{"id":3854,"date":"2017-01-11T18:11:34","date_gmt":"2017-01-11T17:11:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=3854"},"modified":"2017-01-11T18:13:35","modified_gmt":"2017-01-11T17:13:35","slug":"il-treno-nella-storia-lincidente-di-ciampino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-lincidente-di-ciampino\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; L\u2019incidente di Ciampino"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Nel tragico scontro fra treni avvenuto <strong>lo scorso 12 luglio, sulla ferrovia Bari \u2013 Barletta<\/strong>, il fattore tecnico determinante \u00e8 stato il regime di circolazione, basato sul consenso telefonico. In assenza di un impianto di blocco elettrico, come per un trapezista senza rete, un errore umano pu\u00f2 essere fatale. Neanche un moderno sistema di ripetizione in cabina, come gli SCMT o SSC della rete RFI, avrebbe evitato il disastro, perch\u00e9 il punto debole del blocco telefonico sta nel fatto che <strong>nessuna apparecchiatura impedisce l\u2019indebito comando a via libera del segnale di partenza<\/strong> quando la linea \u00e8 ancora occupata da un treno.<\/p>\n<p>Oggi, sulla rete RFI in esercizio regolare, il blocco telefonico \u00e8 praticamente scomparso e sostituito da sistemi molto pi\u00f9 sicuri ma vent\u2019anni fa la situazione era diversa, come testimonia un luttuoso evento simile, nella dinamica e nel contesto, allo scontro sopra ricordato: l\u2019incidente di Ciampino.<\/p>\n<p>Posto sulla <strong>Roma \u2013 Cassino<\/strong>, il nodo di Ciampino \u00e8 punto di diramazione per tre brevi linee, dette \u201cdei Castelli Romani\u201d, che hanno rispettivamente termine a Frascati, Albano Laziale e Velletri: si veda lo schema in figura. <strong>Particolarit\u00e0 tecniche che saranno determinanti nell\u2019incidente<\/strong>: le tre linee sono tutte a semplice binario, erano gestite col blocco telefonico (in Dirigenza Unica quella di Frascati), elettrificate e percorse da treni viaggiatori dello stesso tipo, elettromotrici ALe 801\/940.<\/p>\n<p>Il giorno 27 gennaio 1992 il Dirigente Movimento di Ciampino chiedeva la via libera telefonica al Dirigente di Cecchina, la stazione successiva, per il treno 7217 diretto a Velletri. Il Dirigente di Cecchina trasmetteva il consenso, subordinato per\u00f2 al giunto del treno 7220 nella stazione di Ciampino. Lo scambio di fonogrammi rispettava quanto previsto dal Regolamento Circolazione Treni dell\u2019epoca, per le ferrovie a binario unico col blocco telefonico: articolo 3 comma 7 dell\u2019edizione 1963. Un interessante approfondimento di tale regime di circolazione si trova nella pubblicazione [1].<\/p>\n<p>Quindi,<strong> il 7217, fermo a Ciampino, avrebbe dovuto attendere l\u2019arrivo nella medesima stazione<\/strong> dell\u2019incrociante 7220 per poi immettersi nel binario unico verso Cecchina. Probabilmente un altro treno, fermo o giunto a Ciampino da una linea diversa, fu confuso con l\u2019atteso 7220, in realt\u00e0 ancora in marcia, e il Dirigente, ritenendo oramai libero il binario per Velletri, licenziava il proprio 7217.<\/p>\n<p>Inevitabile fu lo scontro, avvenuto in campagna. L\u2019esito, sei viaggiatori deceduti e 120 feriti, avrebbe potuto essere pi\u00f9 grave se le velocit\u00e0 dei treni non fossero state limitate per la vicinanza della stazione. Una descrizione del sinistro si pu\u00f2 leggere nella pubblicazione [2]; un esame dell\u2019accaduto si trova inoltre in [3].<\/p>\n<p>Senza volere sminuire la rilevanza dell\u2019errore umano nel tragico episodio, va riconosciuto, e ci\u00f2 avvenne sulla stampa specializzata, che<strong> un impianto complesso come Ciampino, alle porte di Roma e interessato da un intenso traffico locale<\/strong>, avrebbe avuto bisogno di un adeguamento tecnologico. Alcuni giornali, sbagliando mira, puntarono l\u2019indice sul binario unico e la confusione si \u00e8 ripetuta quest\u2019anno per l\u2019incidente in Puglia. Resta difficile far comprendere ai \u201cnon addetti ai lavori\u201d che una ferrovia a binario unico non \u00e8 di per s\u00e9 meno sicura di una a binario doppio e che non \u00e8 ragionevole pensare di raddoppiare il binario su tutta la rete italiana per aumentare la sicurezza.<\/p>\n<p>Nel nostro caso, <strong>con materiale di recupero e un investimento irrisorio, e anche questo fu scritto, sarebbe bastato collegare col blocco elettrico manuale, all\u2019epoca ancora diffuso, il nodo di Ciampino<\/strong> con le prime stazioni delle due linee per Albano e per Velletri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] M. Costetti, V. Moffa, \u201cIl blocco telefonico\u201d, Rivista La Tecnica Professionale n. 7-8 Luglio\/Agosto 1992, pagg. 33 \u2013 35.<\/p>\n<p>[2] P. de Palatis, E. Maestrini, \u201cL\u2019importanza del fattore umano\u201c, Rivista La Tecnica Professionale n. 5 Maggio 1992, pag. 20.<\/p>\n<p>[3] P. Ferrari, \u201cSicurezza in ferrovia\u201d, Rivista I treni, vol. XII, n. 125, Aprile 1992, pagg. 12 \u2013 13.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna Nel tragico scontro fra treni avvenuto lo scorso 12 luglio, sulla ferrovia Bari \u2013 Barletta, il fattore tecnico determinante \u00e8 stato il regime di circolazione, basato sul consenso telefonico. In assenza di un impianto di blocco elettrico, come per un trapezista senza rete, un errore umano pu\u00f2 essere fatale. 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