/strong>ed \u00e8 conto alla rovescia&#8230; VIA!!!<\/p>\n<p>Un po\u2019 di apprensione iniziale e poi su, sulla Tete de la Tronche, il tempo \u00e8 ancora buono: sensazioni ottime sin da subito, il tratto corribile Bertone-Bonatti mi crea qualche grattacapo, aspetto i miei compagni di avventura da un momento all&#8217;altro, e poi gi\u00f9 ad Arnouvaz, primo ristoro, in un mare festante di gente, tra emozione e qualche lacrima dissipata dal vento. Il Gran Col Ferret mi conferma che sar\u00e0 giornata, quindi discesone verso La Fouly e poi Praz de Fort, lo corro praticamente tutto, <strong>\u00e8 un sogno, proprio dove pensavo di pagare pegno<\/strong>. Salita a Champex Lac e inizia a diluviare, la discesa precedente si fa sentire, ma &#8220;lass\u00f9&#8221; mi attendono Matilda&nbsp; e Simona. Stringo i denti e sono le 18.57, mangio, mi cambio grazie all&#8217;aiuto della nostra &#8220;squadra&#8221;, e da l\u00ec in poi sar\u00e0 il delirio: &#8211; 46 km all&#8217;arrivo.<\/p>\n<p>Ma Diana e Pietro? Segnalati a pi\u00f9 di un&#8217;ora. Speriamo nessun inconveniente: Matilda e Simona li aspetteranno, troppo importante il supporto in questi momenti. Riparto, sono le 19,25. &nbsp;Buio, pioggia, vento, freddo e fango in ogni dove, caratterizzeranno le ultime tre dure asperit\u00e0.<\/p>\n<p>La compagnia di <strong>Nicolas<\/strong>, lo scambio di continue battute in pessimo francese (il mio), mi aiuta a superare le prime <strong>durissime due con annesse scivolose discese<\/strong>, intervallate da un nuovo completo cambio vestiario e ristoro in quel di Trient.<\/p>\n<p>Al successivo ristoro di Vallorcine, ritrovo le mie fidate accompagnatrici, pronte a servirmi ad ogni richiesta, ma purtroppo perdo Nicolas, stremato! Arriver\u00e0 circa un\u2019ora dopo ma, ahim\u00e8, la notizia pi\u00f9 negativa \u00e8 un&#8217;altra: Diana ha un problema al ginocchio sinistro, ce la far\u00e0?<\/p>\n<p>Sono solo&#8230; ma come girano ancora queste&nbsp;gambe. Comincio la lieve salita al Col de Montet, pian piano raccolgo concorrenti caracollanti a gruppi di tre, cinque, dieci persone in fila, mi fermer\u00f2 a 50 e guadagner\u00f2 quasi settanta posizioni.&nbsp;<\/p>\n<p>Con la nebbia a farla da padrona, vado verso l&#8217;ultima asperit\u00e0 di giornata,&nbsp; La Flegere: vedo frontali impegnate in lunghi tornanti molto sopra di me, non si arriva pi\u00f9, il coraggio aumenta nel vedere qua e l\u00e0 concorrenti seduti a riposare e io no, continuo. Quando scorgo il tendone illuminato capisco che ci siamo: <strong>sono le cinque del mattino, ore di gara 20<\/strong>, tempo di riempire le mie soft flask e poi via per i sette km di picchiata su Chamonix. Sono sicuro: Diana e Pietro arriveranno.<\/p>\n<p>Mi butto, gambe e piedi rotti, non passa un&#8217;ora, vedo l&#8217;asfalto: \u00c8 FATTA. Torna il pensiero ricorrente: \u00abMatilda e Simona saranno l\u00ec sul traguardo ad aspettarmi dopo una lunga giornata di fatica, alla mia merc\u00e8\u00bb. Non trattengo pi\u00f9 le lacrime, della poca gente presente, nessuno che non ti inciti, <strong>scandendo il tuo nome come fossi il primo,&nbsp;<\/strong>le forze sembrano raddoppiare, ecco lo striscione, Matilda, Simona, F I N I S H E R!!!!