{"id":1441,"date":"2015-06-11T15:26:22","date_gmt":"2015-06-11T13:26:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=1441"},"modified":"2015-06-11T15:26:22","modified_gmt":"2015-06-11T13:26:22","slug":"nuovi-treni-per-citta-piu-vivibili-lo-studio-di-legambiente-con-il-contributo-di-ansaldo-breda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/nuovi-treni-per-citta-piu-vivibili-lo-studio-di-legambiente-con-il-contributo-di-ansaldo-breda\/","title":{"rendered":"Nuovi treni per citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili, lo studio di Legambiente, con il contributo di Ansaldo Breda"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<div class=\"node \">\n<div class=\"content\">\n<p><strong>Nel dossier, scaricabile <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.legambiente.it\/sites\/default\/files\/docs\/studionuovitrenicitta-legambiente.pdf\">cliccando qui<\/a>,<\/span> anche dati interessanti riguardo a Genova.<\/strong><\/p>\n<p>Nuovi treni per citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili. Per Legambiente parte da qui la sfida per ripensare la mobilit\u00e0 urbana e il trasporto su ferro, un trasporto che deve essere potenziato, migliorato, reso pi\u00f9 competitivo con maggiori investimenti e che deve saper rispondere alla nuova e crescente domanda di mobilit\u00e0 delle aree urbane. Ad oggi il trasporto ferroviario italiano conta, invece, treni troppo vecchi, lenti e lontani dagli standard europei di frequenza delle corse. <strong>I<\/strong><strong>n Italia sono 3.290 i treni in servizio nelle regioni<\/strong>. L\u2019et\u00e0 media dei convogli in circolazione sulla rete regionale \u00e8 di <strong>18,6 anni<\/strong> con differenze da regione a regione, dove si trovano anche treni che hanno <strong>pi\u00f9 di 20 anni<\/strong> di et\u00e0 come succede ad esempio in<strong>Abruzzo <\/strong>(84,7%), <strong>Puglia<\/strong> (64,4%) e <strong>Umbria<\/strong> (66,3%). Anche se negli ultimi dieci anni sono stati realizzati da parte delle Regioni interventi per la sostituzione del materiale rotabile, il tasso di sostituzione \u00e8 ancora per\u00f2 troppo lento dato che ha riguardato solo il 19,8% della flotta totale di treni regionali attualmente in circolazione. a Lombardia \u00e8 la regione che ha acquistato pi\u00f9 treni nuovi, per un totale di 125 (circa il 19% del totale nazionale), seguita da l\u2019Emilia-Romagna con 72 treni tra revamping e nuovi. Tra le altre regioni la Campania con 63 treni tra nuovi e completamente ristrutturati. Ed ancora ci sono anche treni metropolitani e tram troppo vecchi: a Milano ad esempio l\u2019\u2019et\u00e0 media \u00e8 rispettivamente di 23,9 anni e 64,5; <strong>a Genova oscilla tra i 20 ed i 25 anni<\/strong>. Stessa situazione per la linea B di Roma e per la linea 2 di Napoli (la linea storica che utilizza treni suburbani). A ci\u00f2 si aggiungono i ritardi e i disservizi che contraddistinguono il trasporto ferroviario e che caratterizzano la vita dei <strong>5 milioni di pendolari<\/strong> che ogni giorno prendono treni regionali e metropolitane.<\/p>\n<p>\u00c8 questo in sintesi il quadro che emerge dallo studio \u201c<em>Nuovi treni per citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili<\/em>\u201d realizzato da Legambiente, con il contributo di Ansaldo Breda, che ha analizzato la situazione infrastrutturale e del trasporto ferroviario nelle citt\u00e0. Lo studio \u00e8 verr\u00e0 presentato oggi pomeriggio a Milano insieme ad <strong>AnsaldoBreda<\/strong>, la societ\u00e0 Finmeccanica presente alla 61ma edizione di Uitp, il pi\u00f9 importante salone ferroviario nel settore delle metro, dei treni regionali e dei tram. All&#8217;evento, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano, hanno partecipato: l&#8217;assessore ai Trasporti del capoluogo lombardo <strong>Pierfrancesco<\/strong> <strong>Maran<\/strong>, il vicepresidente nazionale di Legambiente <strong>Edoardo Zanchini<\/strong>, il presidente di ATM <strong>Bruno Rota<\/strong> e il Ceo di AnsaldoBreda <strong>Maurizio Manfellotto.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLo studio che abbiamo presentato oggi &#8211; dichiara <strong>Edoardo Zanchini,<\/strong><strong>vicepresidente nazionale di Legambiente <\/strong>&#8211; non \u00e8 solo la descrizione della situazione che ogni giorno vivono i 5 milioni di italiani che ogni giorno prendono metropolitane e treni regionali. \u00c8 soprattutto un contributo importante per ragionare del futuro del Paese, perch\u00e9 indica una direzione precisa e percorribile di cambiamento. Per un paese come l&#8217;Italia recuperare il ritardo negli investimenti sui treni, mettendo in campo un programma nazionale per 1600 tra treni regionali, metropolitani e tram, \u00e8 una scelta che non solo aiuterebbe