{"id":1931,"date":"2015-07-21T11:05:39","date_gmt":"2015-07-21T09:05:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=1931"},"modified":"2015-07-21T11:05:39","modified_gmt":"2015-07-21T09:05:39","slug":"intervista-al-gestore-dellhelp-center-della-stazione-di-genova-cornigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/intervista-al-gestore-dellhelp-center-della-stazione-di-genova-cornigliano\/","title":{"rendered":"Intervista al gestore dell\u2019Help Center della stazione di Genova Cornigliano"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista pubblicata sul <a href=\"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/2015\/07\/21\/disagio-e-solidarieta-nelle-stazioni-in-aumento-i-nuovi-utenti-dellhelp-center-di-genova\/\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">Rapporto Annuale<\/span><\/a> dell&#8217;Osservatorio Nazionale sul Disagio e sulla Solidariet\u00e0 nelle Stazioni Italiane 2014<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Girella \u00e8 il presidente dell\u2019Associazione Soleluna Onlus, che gestisce l\u2019Help Center della stazione di Genova Cornigliano, tra l\u2019aeroporto e le vecchie acciaierie Italsider. Presso il centro \u00e8 operativa una mensa, cui negli anni si sono aggiunti vari altri servizi, soprattutto in ambito socio-sanitario. Soleluna conta circa 120 volontari, che si alternano in turni da 6\/8 persone nella gestione delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cominciamo con un giudizio globale sul 2014.<\/strong><\/p>\n<p>Il 2014 \u00e8 andato bene: siamo riusciti a mantenere attivi tutti i nostri servizi tradizionali. Non si va mai verso un depotenziamento. Anzi, siamo anche riusciti a potenziarne alcuni. Dal punto di vista della mensa, l\u2019utenza si \u00e8 mantenuta costante e il numero dei pasti che forniamo \u00e8 rimasto fisso. Si riscontra, forse, una leggera difficolt\u00e0 nella raccolta del cibo, molto irregolare e molto alterna, e a volte la cosa ci pone qualche problema. Anche nelle risorse finanziarie c\u2019\u00e8 stato un calo molto sensibile rispetto all\u2019anno precedente, ma per ora si riesce comunque a tenere in piedi l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Anche nel 2013 avevate evidenziato un calo delle donazioni di cibo, bilanciato comunque da un accordo con la Coop. Avete mantenuto questa relazione?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo con la Coop \u00e8 sempre valido, cos\u00ec come quello con la mensa aziendale di Ansaldo Energia, che ci fornisce quotidianamente i pasti non consumati. Il gettito degli alimenti che arriva, per\u00f2, ha dei picchi e delle cadute: nonostante qualche difficolt\u00e0 in pi\u00f9, il servizio \u00e8 sempre regolare. Da un punto di vista organizzativo, \u00e8 molto impegnativo il lavoro di rifornimento quotidiano presso le mense: effettuiamo un giro quotidiano dalle 14 alle 16 e tutto il cibo \u00e8 raccolto nel rispetto della normativa. Per quanto riguarda la Coop, il nostro furgone si reca settimanalmente presso il centro di\u00a0smistamento di Rivalta Scrivia, a circa 80km da Genova, che serve un complesso di punti vendita di Liguria, Piemonte e Lombardia. Si pu\u00f2 dire che Soleluna sia diventato in questi anni nel territorio un soggetto pilota in quel recupero di generi alimentari che, grazie anche all\u2019Expo di Milano, \u00e8 diventato oggi un tema molto trattato, ma poco praticato e di cui molti parlano per sentito dire. Sul tema ci sarebbe invece molto da fare, sia sul piano pratico, sia sul piano normativo, magari confrontandosi con quei soggetti che sono gi\u00e0 operativi e che hanno maggiore esperienza.<\/p>\n<p><strong>La riduzione dei fondi per il Banco Alimentare ha avuto un impatto negativo sui vostri servizi?