DI MARCO GALAVERNA
I primi treni storici di cui ho memoria personale risalgono al 1978; ne furono certamente effettuati anche in precedenza ma sono di allora i primi di cui conservo fotografie. Di quei treni erano protagoniste le locomotive a vapore del Gruppo 640, tipiche presenze nei Depositi di Alessandria, Torino e Novara, macchine eleganti e veloci che avevano svolto servizi misti sulle linee non elettrificate del Piemonte.
Per il centoventicinquesimo anniversario dell’inaugurazione della Torino – Genova, nell’inverno 1978 – ’79 un treno rievocativo, trainato dalla locomotiva a vapore 640.003, giunse dalla linea dei Giovi alla stazione di Genova Piazza Principe, evento che ebbe grande risonanza, e non soltanto fra gli appassionati, perché in città erano state allestite esposizioni a tema ferroviario e i treni storici erano all’epoca più rari di oggi. In quell’occasione, altre due locomotive a vapore furono esposte a Genova, una 813 in piazza De Ferrari e una del Gruppo 740 a Piazza Principe.
A prescindere dalle celebrazioni per la cessazione del sistema trifase nel 1976, in quegli anni non si potevano concepire treni storici a trazione elettrica, perché praticamente tutte le locomotive elettriche FS in corrente continua costruite dal 1927 in poi, come pure le carrozze con panche in legno dello stesso periodo, svolgevano regolare servizio sull’intera rete e perciò soltanto una locomotiva a vapore poteva costituire un motivo d’interesse.
Treni a vapore, sulle linee dei Giovi, in anni recenti non si sono più effettuati e, probabilmente, in senso discendente non creerebbero problemi riguardo al ristagno del fumo in galleria mentre nessuno avrebbe oggi il coraggio di inviare un treno a vapore in salita fra Pontedecimo e Busalla o, sulla linea Succursale, sotto la galleria di Ronco: infatti, non dimenticate restano le tragiche conseguenze del fumo sotto i Giovi nell’incidente del 1898 né le penose condizioni d’esercizio della Succursale prima dell’elettrificazione.
Anche la più recente Prefazione Compartimentale all’Orario di Servizio (Fascicolo 71) che possiedo in formato cartaceo esclude, salvo deroghe, la circolazione di locomotive a vapore accese sulle due linee dei Giovi. Per approfondire l’argomento, si segnala il libro [1], alcuni estratti del quale sono disponibili su internet.
La svolta, nell’ambito dei treni storici, si prospettò dagli anni Novanta: la massiccia immissione in servizio di carrozze nuove, soprattutto dei tipi per Medie Distanze, aveva condotto all’accantonamento dei modelli risalenti agli anni Venti e Trenta e, nel contempo, locomotive elettriche come le E.626 e le E.428 erano uscite dal servizio regolare, destino che, nel decennio successivo, avrebbe coinvolto anche le E.636.
Queste furono le condizioni che aprirono la strada all’effettuazione di treni storici a trazione elettrica: del resto, gli appassionati più giovani, ventenni negli anni Duemila, non avevano mai viaggiato sulle “Centoporte” trainate da macchine d’anteguerra.
Lo speciale Genova – Ronco Scrivia dello scorso 4 ottobre, ripreso nella foto qui acclusa, è stato affidato alla E.626.194, appartenente alla serie più numerosa del Gruppo E.626, costituita dalle unità numerate da 100 a 407; si parla abitualmente di “terza serie” perché si raggruppano tutte in una “prima serie” le unità E.626.001 – 014 (numerazione definitiva), suddivise in realtà in più sottoserie con caratteristiche un po’ diverse tra loro. In particolare, la E.626.194 fu costruita da SNOS nel 1935 e subì, nel corso degli anni, varie modifiche, la più vistosa delle quali, almeno per chi osserva dall’esterno la locomotiva, è la sostituzione delle originali porte d’accesso alle cabine di guida, di legno, con porte metalliche.
Immagini dei treni speciali organizzati, sullo stesso percorso, negli anni precedenti si possono vedere sul sito dell’associazione “Mastodonte dei Giovi” [2], che gestisce un centro culturale a Ronco Scrivia. L’associazione è nota soprattutto per il plastico che riproduce un tratto delle linee dei Giovi, ospitato nell’ex – Sottostazione Elettrica FS, ma è attiva anche con altre iniziative, come la pubblicazione di monografie a tema ferroviario e l’organizzazione di borse scambio per i modellisti.
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio Simone Pago per la fotografia qui pubblicata.
[1] M Panconesi, “Fumo, l’antico spettro delle gallerie – Storia della trazione a vapore in galleria”, La Vaporiera, Cento, 2005.