i pendolari e la vivibilit\u00e0 nelle citt\u00e0, ma che permetterebbe di creare lavoro e innovazione nella direzione della green economy&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Come rendere pi\u00f9 moderne e sostenibili le citt\u00e0 italiane \u2013 <\/strong>Lo studio di Legambiente \u00e8 partito dall\u2019analisi della realt\u00e0 esistente, dei treni in circolazione e infrastrutturale, per individuare gli investimenti necessari ad avere un servizio di livello europeo. <strong>Sono 1.593 i treni che mancano per avere un servizio realmente competitivo<\/strong>, ossia con treni che non superino i 20 anni di et\u00e0, e un rafforzamento del servizio nelle tratte pi\u00f9 frequentate nelle citt\u00e0 e per recuperare il servizio al Sud. Precisamente dai calcoli servirebbero 1293 treni per il trasporto regionale, 150 per rafforzare il servizio sulle linee metropolitane, 184 tram per il servizio urbano. A questi risultati si \u00e8 arrivati fissando degli obiettivi chiari e che sono nell\u2019interesse generale, oltre che dei pendolari: <strong>un rinnovamento del parco rotabile in circolazione <\/strong>sostituendo i treni con pi\u00f9 di 20 anni di et\u00e0; \u00a0il<strong>potenziamento dell\u2019offerta nelle tratte pi\u00f9 frequentate delle aree metropolitane<\/strong>; il <strong>miglioramento del servizio nelle regioni meridionali<\/strong>perch\u00e9 oggi sono numerose le linee che collegano anche importanti centri urbani (la Jonica e la Tirrenica in Calabria, Palermo-Messina, Palermo-Catania, Trapani-Palermo in Sicilia per citarne alcune) che vedono transitare ogni giorno pochissimi convogli. Per un investimento di questa dimensione si pu\u00f2 stimare una spesa che varia tra i 4 i 5 miliardi, che pu\u00f2 ridursi in caso di un intervento di revamping che riguardi almeno in parte il materiale rotabile ma anche se si decider\u00e0 di passare attraverso una stazione appaltante unica. Una cifra del genere, se valutata dentro un intervallo di 10 anni e considerando un intervento in cofinanziamento statale, regionale e in parte comunale, appare assolutamente alla portata di un Paese come l\u2019Italia. Per questo Legambiente nello studio sottolinea l\u2019importanza di una<strong>regia nazionale<\/strong> in grado di indirizzare in modo uniforme le politiche in tema di mobilit\u00e0 e trasporti e la necessit\u00e0 di maggiori investimenti tali.<\/p>\n<p><strong>Nel panorama italiano ci sono gi\u00e0 diversi esempi di successo che dimostrano come questa politica funzioni<\/strong>. Nella Provincia di Bolzano, gli investimenti in materiale rotabile e nelle stazioni hanno portato ad un aumento dei passeggeri che sono passati da 11mila nel 2011 a 29.300 nel 2014. C\u2019\u00e8 poi il caso della metrotranvia di Firenze, che collega Firenze a Scandicci, che a quattro anni dalla sua attivazione registra oltre 13 milioni di viaggiatori all\u2019anno. La tramvia extraurbana di Bergamo, nota con il nome \u201cTram delle Valli\u201d, pensata per riattivare una linea ferrovia dismessa, in 5 anni ha registrato oltre 15 milioni di passeggeri. Pi\u00f9 del 14% di nuovi passeggeri che oggi utilizzano il tram prima si spostavano in macchina. Infine Legambiente ricorda che una serie e innovativa politica accompagnata da interventi ad hoc permetterebbe di avere vantaggi trasportistici, di vivibilit\u00e0 delle citt\u00e0 italiane, vantaggi ambientali, occupazionali, vantaggi per la spesa e la salute dei cittadini.<\/p>\n<p><strong>Confronto con le citt\u00e0 europee<\/strong> &#8211; Dallo studio di Legambiente emerge, inoltre, come il trasporto su ferro italiano sia indietro rispetto a quello europeo. In totale la lunghezza delle linee di metropolitane in Italia \u00e8 pari a 227,5 chilometri, grazie in particolare all\u2019apertura della linea M5 di Milano e della prima tratta della linea C di Roma. Nonostante i passi avanti realizzati negli ultimi anni, la rete italiana continua ad essere lontana anche da citt\u00e0 come Berlino (147,5 km), Parigi (219,5 km), Madrid (290,3) e Londra (464,2). Per quanto riguarda le linee ferrovie suburbane<strong>, <\/strong>la Penisola \u00e8 dotata di una rete totale di 637,6 km mentre sono 2.033,7 quelli della Germania, 1.815,4 km nel Regno Unito e 1.400,4 in Spagna. Riguardo alle linee di tram, se fino a qualche decennio fa l\u2019Italia ricopriva una posizione di vertice nelle classifiche europee, oggi invece vanta 9 citt\u00e0 dotate di almeno una linea tramviaria, mentre sono 11 in Spagna, 24 in Francia e addirittura 47 in Germania.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dossier, scaricabile cliccando qui, anche dati interessanti riguardo a Genova. Nuovi treni per citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili. 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