<\/p>\n<p>Diana e Pietro sono ancora dentro, lo sapevo, la libellula sarebbe arrivata al traguardo anche strisciando&#8230; <strong>CUORE DLF!!!<\/strong><\/p>\n<p>Chamonix, ore 6.12 Tempo 20h 56m 59s.<\/p>\n<p><em><strong>Stefano Taverna<\/strong><\/em><\/p>\n<hr>\n<p>Da qualche parte ho letto che <strong>se sogni di fare una cosa allora puoi farla<\/strong>. Partecipare ad una delle gare dell&#8217; UTMB era il mio sogno da quando ho iniziato a fare trail, un sogno appunto, qualcosa di riservato ai grandi, a quelli bravi, a quelli forti, a quelli &#8220;veri&#8221;. Mi ci sono avvicinata in punta di piedi, mi sono preparata senza pensare davvero di arrivare l\u00e0. Poi il sorteggio: <strong>sono dentro, siamo dentro<\/strong>. Io Pietro e Stefano, squadra trail DLF. Sabato mattina parto con le lacrime allo start della CCC, la musica di Vangelis, 2000 concorrenti da tutto il mondo, emozione a mille, folla immensa, e io sto l\u00ec a pensare a come far\u00f2 a fare quei 101 km. I miei compagni partiranno al blocco successivo, sono sola.&nbsp;<\/p>\n<p>Corro e cammino per quasi <strong>18 ore sotto una pioggia incessante, nella nebbia<\/strong>, in cima al Col Ferret il vento sferzante mi gela le mani, il fango rende ogni passo pi\u00f9 pesante, ogni salita pi\u00f9 irta, ogni discesa pi\u00f9 pericolosa. A Champex Lac entro alla base vita, mi cambio, metto strati caldi, mangio, bevo t\u00e8 bollente&#8230;. <strong>esco e il freddo della notte mi attanaglia<\/strong>, non smette di piovere e io sono solo a met\u00e0 strada. Al 50esimo km un ginocchio mi fa piangere dal dolore, mi dice di ritirarmi, non lo ascolto. Prendo un antinfiammatorio ad ogni altro ristoro, accolgo grata Voltaren e una ginocchiera da un runner vicino a me, che mai smetter\u00f2 di ringraziare. E riparto. Davanti a me solo la parola <strong>Finisher<\/strong>. Stringo i denti su ogni impietosa salita e ogni devastante discesa tecnica, resa ancor pi\u00f9 impegnativa dal fango. Ho sonno, vorrei dormire&#8230; ma <strong>neppure mi siedo ai ristori, temo che non riuscirei a rialzarmi<\/strong>. Passano i km e finalmente si scende a Chamonix, ultimo tratto sull&#8217;asfalto&#8230;la folla che mi incita, che urla il mio nome, che mi grida &#8220;<strong>Bravo, c&#8217;est fini! Al\u00e9 al\u00e9<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Gente che applaude il primo come l&#8217;ultimo dei concorrenti allo stesso modo<\/strong>, con la stessa enfasi. Sono stanca, il ginocchio non ce la fa quasi pi\u00f9, lo ignoro, perch\u00e9 giro l&#8217;angolo e lo vedo, \u00e8 il traguardo! <strong>Sono una finisher della CCC<\/strong>! Grazie agli amici che mi hanno sostenuta, grazie al mio compagno di vita che ancora una volta mi ha aspettata, ha sofferto con me e tagliato il traguardo mano nella mano con me. Sognate gente, sognate.