<\/strong><\/p>\n<p>Non abbiamo risentito molto di questi tagli, salvo un po\u2019 negli ultimi mesi del 2014. Dal Banco Alimentare prendiamo soprattutto pasta, che non \u00e8 mai un grosso problema, perch\u00e9 si pu\u00f2 reperire facilmente attraverso molti altri canali. Per tutti i gestori delle mense il punto pi\u00f9 delicato \u00e8 il secondo, ma gli alimenti per cucinarlo non provengono tanto dal Banco Alimentare. Sicuramente le organizzazioni che distribuiscono i pacchi alimentari sono state maggiormente penalizzate da questo punto di vista. L\u2019amministrazione del fondo FEAMD, che finanzia il Banco Alimentare, ha introdotto nuove norme per la distribuzione, legate all\u2019ISEE. Gran parte dei soggetti accreditati sono fuggiti di fronte a procedure che ritengono eccessivamente complicate.<\/p>\n<p><strong>Che andamento hanno avuto nel 2014 i servizi che fornite oltre alla mensa?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo raddoppiato il servizio del gabinetto dentistico, a causa di un forte aumento della richiesta: siamo passati da una a due volte la settimana, grazie all\u2019intervento professionale di due dentisti volontari. Stiamo cercando di dedicare il massimo delle risorse possibili, perch\u00e9 quello delle cure dentali \u00e8 un settore poco coperto dai servizi, rispetto a bisogni primari, come mangiare e vestirsi. Con due dentisti, siamo riusciti a curare almeno 15 utenti la settimana. Una volta la settimana forniamo anche il servizio di medicina di base, con tre medici volontari. Tenere in piedi questa struttura ci richiede parecchio impegno, ma ne vale la pena perch\u00e9 la domanda \u00e8 in continua crescita. La maggiore difficolt\u00e0 che incontriamo \u00e8 quella relativa al reperimento dei medicinali necessari, in particolare antibiotici ed antidolorifici. In proposito ci dicono i nostri medici che, contrariamente a quello che si crede, gli extracomunitari arrivano da noi sani e si ammalano in loco a causa delle condizioni in cui si trovano a vivere.<\/p>\n<p><strong>Gli utenti dei servizi medici sono quindi piuttosto cittadini stranieri?<\/strong><\/p>\n<p>Direi per 2\/3 stranieri e 1\/3 italiani. Visitiamo anche molti bambini. Si tratta per lo pi\u00f9 di persone che o non possono accedere al servizio sanitario nazionale o non hanno il background necessario per andare da sole dal medico o in ospedale e hanno bisogno di un ambiente in qualche modo protetto per avvicinarsi alle cure. Per le cure dentali l\u2019accesso alle strutture pubbliche \u00e8 di fatto molto problematico. I nostri dentisti non fanno protesi, ma eseguono ricostruzione e cura. Gli utenti hanno bocche spesso disastrate, ma si riesce a rimetterle abbastanza a posto. L\u2019elemento interessante \u00e8 che ci sono persone che hanno preso a venire regolarmente per seguire un percorso di risanamento in cui mettono impegno e costanza.<\/p>\n<p><strong>Quali altri servizi fornite a Genova Cornigliano?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2014 abbiamo pianificato un servizio nuovo, che svolgiamo in collaborazione con la Caritas diocesana, ogni sabato mattina. Si tratta di un servizio doccia dedicato ai bambini Rom e alle loro madri. L\u2019obiettivo di questa azione \u00e8 evitare la discriminazione a scuola nei confronti di questi bambini che, oltre alla loro origine, rischiano di essere emarginati anche per le loro condizioni igieniche. Al di l\u00e0 della bont\u00e0 di questo servizio specifico, siamo felici della sinergia nata con Caritas, che si inserisce nel nostro percorso tradizionale, che ha sempre puntato molto al lavoro di rete e all\u2019estensione delle collaborazioni. Anche per quanto riguarda il cibo che riceviamo: se abbiamo dei surplus, lo distribuiamo ad altre organizzazioni.