DI ELISABETTA SPITALERI

“TEN TO SEN”, 1958, REGIA DI TSUNEO KOBAYASHI

Il film è tratto dal romanzo “Ten to sen” (Punti e linee) di Seichō Matsumoto (1909-1992) famoso scrittore e giornalista considerato dalla critica il Simenon giapponese. Il romanzo è stato pubblicato da Adelphi con il titolo “Tokyo Express”.

E’ esplosa come sappiamo una passione per il Giappone e i suoi usi a costumi. Siamo in particolare affascinati dal suo efficiente sistema di trasporto ferroviario ma all’epoca in cui si svolge la vicenda nel dopoguerra in una fase di profonda trasformazione del paese, non c’era ancora traccia dei treni proiettile, nessuna App da scaricare o Internet ma solo il buon vecchio orario ferroviario cartaceo da consultarsi pazientemente. Ed è questo lo strumento principe che verrà usato dai personaggi del libro e dell’omonimo film per comporre questo misterioso puzzle. Tutto inizia dal ritrovamento nella baia di Hakata, in Kyūshū, dei cadaveri di un uomo e una donna che hanno chiaramente ingerito cianuro. Si tratta della giovane e bella Otoki, che intrattiene la clientela in un ristorante di Tokyo, e di Sayama, funzionario del dipartimento di un ministero coinvolto in un grosso caso di corruzione. Essendo giovani e belli, la polizia di Fukuoka non ha dubbi a catalogare il ritrovamento come un doppio suicidio d’amore. Torigai Jutaro, un anziano investigatore, a causa di alcuni dettagli che non lo convincono, non la pensa allo stesso modo. Saranno proprio i suoi dubbi e la voglia di dimostrare che si tratta di un omicidio ad aprire un caso complesso e privo in apparenza di prove o evidenze: nessun messaggio lasciato dai due suicidi, nessuna prova che i due avessero una relazione sentimentale, il misterioso soggiorno prolungato di Sayama a Tokyo. Le sue considerazioni vengono condivise anche da Mihara Kiichi, un giovane collega di Tokyo, che comincerà una lunga ricerca tra testimoni, orari di treni e alibi apparentemente intoccabili.

Spunta un collegamento con Tatsuo Yasuda, un importante uomo d’affari con legami con la corruzione governativa. Dal comportamento di Yasuda e da quello della moglie, profonda conoscitrice dell’orario ferroviario tanto da poter citare per ogni linea tutte le stazioni intermedie, si intuisce che ci possono esserci dei collegamenti ma come provare la presenza del presunto omicida sul luogo del delitto? Dettagli e analisi di testimonianze e di particolari, anche quelli apparentemente insignificanti, scoperta di depistaggi, viaggi in treno per capire la tempistica degli spostamenti e tanta logica, grande arma degli investigatori. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti -, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile e il film con il suo ritmo incalzante ci conduce nella mente degli assassini e alla sorprendente soluzione del delitto.

Il film del ’58 si può trovare in rete in lingua originale con sottotitoli in inglese.

Nel 2017 dal romanzo è stata tratta anche una mini serie Tv con Takeshi Kitano nel ruolo di Torigai.