{"id":3098,"date":"2016-03-30T10:08:40","date_gmt":"2016-03-30T08:08:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=3098"},"modified":"2016-03-30T10:08:56","modified_gmt":"2016-03-30T08:08:56","slug":"il-treno-nella-storia-lelettricita-nei-treni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-lelettricita-nei-treni\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; L&#8217;elettricit\u00e0 nei treni"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi sembra normale che un\u2019azienda ferroviaria <strong>non produca in proprio l\u2019energia elettrica di cui necessita<\/strong> e che si rivolga a una fornitura esterna come, del resto, avviene per il combustibile dei mezzi Diesel e avveniva, al tempo delle locomotive a vapore, per il carbone.<\/p>\n<p><strong>All\u2019inizio del Novecento la situazione era diversa<\/strong> e le aziende ferroviarie costruirono centrali elettriche per alimentare le proprie linee. Non si trattava soltanto di scelte autarchiche, peraltro ragionevoli in un\u2019epoca in cui l\u2019eventualit\u00e0 di guerre fra nazioni europee non era da escludersi e l\u2019autonomia energetica poteva avere un valore strategico. La scelta della produzione in proprio si motivava anche con la scarsa presenza di reti elettriche di distribuzione sul territorio.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, <strong>la linea Milano \u2013 Varese, elettrificata in corrente continua nel 1901, venne allacciata all\u2019esistente centrale di Tornavento<\/strong> e, dopo gli anni Dieci, alla rete della societ\u00e0 Dinamo. La prima centrale appositamente costruita per la trazione ferroviaria fu quella idroelettrica di Morbegno (SO), realizzata dalla Rete Adriatica lungo il fiume Adda per l\u2019elettrificazione col sistema trifase delle proprie linee Lecco \u2013 Sondrio e Colico \u2013 Chiavenna (1902). La ferrovia del Fr\u00e9jus, la cui elettrificazione, sempre col sistema trifase, fu avviata nel 1912, inizialmente fu allacciata alla rete AEM di Torino, tramite una centrale di conversione di frequenza, da 50 a 16,7 Hz; ma nel 1921, le FS avviarono la produzione idroelettrica a Bardonecchia, con una propria centrale che utilizzava i torrenti di Melezet e Rochemolles.<\/p>\n<p>In vista dell\u2019ampio programma di elettrificazioni col sistema trifase deciso nel 1922, si pose il problema di <strong>individuare la politica energetica migliore per le FS<\/strong>: si trattava di scegliere tra l\u2019acquisto di elettricit\u00e0 dalle aziende private e la produzione in proprio e, in questo caso, se produrre direttamente alla frequenza di 16,7 Hz oppure alle frequenze industriali (all\u2019epoca, oltre al valore attuale di 50 Hz, si usava anche quello di 42 Hz) e provvedere alla conversione. Di fatto vennero seguite tutte le strade.<\/p>\n<p><strong>Le centrali costruite anteguerra dalle FS furono<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Sagittario (AQ), in funzione dal 1926 per la linea Roma \u2013 Sulmona;<\/li>\n<li>P\u00e0vana (PT), del 1927, per la linea Porrettana (Bologna \u2013 Firenze);<\/li>\n<li>Suviana (BO), del 1934, sempre per la Bologna \u2013 Firenze;<\/li>\n<li>Rio di Pusteria e Bressanone (BZ), entrate in funzione nel 1940 per la Trento \u2013 Brennero e diramazione Bolzano \u2013 Merano.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli eventi bellici causarono la distruzione di quasi tutte queste centrali, che vennero ricostruite negli anni Cinquanta a eccezione di quella di Pavana. A parte un nuovo gruppo attivato nel 1952 a Rio di Pusteria, l\u2019unica centrale del tutto nuova costruita dalle FS nel dopoguerra fu quella di Monastero (SO), che dal 1963 sostitu\u00ec lo storico e piccolo impianto di Morbegno, dalla potenza di soli 9 MVA. Nel contempo, le ferrovie avviarono alcune partecipazioni societarie in aziende elettriche: da segnalare le partecipazioni al consorzio Larderello, nato per lo sfruttamento di energia geotermica a Pomarance (PI), al complesso produttivo Buthier di Borgaretto (TO), con diritto di prelievo gratuito d\u2019elettricit\u00e0, e alla Societ\u00e0 Termoelettrica Siciliana.<\/p>\n<p>Con la nazionalizzazione del settore elettrico italiano fu costituita l\u2019<strong>ENEL<\/strong>, che all\u2019inizio del 1964 acquis\u00ec le partecipazioni societarie sopra citate nonch\u00e9 le centrali FS di Bressanone (potenza installata complessiva 140 MVA), Rio di Pusteria (21 MVA), Monastero (70 MVA) e Suviana (40 MVA). Per motivi tecnici, fu posticipato al 1968 il passaggio all\u2019ENEL delle due centrali di Bardonecchia (potenza installata complessiva 22,75 MVA) e del Sagittario (25 MVA). In cambio della cessione delle centrali, le FS ottennero una tariffa ridotta per l\u2019acquisto d\u2019energia [1].<\/p>\n<p>Questa <strong>convenzione FS\/ENEL<\/strong> venne a scadere alla fine del 1990 e, di fronte all\u2019eventualit\u00e0 di perdere il diritto alla tariffa ridotta, le ferrovie presero in considerazione l\u2019ipotesi di tornare alla produzione autonoma o, in alternativa, di cedere all\u2019ENEL anche la propria rete elettrica primaria ad alta tensione, costituita, all\u2019epoca, da 9163 km di elettrodotti. Tuttavia, nel successivo quarto di secolo nessuna di queste ipotesi si concretizz\u00f2. <strong>Soltanto nel 2016 vedr\u00e0 la luce il piano per la cessione della rete primaria da RFI alla societ\u00e0 Terna del gruppo ENEL<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] A. Fumi, S. Iacomi, V. Salvatori, \u201cL\u2019alimentazione delle linee di trazione elettrica delle Ferrovie dello Stato\u201d, Rivista Ingegneria Ferroviaria, n. 12\/1991.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna &nbsp; Oggi sembra normale che un\u2019azienda ferroviaria non produca in proprio l\u2019energia elettrica di cui necessita e che si rivolga a una fornitura esterna come, del resto, avviene per il combustibile dei mezzi Diesel e avveniva, al tempo delle locomotive a vapore, per il carbone. 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