{"id":10177,"date":"2026-02-11T16:41:53","date_gmt":"2026-02-11T15:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/?p=10177"},"modified":"2026-02-11T16:41:53","modified_gmt":"2026-02-11T15:41:53","slug":"il-treno-nella-storia-correva-lanno-1926","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superbadlf.it\/wordpress\/il-treno-nella-storia-correva-lanno-1926\/","title":{"rendered":"Il Treno nella Storia &#8211; Correva l\u2019anno 1926"},"content":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 consuetudine della nostra rubrica, dedichiamo una pagina alle ferrovie inaugurate proprio cent\u2019anni fa. Questa volta si prospetta una situazione forse pi\u00f9 unica che rara: a parte raccordi in nodi gi\u00e0 esistenti, nessuna delle linee ferroviarie aperte nel 1926 funziona ancora: una falcidia totale, che non ha interessato la rete FS trattandosi di linee, come si diceva, \u201cin concessione\u201d.<\/p>\n<p>A scartamento ordinario furono aperte le tratte Soresina \u2013 Cremona (24 km), Malnate \u2013 Valmorea (7 km) e S. Giovanni Bianco \u2013 Piazza Brembana (10 km). La prima fu gestita dalla SNFT (Societ\u00e0 Nazionale Ferrovie e Tramvie) e costituiva una specie di doppione della tratta FS tra Soresina e Cremona, facente parte, come oggi, della Treviglio \u2013 Cremona; serviva per\u00f2 altre localit\u00e0, su un percorso diverso da quello FS, e fu chiusa nel 1956.<\/p>\n<p>La seconda si svolgeva all\u2019interno della provincia di Varese ed era stata prolungata fino al confine svizzero; la tratta transfrontaliera ebbe vita brevissima mentre la sezione fino a Valmorea fu chiusa nel 1977. Negli ultimi decenni pi\u00f9 volte se ne tent\u00f2 la riapertura, anche parziale, per treni turistici, con qualche temporaneo successo ma oggi il binario, ancora esistente, \u00e8 abbandonato.<\/p>\n<p>La terza era la tratta terminale della ferrovia Bergamo \u2013 Piazza Brembana (40 km), l\u2019unica delle linee fin qui ricordate a essere stata elettrificata. Essa serviva le famose terme di S. Pellegrino ed era a suo tempo interessata da un traffico significativo; tuttavia fu chiusa nel 1966. La sede del tratto iniziale, da Bergamo a Villa d\u2019Alm\u00e8 (circa 12 km), \u00e8 attualmente oggetto di lavori, finalizzati alla realizzazione di una tranvia extraurbana al posto della vecchia ferrovia.<\/p>\n<p>Con lo scartamento metrico, poco diffuso in Italia, fu invece costruita la breve ferrovia Intra \u2013 Premeno (13 km) con finalit\u00e0, almeno in origine, soprattutto turistiche. Siamo sul Lago Maggiore, in provincia di Verbania, fra paesaggi naturali mozzafiato e alberghi di gran lusso. La ferrovia era elettrificata ma non riusc\u00ec a reggere la concorrenza dell\u2019autotrasporto e fu chiusa nel 1960.<\/p>\n<p>Delle sfortunate linee aperte cent\u2019anni fa, la parte preponderante spetta allo scartamento ridotto di 950 mm, tanto presente nel nostro Paese da essere noto anche come \u201cscartamento ridotto italiano\u201d. Le ricordiamo di seguito.<\/p>\n<p>La Pracchia \u2013 Mammiano (17 km) collegava la stazione di Pracchia, posta sulla Bologna \u2013 Firenze via Porretta, all\u2019epoca asse fondamentale della rete nazionale giacch\u00e9 non era ancora stata aperta la \u201cDirettissima\u201d, con l\u2019Appennino pistoiese, agevolando il turismo e il raggiungimento delle cime dell\u2019Abetone, uno dei pi\u00f9 importanti siti di sport invernali dell\u2019Italia centrale; era elettrificata e svolgeva peraltro anche traffico merci ma fu chiusa nel 1965.<\/p>\n<p>Legata alle miniere di carbone, fu invece la rete delle Ferrovie Meridionali Sarde (FMS), completata appunto nel 1926 e formata dalle due linee Siliqua \u2013 S. Giovanni Suergiu (indicato anche come Palmas Suergiu) \u2013 Calasetta (80 km) e S. Giovanni Suergiu \u2013 Carbonia \u2013 Iglesias (34 km), che avevano punti di contatto con la rete FS a Siliqua, Carbonia e Iglesias. Le linee FS che collegano queste ultime localit\u00e0 con Cagliari esistono ancora, sebbene il servizio viaggiatori sia al momento, per motivi imprecisati, sospeso. Di contro, la cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 estrattiva condann\u00f2 le FMS alla chiusura, avviata per tratte e ultimata nel 1974; ne seguirono l\u2019abbandono degli impianti e la parziale alienazione dei rotabili. Poche informazioni si trovano su questa rete; va segnalato l\u2019articolo [1].<\/p>\n<p>Abbiamo lasciato per ultima la ferrovia Spoleto \u2013 Norcia (51 km), aperta anch\u2019essa nel \u201926, con la trazione elettrica e lo scartamento di 950 mm, perch\u00e9 ha un particolare legame con la Superba. Dopo la chiusura di questa ferrovia, avvenuta nel 1968, caratterizzata da notevoli opere d\u2019arte, tanto da essere denominata \u201cil piccolo Gottardo\u201d, le quattro elettromotrici A4 \u2013 A5 \u2013 A6 \u2013 A7, gi\u00e0 ammodernate nella cassa e negli equipaggiamenti interni, furono acquisite nel 1970 dalla \u201cnostra\u201d Genova \u2013 Casella. Per la loro seconda carriera sui binari liguri, questi mezzi subirono la modifica dello scartamento da 950 a 1000 mm.<\/p>\n<p>Nel tempo, la A4 e la A7 furono demolite. Sopravvivono la A5 e la A6, al momento non in ordine di marcia; potrebbero essere recuperate come materiale storico, giacch\u00e9, dopo la recente acquisizione di elettrotreni dalla Domodossola \u2013 Locarno, la ferrovia Genova \u2013 Casella, il cui esercizio continua a essere sospeso, dispone, almeno sulla carta, di una certa sovrabbondanza di rotabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RINGRAZIAMENTI<\/p>\n<p>Ringrazio Giacomo Rossi, autore della foto che riprende la A5 nella stazione di Piazza Manin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] G. Marcheselli, \u201cFerrovie Meridionali Sarde\u201d, Rivista I Treni oggi, n. 20, 1982, ed. ETR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI MARCO GALAVERNA Com\u2019\u00e8 consuetudine della nostra rubrica, dedichiamo una pagina alle ferrovie inaugurate proprio cent\u2019anni fa. 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