<\/p>\n<p><strong>Il servizio docce \u00e8 riservato ai bambini Rom, o \u00e8 anche aperto ad altri utenti?<\/strong><\/p>\n<p>No, \u00e8 tendenzialmente aperto a tutti i nostri utenti ed in passato siamo riusciti a farlo funzionare regolarmente due volte alla settimana. In effetti, nel 2014 il servizio \u00e8 andato avanti con alternanza per problemi strutturali: la realizzazione della nuova strada a mare ha causato spesso interruzioni dell\u2019erogazione dell\u2019acqua, ma ora i problemi sono risolti e ci sforzeremo, quindi, a breve di ristabilire la regolarit\u00e0 di un servizio fondamentale, in una citt\u00e0 in cui i bagni pubblici sono praticamente spariti.<\/p>\n<p><strong>In termini di tipologia di utenza, avete notato variazioni rispetto al 2013?<\/strong><\/p>\n<p>Non registriamo grosse variazioni. La nostra utenza \u00e8, sin dall\u2019inizio, piuttosto giovane. Anche se non rileviamo sistematicamente l\u2019et\u00e0, posso dire che la grande maggioranza si colloca intorno ai 40 anni. Gli stranieri che vengono da noi, poi, sono di recente immigrazione, quindi giovani. Italiani ce ne sono, gente che ha perso il lavoro o situazioni familiari di rottura. Con riferimento ai frequentatori della mensa, quando abbiamo iniziato, vale a dire una diecina di anni fa, il rapporto italiani\/stranieri era di 30\/70; ora siamo vicini a 50\/50.<\/p>\n<p><strong>Poco fa ha accennato alla demolizione delle acciaierie, che per decenni hanno costituito il segno distintivo di Cornigliano. \u00c8 in corso un progetto di riqualificazione dell\u2019area che abbia un impatto positivo sulla stazione?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019idea di riqualificazione e bisogna dire che la situazione a Cornigliano \u00e8 migliorata: lo vediamo anche dalle presenze in stazione, occupandoci noi \u2013 in virt\u00f9 dell\u2019accordo che abbiamo con Ferrovie dello Stato Italiane \u2013 delle pulizie delle aree dedicate ai passeggeri. Tuttavia, a fronte di questo miglioramento, dobbiamo segnalare un forte aumento del disagio sociale nella vicina Sampierdarena. Qui, oltre ad un\u2019immigrazione massiccia e non ben metabolizzata di persone provenienti dall\u2019Ecuador, il problema grosso \u00e8 rappresentato da un aumento incredibile di sale giochi, alcune delle quali sono enormi. Questa diffusione indiscriminata di luoghi dove praticare il gioco d\u2019azzardo ha fatto s\u00ec che l\u2019ambiente sia percepito come pi\u00f9 degradato e problematico di quanto sia effettivamente, perch\u00e9 sia Cornigliano che Sampierdarena sono tutto sommato luoghi con una socialit\u00e0 molto viva e non privi di spazi fisici apprezzabili. Cornigliano risente comunque degli effetti negativi di ci\u00f2 che accade a Sampierdarena, anche se non abbiamo da riportare episodi di violenza che ci abbiano riguardato da vicino. Tutto questo, per\u00f2, qualche preoccupazione la suscita.<\/p>\n<p><strong>E se spostiamo lo sguardo sull\u2019intera citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>La situazione a Genova non mi sembra cambiata in misura rilevante, ma certo nel 2014 non ci sono stati segni di miglioramento in citt\u00e0: la crisi continua e continuano i suoi effetti negativi nei confronti degli strati pi\u00f9 deboli della popolazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista pubblicata sul Rapporto Annuale dell&#8217;Osservatorio Nazionale sul Disagio e sulla Solidariet\u00e0 nelle Stazioni Italiane 2014 &nbsp; Marco Girella \u00e8 il presidente dell\u2019Associazione Soleluna Onlus, che gestisce l\u2019Help Center della stazione di Genova Cornigliano, tra l\u2019aeroporto e le vecchie acciaierie Italsider. 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