{"id":1021,"date":"2015-04-14T11:02:28","date_gmt":"2015-04-14T09:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=1021"},"modified":"2015-04-14T11:02:28","modified_gmt":"2015-04-14T09:02:28","slug":"il-treno-nella-storia-i-pionieri-della-sicurezza-elettrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-i-pionieri-della-sicurezza-elettrica\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; I pionieri della sicurezza elettrica"},"content":{"rendered":"<p><em>di Marco Galaverna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi gli effetti della corrente elettrica nel corpo umano sono ben noti e<strong> la sicurezza elettrica \u00e8 una materia consolidata<\/strong>. I progettisti possono riferirsi alle \u201ccurve di pericolosit\u00e0 tempo \u2013 corrente\u201d recepite dalle norme CEI (Fascicolo 1335 P del 1990) e altre norme fissano i valori massimi ammessi per le tensioni di contatto dirette e indirette nonch\u00e9 per i tempi d\u2019intervento degli interruttori di protezione. Ma alla fine dell\u2019Ottocento, le certezze in materia erano assai minori.<\/p>\n<p><strong>Nel 1897 il Governo italiano diede a una commissione di ingegneri l\u2019incarico di studiare la possibilit\u00e0 di introdurre la trazione elettrica nelle ferrovie del nostro Paese<\/strong>. La commissione espose i propri risultati in un documento, noto come Relazione Nicoli \u2013 Grismayer, stampato nel 1899. Fra i vari aspetti esaminati, v\u2019era quello dei rischi di folgorazione. Infatti, nella scelta della tensione di alimentazione delle future locomotive elettriche, si riteneva di dover considerare anche l\u2019incolumit\u00e0 dei viaggiatori e del personale.<\/p>\n<p>La Relazione (che leggiamo, in estratto, nel libro [1]) dichiara che \u201c<em><strong>non si conosce ancora con precisione quale sia il potenziale di una corrente<\/strong>, continua o alternata, veramente pericoloso, cio\u00e8 capace di produrre un danno permanente ovvero che riesca letale se attraversa il corpo umano<\/em>\u201d. Pi\u00f9 avanti si legge che, per le tranvie (le quali avevano gi\u00e0 sperimentato la trazione elettrica pochi anni prima), si era scelta l\u2019alimentazione in corrente continua a 600 V in quanto tale valore sembrava non essere pericoloso. Questa asserzione a noi appare quanto meno azzardata, giacch\u00e9 attualmente la soglia di pericolosit\u00e0 per il contatto con una tensione continua \u00e8 fissata a 120 V.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 interessante notare che <strong>gi\u00e0 all\u2019epoca si stimava la corrente alternata (c.a.) pi\u00f9 pericolosa della continua (c.c.)<\/strong> e si conoscevano \u201c<em>disgrazie con potenziali alternativi inferiori a 300 V<\/em>\u201d [1]. Peraltro, la cosa non imped\u00ec agli Svizzeri di elettrificare le tranvie di Lugano nel 1895, con la c.a. trifase a 500 V, audacia premiata dalla buona sorte poich\u00e9 non si ebbe a registrare alcun incidente.<\/p>\n<p>La digressione che la Relazione Nicoli \u2013 Grismayer rivolgeva alla necessit\u00e0 di divulgare al pubblico la pericolosit\u00e0 delle tensioni superiori ai 500 V induce a pensare che, <strong>all\u2019epoca, l\u2019opinione popolare tendesse a sottovalutare i rischi dell\u2019elettricit\u00e0<\/strong>. Addirittura, per monito generale, gli Autori auspicavano di compiere esperimenti dimostrativi, per osservare gli effetti delle correnti di varia intensit\u00e0 sugli animali; e allo scopo, si suggerivano cani di grossa taglia (nell\u2019Ottocento gli animalisti non avevano voce in capitolo).<\/p>\n<p>Sorprendente \u00e8 poi l\u2019esperimento, riportato dalla Relazione, che il fisico W. E. Weber [2] aveva compiuto su di s\u00e9 per studiare gli effetti fisiologici delle correnti: \u201c<em>1 \u2013 Prendendo con ambe le mani bagnate due conduttori, tra i quali esiste una differenza di potenziale di 50 V alternativi, si produce una rapida paralizzazione dei muscoli delle mani che impedisce l\u2019abbandono dei conduttori. 2 \u2013 Lo stesso fenomeno si produce soltanto a una tensione di 100 V se le mani sono asciutte. 3 \u2013 Se una persona coi piedi in contatto col suolo stringe con forza un solo conduttore a potenziale di 1300 V alternativi, la mano \u00e8 temporaneamente paralizzata e il filo non pu\u00f2 essere abbandonato.<\/em>\u201d. L\u2019esperienza (che sconsigliamo ai nostri lettori) non venne per\u00f2 considerata determinante perch\u00e9 le condizioni delle prove erano diverse da quelle in cui si sarebbero potuti verificare contatti accidentali fra gli impianti ferroviari e le persone.<\/p>\n<p>A questo punto, <strong>l\u2019incertezza sui rischi di folgorazione avrebbe potuto ostacolare il progresso delle elettrificazioni ferroviarie, almeno in Italia<\/strong>. Ma, fortunatamente, i nostri Autori citarono uno studio col quale il prof. G. Kapp [3] rispondeva alla Casa Brown (progettista di ferrovie elettriche in Svizzera) in merito ai pericoli della corrente. Il prof. Kapp rovesciava l\u2019impostazione del problema e asseriva che la sicurezza non andava raggiunta abbassando i livelli della tensione elettrica ma con un\u2019opportuna disposizione degli impianti. L\u2019impianto sarebbe stato sicuro sospendendo i conduttori aerei a una sufficiente altezza dal binario, rendendo cos\u00ec pressoch\u00e9 impossibile il contatto accidentale, anche nei passaggi a livello, e inserendo apparecchi atti a togliere l\u2019alimentazione del circuito in caso di rottura e caduta dei fili o di necessit\u00e0 del personale. <strong>Lo studio del prof. Kapp anticipava, 120 anni fa, i concetti di protezione per distanziamento e di sezionamento delle linee, che sono ancora presenti nella normativa odierna di settore<\/strong> (CENELEC e CEI) e apriva la strada alla grande storia della trazione elettrica in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] <strong>M. Loria<\/strong>, \u201cStoria della trazione elettrica in Italia\u201d, Giunti, Firenze1971.<\/p>\n<p>[2] <strong>Weber, Wilhelm Eduard<\/strong> (Wittenberg 1804 \u2013 Gottinga 1891); il cognome di questo scienziato ha ispirato l\u2019unit\u00e0 di misura del flusso magnetico nel sistema SI, il weber.<\/p>\n<p>[3] <strong>Kapp, Gisbert<\/strong> (Mauer 1852 \u2013 UK 1922); gli studenti di Elettrotecnica ricorderanno il \u201cFattore di Kapp\u201d e il \u201cDiagramma di Kapp\u201d nello studio delle macchine a corrente alternata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Galaverna &nbsp; Oggi gli effetti della corrente elettrica nel corpo umano sono ben noti e la sicurezza elettrica \u00e8 una materia consolidata. 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