DLF Running Team: il primo trail non si scorda mai (FOTO)

2019-09-26T17:43:42+00:0026 Set 2019|

di Dino Morgante

Il 15 settembre si è svolta l’edizione 2019 del Trail dei Fieschi, organizzata impeccabilmente dalla Pro Loco di Savignone.

Due le distanze proposte: la 21K 1400D+ e 11K 900D+ con partenza e arrivo sul piazzale della Chiesa di Savignone.

Sono un runner provetto, mi dedico a questa attività da circa 15 mesi e mai e poi mai da quando ho iniziato a correre avrei pensato di partecipare ad una gara del genere. Ho iniziato ad allenarmi nei sentieri durante le vacanze fatte ad agosto in Valle d’Aosta e devo dire che mi è subito piaciuto anche per l’eccezionale panorama in cui mi trovavo.

Tornato dalle ferie decido di partecipare al Trail dei Fieschi, convinto da colui che poi ha vinto la gara (Garrè Enrico) e con cui avevo parlato al termine dell’8° Memoria Barbieri a Busalla. Ho cercato di prepararmi allenandomi sui sentieri di Mignanego e Serra Riccò e decidendo – dopo essermi informato sulla caratteristiche del percorso – di cimentarmi sulla 11K che come battesimo non era male, viste anche la mia poca esperienza e le difficoltà fisiche che avrei potuto avere non avendo mai affrontato un trail.

Veniamo alla gara. Tre gli obbiettivi che mi pongo:

  • Riuscire a concludere la gara
  • Arrivare integro al traguardo
  • Non arrivare ultimo

Arrivo di buon ora a Savignone, i volontari della Pro Loco sono molto gentili ed efficienti; ritiro il pettorale, saluto un paio di amici incontrati sul posto, chiedo ad altri runner che avevano già partecipato alla gara un po’ di informazioni sul tracciato e l’altimetria, mi cambio, preparo zainetto e faccio un minimo di riscaldamento. La giornata è magnifica e la temperatura veramente ottimale. Sono un po’ teso, non so esattamente cosa aspettarmi.

Alle ore 9.10 dopo un briefing parte la gara dei 21K, con circa 120 partecipanti.

Dopo una ventina di minuti chiamano i partecipanti alla 11K per il briefing e il controllo sul chip del pettorale. Siamo una settantina. Alle 9.40 la partenza. Dopo i primi passi la tensione è scemata e inizia la gara.

I primi 600/700 mt sono i leggera salita all’interno dell’abitato, vado con mio passo tranquillo, so che in salita posso concedere per cui penso a non farmi prendere dalla frenesia e a rompere prima possibile il fiato.

Improvvisamente il percorso che porta al Pian dei Berti e successivamente sul Monte Pianetto si inerpica (dislivello primi 3K è di quasi 400mt); inizialmente con un tratto asfaltato poi sterrato e sentiero nel bosco. Alterno corsa e passo veloce, vado con regolarità, mi piace, i sentieri sono ben segnati. Arrivato al Pianetto (Foto in corsa), inizia tratto sul costone, la vista di lì è notevole favorita da una bellissima giornata.

Poi un po’ di discesa, la mia specialità: recupero un paio di posizioni e poi un altro paio di strappi in salita. È dura ma mi sono gestito bene e continuo nel bosco fra bei sentieri martoriati dalla galaverna del scorso inverno che ha fatto penare gli organizzatori per preparare perfettamente la gara.

A questo punto siamo sopra a Crocefieschi in prossimità del Monte Carmo. Si corre sempre nel bosco fra saliscendi e ci avviciniamo all’ultima difficile asperità del Monte Maggio. Prendo una bustina di gel, bevo, e inizia l’asperità verso la cima; 400\500 durissimi anche su roccia per arrivare alla cima, fatti nella quasi totalità a passo veloce.

La fatica fatta è però ricompensata dal panorama che si gode dalla sommità. Rallento un po’ per godermi lo spettacolo e varcata la chiesetta in uno spiazzo sottostante mi butto giù a manetta nella discesa. Recupero un paio di concorrenti che mi avevano nuovamente staccato in salita. La discesa è impegnativa e dopo il ristoro alla Colonia ai 7,5km, rallento un attimo visto che è ancora lunga ad arrivare in fondo e non vorrei arrivare cotto. Dopo un paio di tornanti impegnativi arrivo in fondo all’altezza della località Sementara e con mia sorpresa trovo ancora due strappi in salita che accuso un po’ e difatti due giovani ragazzotti, un uomo e una donna, mi sorpassano. Ma penso che va bene così, ormai ce l’ho fatta.

Entriamo in Savignone da una bella e ben tenuta mattonata fra graziose casette. Alcune persone nei giardini e dai balconi applaudono i concorrenti tutti meritevoli di elogi. Sono sulla strada principale che porta alla Piazza della Chiesa: un piccolo sforzo e arrivo, 20° in 1h38’16’’. I km percorsi sono quasi 12.

Sono soddisfatto, anche stanco, ma felice.

Un pezzo di focaccia, un po’ di frutta all’arrivo e una medaglia di legno… e penso che non sarà l’ultimo trail a cui parteciperò.