{"id":2330,"date":"2015-09-16T18:05:52","date_gmt":"2015-09-16T16:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=2330"},"modified":"2015-09-16T18:05:52","modified_gmt":"2015-09-16T16:05:52","slug":"il-treno-nella-storia-storia-e-attualita-delle-aln-556-fiat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-storia-e-attualita-delle-aln-556-fiat\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Storia e attualit\u00e0 delle ALn 556 Fiat"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uscite di scena, nei servizi passeggeri ordinari, pi\u00f9 di tre decenni fa, le automotrici ALn 556 FIAT appartengono ormai alla storia; ma, col recente ingresso, nel parco dei treni d\u2019epoca, delle ultime due sopravvissute unit\u00e0 del Gruppo, sono anche tornate d\u2019attualit\u00e0. A loro dedichiamo questa pagina, dopo aver ricordato le omonime Breda nella precedente pubblicazione di questa rubrica.<\/p>\n<p>La regola, seguita dalle FS, di basare la classificazione delle automotrici sul numero di posti a sedere ha fatto s\u00ec che <strong>il Gruppo ALn 556 riunisse due sottogruppi di macchine fra loro piuttosto diverse<\/strong>, le FIAT (serie 1200 e 1300) e le Breda (serie 2200).<\/p>\n<p>Con duecento unit\u00e0 costruite fra il 1937 e il \u201839, le ALn 556 FIAT costituirono la serie di automotrici pi\u00f9 numerosa d\u2019anteguerra. Equipaggiate di due motori FIAT 355-C o 356, rispettivamente da 110 o 155 kW complessivi, e di un cambio meccanico a quattro marce, avevano una velocit\u00e0 massima di 110 km\/h [1]. <strong>Interessante \u00e8 il confronto fra i sottogruppi:<\/strong> le automotrici FIAT erano pi\u00f9 leggere (all\u2019origine 23 tonnellate di massa a vuoto, contro le 31 delle consorelle), pi\u00f9 piccole (19 metri di lunghezza contro 22) e montavano freni a pastiglia in luogo dei tradizionali ceppi ferroviari, fattori che testimoniano una concezione in qualche misura ancora legata all\u2019idea dell\u2019autobus su rotaia.<\/p>\n<p>Forse anche per la minore affidabilit\u00e0 dei freni lungo le discese, le ALn 556 FIAT sono state per lo pi\u00f9 adibite a linee secondarie dal profilo poco impegnativo. Le foto risalenti agli ultimi anni di servizio le ritraggono nelle zone di Cuneo, Lecco e Foggia. Pressoch\u00e9 coetanee delle ALn 556 Breda, rispetto a quest\u2019ultime le FIAT hanno avuto una carriera pi\u00f9 breve: gli accantonamenti sono iniziati nella prima met\u00e0 degli anni Settanta. Qualche numero: nel 1979, il parco FS comprendeva ancora 6 unit\u00e0 FIAT contro le 91 Breda; nel 1983, quando erano ancora immatricolate 14 \u201cvecchie Breda\u201d, di cui 4 atte al servizio (in realt\u00e0 non utilizzate), tutte le unit\u00e0 FIAT risultavano radiate; la sola ALn 556.1202 veniva preservata per il Museo di Pietrarsa [2].<\/p>\n<p>Ma la carriera di queste macchine non si concluse sui binari FS bens\u00ec su una<strong> \u201cferrovia in concessione\u201d<\/strong>. Per fronteggiare la carenza di materiale per treni viaggiatori, nel 1971 la Ferrovia Suzzara &#8211; Ferrara (all\u2019epoca gestita da un\u2019amministrazione autonoma, la FSF, e nel 2002 passata alla Regione Emilia \u2013 Romagna, che la gestisce attraverso la societ\u00e0 TPER) acquis\u00ec dalle FS cinque automotrici gi\u00e0 radiate ma ancora in buone condizioni: le ALn 556.1230, 1236, 1277, 1289 e 1292. Esse furono revisionate nelle officine sociali di Sermide (MN) e messe in servizio nel 1972. La 1277 e la 1292 furono ritirate nel 1979; l\u2019anno successivo, dopo l\u2019ultimo impegno estivo per i \u201ctreni del mare\u201d, terminarono i servizi regolari le rimanenti tre. Nel 1981 tutte risultavano fuori turno [3].<\/p>\n<p>Nel 1985, nel visitare il Deposito Locomotive di Sermide, fotografai queste automotrici, due delle quali (la 1236 e la 1277) apparivano in buono stato: il ferroviere accompagnatore mi disse che erano funzionanti e tenute di riserva. Le restanti sembravano accantonate da tempo.<\/p>\n<p>Esattamente trent\u2019anni dopo, alla fine dello scorso giugno, \u00e8 giunta la notizia che<strong> quelle due macchine sono state cedute dalla Regione Emilia Romagna alla Fondazione FS<\/strong>, che ne curer\u00e0 il restauro estetico e funzionale per l\u2019effettuazione di treni storici. Rivedremo quindi in marcia queste automotrici pi\u00f9 che settantenni, una delle quali, la 1277, \u00e8 ripresa all\u2019interno della rimessa di Sermide nella mia foto, qui inserita, scattata nel corso di quella visita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] N. Molino, S. Pautasso, \u201cLe automotrici della prima generazione\u201d, Elledi, 1983.<\/p>\n<p>[2] F. Cherubini, \u201cMateriale motore FS\u201d, Stenvalls, edizioni 1979 e 1983.<\/p>\n<p>[3] D. Haydock, \u201cItalian Railways\u201d, Platform 5 Publishing Ltd, 1995.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna &nbsp; Uscite di scena, nei servizi passeggeri ordinari, pi\u00f9 di tre decenni fa, le automotrici ALn 556 FIAT appartengono ormai alla storia; ma, col recente ingresso, nel parco dei treni d\u2019epoca, delle ultime due sopravvissute unit\u00e0 del Gruppo, sono anche tornate d\u2019attualit\u00e0. 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