{"id":3042,"date":"2016-03-09T19:52:58","date_gmt":"2016-03-09T18:52:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=3042"},"modified":"2016-03-09T19:52:58","modified_gmt":"2016-03-09T18:52:58","slug":"il-treno-nella-storia-dalla-citta-alla-campagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-dalla-citta-alla-campagna\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Dalla citt\u00e0 alla campagna"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>Presenza quotidiana nel nodo genovese per una quindicina d\u2019anni, i treni di elettromotrici ALe 803 e carrozze rimorchiate Le 803 hanno concluso un\u2019onesta carriera sulle sponde lariane giusto un anno fa. Ne ricordiamo brevemente la storia.<\/p>\n<p>Fino a un passato non lontano, le FS non mostrarono un particolare interesse verso il servizio viaggiatori di tipo metropolitano, che, sulla rete statale, si limitava al passante di Napoli e al \u201cservizio urbano\u201d di Roma, sul tratto iniziale della linea per Viterbo, a cui si pu\u00f2 aggiungere quello fra Voltri e Nervi e poco altro. I passanti ferroviari di Torino e di Milano sono pi\u00f9 recenti. Non a caso le FS giunsero a progettare treni specifici per i servizi metropolitani in ritardo rispetto ad altri Paesi europei.<\/p>\n<p>Ad esempio, le ferrovie francesi gi\u00e0 nel 1955 avevano messo in servizio, sulle linee intorno a Parigi, le elettromotrici Z 5101-5182 con ben quattro porte per fiancata, capostipiti di varie serie di treni contraddistinti dalla cassa in acciaio inox non verniciato, destinate al servizio suburbano. In Germania, per servizi similari, gi\u00e0 fra le due guerre erano state costruite carrozze a due piani di concezione originale.<\/p>\n<p>In Italia, i primi treni moderni specificamente pensati per i servizi vicinali attorno alle maggiori citt\u00e0 furono quelli composti da automotrici elettriche ALe 803 e relative rimorchiate, progettati dalle FS nel 1957 e ordinati due anni dopo. Da noi, questi sono stati i primi mezzi leggeri dotati di tre porte a comando pneumatico per fiancata, scelta motivata dall\u2019opportunit\u00e0 di rendere pi\u00f9 spedita la salita e la discesa dei viaggiatori e ridurre il tempo di sosta alle fermate, cosa importante appunto nei servizi suburbani.<\/p>\n<p>Il disegno della cassa e le apparecchiature di trazione riprendevano quelli delle elettromotrici ALe 601, progettate negli stessi anni per i servizi rapidi e di rango elevato, ma la velocit\u00e0 massima era limitata a 130 km\/h, valore peraltro pi\u00f9 che sufficiente nei servizi con fermate ravvicinate. La coloritura crema\/amaranto, in anni recenti sostituita dalla livrea unificata XMPR, era del tutto inedita e sarebbe rimasta unica nel parco FS. La fotografia, da me ripresa nel 1978 nella stazione di Genova Pontedecimo, mostra un convoglio spinto da una ALe 803 nell\u2019aspetto originario, in partenza verso i Giovi.<\/p>\n<p>Il primo lotto, costituito da complessi di tre elementi con unit\u00e0 di trazione classificate ALe 803.001 \u2013 034, fu costruito dal 1961 al 1963. Questi treni furono inizialmente assegnati alla capitale, per le linee dei Castelli Romani; le unit\u00e0 successive furono destinate al passante di Napoli e, dal 1964, al servizio suburbano Voltri \u2013 Nervi, inaugurato proprio in quell\u2019anno. Il secondo lotto di quindici treni, costruito tra il 1972 e il \u201973, fu previsto per il nodo di Napoli e, con la disponibilit\u00e0 d\u2019un numero maggiore di carrozze rimorchiate, iniziarono a circolare sulla Riviera Ligure anche composizioni di quattro elementi [1].<\/p>\n<p>In luogo dei ganci e dei respingenti tradizionali, i treni del secondo lotto ricevettero dall\u2019origine il gancio automatico, come quello della foto, il quale avrebbe facilitato l\u2019accoppiamento di due complessi, per formare convogli di sei elementi, cosa che per\u00f2 avvenne assai raramente.<\/p>\n<p>Dal nodo genovese, le ALe\/Le 803 iniziarono a emigrare con l\u2019arrivo, nel 1976, delle nuove ALe801\/940, pi\u00f9 capienti e veloci. Le unit\u00e0 col gancio automatico vennero concentrate a Cremona mentre, per effetto di trasferimenti, altre dotazioni furono costituite presso gli impianti di Bologna, Trieste e Lecco.<\/p>\n<p>Attorno ai maggiori centri, infatti, l\u2019aumento della mobilit\u00e0 pendolare rendeva in molti casi insufficiente la capienza delle ALe 803 e pi\u00f9 vantaggioso il ricorso a treni navetta con carrozze a due piani o a piano ribassato. Cos\u00ec, le nostre elettromotrici, nate per le aree metropolitane pi\u00f9 trafficate, conclusero la carriera su pi\u00f9 tranquille linee di campagna, come la Colico \u2013 Chiavenna in Valtellina, sulla quale ebbi l\u2019ultima occasione di salirvi a bordo nello scorso decennio.<\/p>\n<p>Iniziati gli accantonamenti negli anni Duemila, le unit\u00e0 pi\u00f9 longeve hanno cessato il servizio a Lecco, nel 2015.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] G. Cornol\u00f2, \u201cAutomotrici elettriche\u201d, Ermanno Albertelli Editore, 1985<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Marco Galaverna Presenza quotidiana nel nodo genovese per una quindicina d\u2019anni, i treni di elettromotrici ALe 803 e carrozze rimorchiate Le 803 hanno concluso un\u2019onesta carriera sulle sponde lariane giusto un anno fa. Ne ricordiamo brevemente la storia. 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