&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Diana Barbieri<\/strong><\/em><\/p>\n<hr>\n<p>Siamo al ristoro di Vallorcine e mancano circa 19 km alla fine. Mi fermo pochi minuti, solo &nbsp;il tempo per ricaricare le borracce di acqua perch\u00e9 se resto di pi\u00f9 rischio di non riprendere. Non mangio nulla, non ne ho voglia, lo stomaco rifiuta qualunque cosa. Ripartiamo, ma <strong>dopo poco mi accorgo che le cose non vanno<\/strong>: su 19 km, di cui 12 di salita, ne percorro 6, poi il crollo, non vedo pi\u00f9, mi siedo su una roccia a lato del sentiero, getto i fidati bastoncini, tiro fuori dallo zaino un panino e un gel. I minuti passano inesorabili, come i tanti compagni di avventura che sembra &nbsp;mi superino senza piet\u00e0, &nbsp;non importa. Bevo sali minerali tutto d\u2019un fiato, nella speranza di ottenere un beneficio. Intanto i pensieri \u00abMa chi me l\u2019ha fatto fare? Ma io non ho ammazzato nessuno. Questa \u00e8 l\u2019ultima volta che faccio una cosa di questo genere\u00bb.<\/p>\n<p>Quando mi rialzo incitato da Diana, mia inseparabile compagna, comincio ad analizzare ci\u00f2 che mi \u00e8 capitato\u2026 <strong>Passo dopo passo mi riprendo, le gambe cominciano a rispondere<\/strong>, e io ragiono sugli errori fatti, penso che forse non ho svolto la preparazione adeguata negli ultimi due mesi, che avrei dovuto fermarmi e mangiare all\u2019ultimo ristoro, che ho sottovalutato la gara e sopravalutato le mie qualit\u00e0\u2026 Eppure lo so che sfidare la montagna significa rischiare grosso. Ma adesso sono in gioco e non mollo. Nel giro di qualche chilometro <strong>recupero 37 posizioni e mi porto al traguardo<\/strong>. Stanco ma felice, felice dell\u2019esperienza appena fatta, felice dell\u2019insegnamento che mi avr\u00e0 dato. Felice della solidariet\u00e0 di questo sport, dell\u2019incitamento della gente al passaggio nei vari paesi. Felice della <strong>sportivit\u00e0<\/strong> di chi avrebbe potuto superarmi nel km finale, perch\u00e9 non ne avevo davvero pi\u00f9, e non lo ha fatto spingendomi invece a tagliare davanti a lui, perch\u00e9 in fondo fino a quel momento non era riuscito a prendermi. Incredibile questo sport, davvero: ti porta al limite, ti massacra, e poi, tempo di realizzare ci\u00f2 che hai fatto, e pensi alla prossima sfida. A proposito, <strong>mi sono appena iscritto ad un trail da 120 km e sono certo che sia Diana che Stefano mi seguiranno<\/strong>!<\/p>\n<p><strong>Pietro Campione<\/strong><\/p>\n<hr>\n<p><em>Le gare dell\u2019UTMB sono questo, ogni concorrente ha la sua fantastica storia, fatta di mesi di allenamenti e sacrifici, di salite e discese, di cadute. Ma essere al via ripaga di tutto e chiudere la gara e ricevere non una medaglia ma magari una giacca FINISHER che tutti invidieranno, \u00e8 gioia pura. Le gare dell\u2019UTMB sono un &nbsp;viaggio, in cui ci si gode ogni singolo passo di una meravigliosa, lunga e dura impresa. E se \u00e8 vero che molto della gestione va alla ragione e all\u2019equipaggiamento, altrettanto vero \u00e8 che non pu\u00f2 mancare un pizzico di follia, che \u00e8 la scintilla che accende la miccia e fa bruciare fino al traguardo, superando ogni limite si credesse di avere.<\/em><\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;Ultra Trail Du Mont Blanc \u00e8 una corsa internazionale che si svolge sui tre versanti (italiano, francese, svizzero) del Monte Bianco, \u00e8 l&#8217;evento trail da non mancare per i trailers di tutto il mondo. 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