{"id":10209,"date":"2026-04-17T16:30:34","date_gmt":"2026-04-17T14:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=10209"},"modified":"2026-04-17T16:30:59","modified_gmt":"2026-04-17T14:30:59","slug":"il-treno-nella-storia-il-sindaco-di-sestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-il-sindaco-di-sestri\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Il sindaco di Sestri"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Un centenario che finora sembra rimasto un po\u2019 in sordina \u00e8 quello della creazione della \u201cGrande Genova\u201d. Si pu\u00f2 non condividere l\u2019ideologia che port\u00f2 a quell\u2019evento ma, di fatto, ne \u00e8 ancora condizionata, negli aspetti positivi e in quelli negativi, la vita della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Regio Decreto n. 74 del 14 gennaio 1926 stabil\u00ec l\u2019annessione a Genova di diciannove comuni: tutti quelli del Ponente fino a Voltri compreso, quelli della Val Polcevera e altri del Levante e della Val Bisagno, che erano rimasti esclusi dalla precedente annessione, quella del 1874, che aveva interessato, oltre a Staglieno, i comuni oltre Bisagno pi\u00f9 vicini alla citt\u00e0. L\u2019aggregazione del 1926 ebbe un impatto maggiore rispetto a quella del 1874, prima della quale il Comune di Genova si estendeva soltanto fra Brignole e Principe. Allorch\u00e9 il Decreto del \u201926 divenne operativo, la popolazione della \u201cGrande Genova\u201d aument\u00f2 da 335000 a 580000 abitanti, pi\u00f9 o meno com\u2019\u00e8 oggi.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che alcuni piani per la destinazione delle aree e progetti di infrastrutture di trasporto furono sviluppati con una visione d\u2019insieme che precedette l\u2019aggregazione dei vari comuni. Gi\u00e0 a fine Ottocento si erano delineate la vocazione industriale del Ponente e la vocazione residenziale del Levante; di fronte alla crescita dei commerci, fu proposta la realizzazione di un complesso portuale da Sampierdarena a Voltri con una sola interruzione a Pegli, di cui interessava preservare la valenza turistica.<\/p>\n<p>Con un salto temporale di un secolo, arriviamo al 1997, allorch\u00e9, dopo dieci anni di lavori, viene aperta la bretella ferroviaria che connette il nuovo Voltri Terminal Europa &#8211; VTE, interessato da un traffico di contenitori in vivace espansione, alla linea Genova \u2013 Ovada nei pressi della stazione di Borzoli. Si apre, con quest\u2019opera, un itinerario alternativo alle linee ferroviarie dei Giovi per i treni merci che collegano lo scalo marittimo genovese con la Pianura Padana e i valichi alpini.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9, il 6 ottobre 2025 si inaugura il collegamento in galleria fra il raccordo Voltri \u2013 Borzoli e la linea Succursale dei Giovi in direzione di Sampierdarena, essenzialmente per offrire ai treni provenienti da Savona e diretti a Genova \u2013 e ovviamente a quelli in senso contrario \u2013 un itinerario alternativo a quello costiero, evitando cos\u00ec le interferenze con altri convogli a Sestri Ponente.<\/p>\n<p>Una figura riportata nel libro [1] mostra che questi recenti collegamenti ferroviari erano stati pensati, sia pure con altre finalit\u00e0 e diversit\u00e0 di tracciato, cent\u2019anni fa. La figura deriva da uno studio pubblicato nel 1919 dall\u2019allora sindaco di Sestri Ponente, Carlo Canepa, \u201cDal Polcevera al Varenna, la nuova citt\u00e0 industriale\u201d, conservato nell\u2019Archivio Storico Ansaldo. Nel riprodurla, io ho evidenziato in colore rosso i collegamenti proposti.<\/p>\n<p>All\u2019ingegner Cappello, Capo Servizio Principale delle Ferrovie dello Stato, erano stati presentati dall\u2019ing. G. B. Antonelli e da Coen \u2013 Cagli (Ansaldo) progetti per una nuova linea ferroviaria destinata a collegare i bacini portuali di futura realizzazione alla rete esistente. Si trattava, come si desume dall\u2019immagine, di due gallerie sotto gli Erzelli, che sembrano collegarsi alla linea dei Giovi, una in direzione di Genova poco sopra Sampierdarena e una verso nord, all\u2019altezza del Quadrivio Torbella. I progetti non ebbero seguito.<\/p>\n<p>Tuttavia, il disegno, grosso modo, anticipava quello attualmente realizzato seppure a una quota inferiore. Purtroppo, nel libro citato, la qualit\u00e0 della riproduzione rende difficile la lettura dei dettagli. L\u2019indicazione delle linee ferroviarie \u00e8 pi\u00f9 o meno corretta e coerente con l\u2019epoca ma mancano la Bolzaneto \u2013 Campi che, aperta nel 1914, al tempo di quel progetto esisteva gi\u00e0, e la distinzione fra la via Sussidiaria e la via Bastioni: in quale delle due si sarebbero innestati i nuovi binari non \u00e8 chiaro; forse la via Bastioni, ma tutto il disegno \u00e8 approssimativo, soprattutto nella resa dell\u2019abitato, che non corrisponde alla situazione del 1919 e pare piuttosto ricavato da carte precedenti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] P. Cevini, B. Torre, \u201cArchitettura e industria: il caso Ansaldo\u201d, Sagep, 1994, pag. 155<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Un centenario che finora sembra rimasto un po\u2019 in sordina \u00e8 quello della creazione della \u201cGrande Genova\u201d. Si pu\u00f2 non condividere l\u2019ideologia che port\u00f2 a quell\u2019evento ma, di fatto, ne \u00e8 ancora condizionata, negli aspetti positivi e in quelli negativi, la vita della nostra citt\u00e0. 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