DI GIORGIO LONGO, PRESIDENTE DLF GENOVA
Il 18 novembre il Consiglio Direttivo del DLF e molti volontari, sono andati nella stazione di Arquata Scrivia per onorare la memoria di tre colleghi morti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. Le stele piantate nell’aiuola riportano i loro nomi: Lasagna Enrico, cantoniere, morto il 27 maggio 1961; Masino Pietro, frenatore, morto il 9 luglio 1961 e Figini Pietro, morto il 29 ottobre del 1971 di cui purtroppo non abbiamo altre informazioni, nemmeno sul suo ruolo. Sono caduti in servizio da molti anni, nessuno di noi li ha conosciuti; tuttavia, sono stati colleghi ferrovieri e questo nostro ricordo ci deve far riflettere sul fatto che ieri, come oggi, questi incidenti accadevano e continuano a ripetersi.

Oggi, con la nostra presenza e le nostre parole, vogliamo mostrare rispetto a coloro che non ci sono più e il nostro augurio è che questi incidenti tendano sempre di più verso lo zero. Volevo sottolineare come queste disgrazie siano ancora troppo frequenti, nonostante gli sforzi compiuti con leggi, regolamenti e procedure più stringenti anche da parte aziendale e la maggiore consapevolezza, da parte dei lavoratori, che sono sempre più coinvolti in corsi non solo antinfortunistici ma anche sul fattore umano. La speranza è che vi sia sempre più collaborazione tra istituzioni, azienda e lavoratori per costruire un futuro lavorativo più sicuro per tutti.
Sebbene non li abbiamo conosciuti, ci unisce la nostra grande azienda che fa di ogni ferroviere un lavoratore fraterno, a prescindere dal ruolo: che sia un cantoniere, un frenatore o l’altro collega di cui non abbiamo notizie. Perché con il loro impegno e la loro dedizione al lavoro, il loro spirito di squadra e il contributo che hanno dato, hanno reso la ferrovia l’azienda leader che oggi noi conosciamo. Il mio pensiero e quello di noi tutti, va alle loro famiglie per il dispiacere sofferto dalla loro improvvisa scomparsa e per il vuoto che hanno lasciato. Ringrazio personalmente tutti i partecipanti per il buon fine di questa commemorazione con l’augurio sincero di meritata serenità, soprattutto per chi è ancora in servizio, con la promessa che il Dopolavoro ferroviario di Genova porterà sempre avanti questa eredità del ricordare con impegno, rispetto e umanità.
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E poi…
DI GIORGIO LONGO E LUANA ROSSINI, PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE DLF GENOVA
Il nostro presidente qualche settimana fa ha voluto organizzare il pranzo sociale “Amici del Dopolavoro” a Novi Ligure. E così, dopo la commemorazione nella stazione di Arquata, ci ha accolti a casa sua, la “sua” Novi che, simpaticamente, spesso noi chiamiamo “il centro del mondo”. Numerosi i pensionati, presenti noi del Direttivo e tanti volontari, i rappresentanti dei Sindacati, che sono i Soci fondatori del DLF e la nostra segretaria Mariarosa.

Ci siamo riuniti intorno a ben tre tavoli in un ambiente che sa di famiglia perché anche lo chef fa Longo, di cognome, è lo chef del noto “Il Banco” e fratello del nostro presidente. Abbiamo trascorso qualche ora in armonia e le fotografie ne sono la testimonianza, sono la testimonianza della grande famiglia del Dopolavoro che non vuole dimenticare nemmeno chi non c’è più perché ha perso la vita durante lo svolgimento del proprio lavoro.
Un ricordo semplice ma significativo.
Il DLF porterà avanti questa “eredità del ricordo” e lo ha fatto anche il 22 dicembre nella stazione di Genova Principe per Luca D’Angelo. Sul marciapiede del binario 11 (lato Nord), sono già presenti 13 stele a ricordo dei nostri colleghi caduti in servizio e il 22 ricorderemo proprio il nostro collega Luca che, a soli 29 anni, a seguito di una tragica caduta, ci lasciava. Quest’anno, proprio il 22, ricorre l’ottavo anno da quando ci ha lasciato e lo abbiamo ricordato collocando la quattordicesima stele, augurandoci di cuore che sia l’ultima.
Ancora grazie a tutti quelli che partecipano alla vita del DLF.























