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“Condividere una foto, raccontare una storia”: così il genovese Flavio Scanarotti restituisce valore al ruolo del fotografo

2020-09-08T16:07:10+00:008 Set 2020|

di Nino Traverso

Una pagina social e un sito schierati a difesa della fotografia. Quella vera, però: quella cioè che oltre all’uso di una macchina fotografica comporta competenza e ricerca. Per restituire valore al ruolo

del fotografo, il genovese Flavio Scanarotti ha lanciato la pagina Facebook “Condividere una foto, raccontare una storia” e il sito www.cufrus.it , raccogliendo in poco tempo migliaia di consensi.

“Il mio invito a inviare foto e testi  – spiega a Superba – ha convinto chi, come me, crede nelle competenze tecniche e creative del fotografo e nel valore narrativo che una singola foto contiene in sé. Per questo chiedo di condividere un’immagine e di raccontarla, spiegando in quale particolare momento è stata scattata, e con quali emozioni”.

E ne sono arrivate molte…

“Molte foto e molti testi che rispondono all’invito a vedere e a percepire il reale evitando di ricorrere agli automatismi delle tecnologie oggi alla portata di tutti. Sulla mia pagina Facebook, quindi, non sono ammesse foto scattate con il cellulare”. 

Su quella pagina troviamo anche le tue foto. Quanto hanno contato nella tua formazione l’esperienza di fotoreporter  e di esperto web?

“Non è un caso se il mio genere prediletto è la cosiddetta street photography. Girare per le strade giorno e notte a caccia di immagini è stato fondamentale per comprendere che dietro, e dentro, ogni foto c’è una storia. Darle vita e condividerla è rendere disponibileun’emozione. Il web, a questo scopo, è il giusto canale di comunicazione”.

Non ti spaventa la concorrenza dei cellulari?

“Non la vedo come una concorrenza. Fotografia significa letteralmente scrivere con la luce: misurarsi con questa forma di narrazione visiva richiede quindi la conoscenza delle regole ortografiche e sintattiche. Consola a questo riguardo la presenza diffusa di scuole e circoli di fotografia, come quelli che operano nel circuito DLF, in cui ci si forma attraverso l’esercizio e il confronto”.

Prossimi passi?

“Sempre alla ricerca di nuove storie. Con in cantiere un progetto dedicato a un borgo storico del Lazio”.